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La canea imperialista all’assalto dell’Iran di Ahmadinejad
(nota di E. Giardino- forum DAC)- Roma 20 giugno 2009)
Approfittando delle barriere linguistiche che dividono il mondo arabo dall’occidente, un coro di imbonitori occidentali interessati, sta criminalizzando le elezioni iraniane ed il suo“scomodo” risultato: Ahmadinejad, il leader inviso agli imperialisti USA-UE ha trionfato con il 63% dei voti su l’83% dei votanti.
Senza fornire alcun dato sulle elezioni e sul loro svolgimento , i nostri mass-media sposano la tesi di comodo dello sconfitto Moussavi (30% dei voti) , un fantoccio degli imperialisti che essi supportano e reclamizzano da tempo con attributi strumentali “ progressista, moderato, pacifista”…Difendono a spada tratta tumulti e devastazioni provocati dallo sconfitto che – senza prove- blatera di brogli elettorali.
In quale Paese del mondo un candidato sconfitto alle elezioni- che ha accettato – può scatenare tumulti di piazza per “brogli” da lui stesso presunti e mai provati (se non altro per mancanza di tempo) ? Su quali basi i suoi fans locali ed i governi occidentali accreditano le illazioni di Moussavi ? Con quale diritto e su quali basi i nostri governanti pretendono di giudicare la regolarità delle elezioni di un Paese sovrano ? Non è scontato che uno sconfitto contesti un risultato elettorale a lui sfavorevole ? Bush definiva l’IRAN “Stato canaglia” in quanto rifiutava di farsi rapinare e colonizzare dagli imperialisti occidentali USA-UE. Obama - promettendo un “nuovo corso” nei rapporti con l’Iran ed il mondo arabo – si era impegnato a rispettarne l’autonomia politica e la sovranità nazionale .Ma il risultato elettorale non fa comodo a lor signori- maestri di inganni e di brogli elettorali nei loro Paesi, dove una manciata di voti divide
i due leader accreditati – perché Ahmadinejad è il loro nemico. Egli pretende- sulla base del diritto internazionale degli Stati e dei popoli – di esercitare la sua autonomia politica ed economica sui cittadini e sulle risorse del suo Paese. Un delitto che gli imperialisti USA/sionisti/UE non possono accettare : vale per l’Iran come per ogni altro Paese “indipendente” che non soggiace al diktat dell’imperialismo globale (Iraq, Palestina, Corea del nord, Afganistan). Da qui la criminalizzazione di Ahmadinejad – fiero accusatore dei crimini sionisti ed israeliani in Palestina - e delle elezioni iraniane, che hanno sconfitto il loro fantoccio .
Moussavi - sonoramente sconfitto dal voto - ha giocato cinicamente l’unica carta disponibile : accusare il vincitore di brogli elettorali. Poi, senza mai fornire prove delle sue accuse , ha scatenato ingiustificati tumulti di piazza nel tentativo di offrire agli occidentali un pretesto per intervenire.
Usa cinicamente i suoi fans e li espone ad una comprensibile reazione del governo legittimo. A lui ed ai suoi alleati occidentali vanno imputate le vittime e le devastazioni urbane di questi gironi.
Immaginate se le elezioni occidentali venissero contestate dallo sconfitto, scatenando tumulti di piazza, devastazioni, incendi ed altre provocazioni pilotate e strumentali. Quando in Italia, il giornalista Deaglio ha avanzato documentati sospetti di brogli elettorali- già usati da Bush negli USA –i nostri governanti e tutti i nostri partiti di destra, di centro e di sinistra, hanno ignorato la denuncia. Hanno sostenuto che una verifica elettorale avrebbe richiesto anni e che era impraticabile. In Iran il governo ha offerto allo sconfitto una verifica del 10% dei voti espressi : ma Moussavi ha respinto l’offerta, perché il suo obiettivo è quello di rovesciare con la forza -e con l’aiuto delle potenze occidentali- il governo di Ahmadinejad.
I brogli sono solo un pretesto, privo di fondamento, come ha solennemente annunciato il capo spirituale iraniano, l’Ayatollah Al Khamenei, il cui invito a riportare il confronto su basi costituzionali è stato ignorato e violato dal provocatore filo-occidentale Moussavi. Come sono avvenute le elezioni iraniane ? Con quali garanzie costituzionali ? Nessuno lo dice, perché il problema vero non sono i brogli, ma i risultati.
I nostri mass- media , senza fornire dati sulle elezioni (così nette nei numeri) e sul loro svolgimento, senza fornire mai le ragioni del vincitore, hanno innescato una grande propaganda mediatica contro Ahmadnejad ed il suo governo, definendo “martiri” i facinorosi di Moussavi che si fanno esplodere. In un altro contesto- es. quello palestinese- li definiscono invece terroristi, “kamikaze”, “esaltati”, “barbari”. Hanno attribuito ad Ahmadinejad –presidente di un Paese sovrano – ogni qualifica deteriore : dittatore, tiranno, ultraconservatore, nemico dell’occidente e della Pace, ecc. E’ un clichè ancora più rozzo ed illegale di quelli che abbiamo già visto per Iraq, Afganistan, Somalia, Corea del Nord…
Ma basta leggere il discorso di Ahmadinejad alla recente conferenza ONU sul razzismo- boicottata dai Paesi e dai media occidentali- per capire che quest’uomo vale molto di più dei suoi detrattori. Come al solito, il contesto cui si riferiscono i pretesti dei potenti viene omesso, per avvalorare la litania imperialista precostituita : l’Iran di Ahmadinejad è “uno Stato canaglia da liberare”, cioè da colonizzare.
E’ ormai tempo di ripudiare attivamente questa canea interessata che ha fatto della informazione e della comunicazione un rozzo strumento politico di propaganda imperialista globalizzata.
Roma 21 giugno 2009
