impostura09
L’impostura imperialista guadagna nuovi fans
(nota di E.Giardino - www.webalice.it/enricogiardino)
La rozza favola degli aggressori imperialisti- ripetuta da sempre- invece che opposizione e ripudio, guadagna nuovi fans, del tutto insperati : leader politici e sindacali della nostra sinistrata “sinistra” si accodano oggi al coro fasullo degli imbonitori neoliberisti. Eppure hanno tutte le prove dei disastri e dei crimini degli aggressori/colonizzatori occidentali e delle loro “missioni umanitarie”.
Da almeno 20 anni, dopo la caduta dell’URSS, gli imperialisti occidentali (USA/sionisti/UE) raccontano la stessa rozza favola a pretesto e copertura dello loro criminali aggressioni contro popoli e Paesi molto più deboli ed isolati, che hanno la sola disgrazia di possedere materie prime che servono ai poteri occidentali. I leaders eletti del Paese da aggredire vengono descritti come sanguinari dittatori che rifiutano la “democrazia e la civiltà occidentale”, che vessano i loro popoli, che hanno la pretesa di armarsi - perfino con armi nucleari (sic!)- che pretendono di scegliersi modelli sociali ed alleanze internazionali. E’ così per l’Iraq, per la Somalia, per la ex Jugoslavia, per l’afganistan, per Gaza, per la Corea del Nord, per l’Iran .Essi aggrediscono – da cielo e da terra- con sofisticate armi di sterminio di massa, anche nucleari e biologiche, ma l’aggredito può difendersi solo con le pietre, con qualche kamikaze, con il terrorismo .
Poi, per fortuna degli aggressori, nel Paese da aggredire c’è sempre un leader “buono, amico degli occidentali “ – descritto come evoluto, democratico, moderato e benvoluto – che si contrappone al dittatore sanguinario. Basta foraggiarlo con un po’ di danaro e sostenerlo alle elezioni. Se non vince, basta strombazzare brogli elettorali del regime totalitario vincente e fomentare disordini “popolari” o guerre etniche o guerre religiose intestine, come validi pretesti di intervento esterno armato.
E’ la tecnica imperialista della “destabilizzazione”, cioè della colonizzazione e della rapina imposta.Il leader buono- amico dell’occidente – diventa il “salvatore della patria”, cioè il loro fantoccio locale.Dopo i massacri unilaterali, le devastazioni strutturali ed ambientali, l’uccisione del tiranno locale, arriva l’occupazione e tutte le conseguenze che ne derivano : uccisione dei patrioti-dissidenti, basi militari, colonizzazione, rapina delle risorse locali, ricostruzione, privatizzazioni e disastri sociali crescenti (sfruttamento del lavoro , miseria, delocalizzazione di imprese occidentali, corruzione, mafia, ecc.).
Come nella conquista delle Americhe, dopo i guerrieri arrivano i mercanti ed i faccendieri che sfruttano e speculano sulla miseria crescente del Paese aggredito, cambiandogli i connotati a vantaggio degli aggressori.Questo scenario disastroso e disumano è ampiamente verificabile da chiunque abbia interesse a farlo, anche se i mass-media occidentali- usati come principale strumento di aggressione- mistificano e depistano.
Perciò una persona “normale” pensa che il ripudio e l’opposizione politica alle falsità ed alle nefandezze degli imperialisti aggressori , dovrebbe crescere insieme alle prove che pure emergono.
Accade invece l’opposto : l’affabulazione e le pratiche dell’imperialismo trovano in Europa – non in America latina- nuovi ed insperati fans: leader politici e sindacali della nostra “sinistra” si accodano o promuovono iniziative a sostegno degli …aggressori bugiardi, accreditando così le loro favole.
Tutta la canea delle destre, dei leghisti, dei fascisti, dei neoliberisti, trova così nuovi alleati, non solo nei centristi italici – PD,IDV e UDC- ma anche nei leader dei partiti di sinistra e del sindacato confederale.Infatti, se la aggressione all’Iraq ed all’ex Jugoslavia aveva trovato deboli vagiti di opposizione partitica negli anni ’90, oggi la vicenda iraniana realizza l’unità totale : dall’estrema destra all’estrema sinistra, senza eccezioni. Nessuno ha dubbi di sorta, Ahmadinejad è un tiranno-imbroglione, va rovesciato, portando “solidarietà al popolo iraniano”(sic!). Ma a quale popolo ? A quello che ha votato per il 63% Ahmadinejad oppure a quello che ha votato Moussavi al 30% ? Lo sconfitto –senza produrre prove di sorta- inneggia alla rivoluzione di piazza, grazie al sostegno dei media e delle armi occidentali, fregandosene dei morti, dei feriti e degli imprigionati : anzi, usandoli a pretesto dei suoi fini personali e minoritari. Ed i suoi elettori lo hanno votato come Presidente o come “rivoluzionario di piazza” ?
Il fatto che le massime autorità garanti del suo Paese- titolate a farlo- abbiano escluso i brogli elettorali che lui lamenta senza prove, non lo tocca e continua a provocare impunemente. Il suo problema non sono i “brogli” da lui inventati, ma i risultati elettorali, nettamente sfavorevoli per lui ed i suoi amici occidentali. Se questo è un “moderato”, c’è qualcosa che non funziona. Questo è l’illegale clichè dell’imperialismo : le elezioni valgono, ma solo se danno i risultati perseguiti, con ogni mezzo, dagli “occidentali”, altrimenti sono nulle e c’è il colpo di Stato. Invece di guardare alle loro elezioni truccate, gli imperialisti convalidano o annullano – a loro comodo- le elezioni degli altri.
Roma 26 giugno 2009
