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Riflettendo su Marco Travaglio
(nota di E. Giardino- 13 maggio 2009)
Marco Travaglio è un giornalista italiano – giustamente popolare- che documenta con dovizia di prove i misfatti delle mafie e delle due caste italiche: politici e giornalisti. I suoi riferenti principali sono gli USA e Indro Montanelli ; in altre parole il “vero liberismo” che punisce i “cattivi” e denuncia , in piena libertà, i poteri dominanti che delinquono. E’ lo schema ideologico dei film e dei telefilm USA che invadono le nostre TV: ma non è un falso ideologico ? E’ credibile, dentro un sistema imperialista globalizzato e dentro un Paese colonizzato dagli USA e dal Vaticano ?
Seguo le denunce documentate - scritte ed audiovisive- di Marco Travaglio : da esse apprendo particolari utili, sconosciuti alla grande maggioranza degli italiani. Una testimonianza preziosa- anche sarcastica e satirica – nel mare della disinformazione pianificata e della rozza ipocrisia del giornalismo italiano, che ha il monopolio anticostitu- zionale della “informazione”. E tuttavia, analizzando più a fondo il quadro e le sue denunce , emergono alcune contraddizioni, omissioni e distorsioni gravi, che non possono essere taciute. Travaglio- come Grillo ed altri - mette sullo stesso piano tutti i partiti italiani e tutti i politici : eppure le sue denunce riguardano soprattutto berlusconidi leghisti e piduisti (PDL e UDC), presenti nel Parlamento italiano e candidati oggi in Europa. Tende a presentare Di Pietro , come l’unico tutore della legalità e della magistratura. Un falso ben documentabile.
Include nella “sinistra”- come fa Berlusconi – tutti i partiti che vanno dal PD fino alla sinistra “radicale” (così definita da lui e dai media nostrani). Eppure le sue denunce non toccano quasi mai partiti come PdCI , PCL, Sinistra critica, Rifondazione comunista. Basta vedere il suo ultimo video “Zoo Italia” per capire l’imbroglio : a destra ci sono condannati ed inquisiti per gravi reati penali (27 minuti su 34 ). Nel PD, trova solo qualche “avviso di garanzia” e qualche incoerenza (Cofferati). Nella ” Sinistra e libertà” cita il solo Staino, iscritto al PD (come se “Sinistra e libertà fosse incompatibile con il PD). Da ultimo- pur di sputtanare la lista “anticapitalista e comunista”- cita Bruno De Vita (consumatori uniti) reo di essere stato radiato da Stampa Romana e dalla FNSI (due sindacati corporativi di grande tradizione democratica !). Una accusa già pubblicata dal “Giornale” di Berlusconi (che Travaglio ripudia) per sputtanare una lista “scomoda” ai poteri dominanti. Travaglio non ha visto Teleambiente , dove per 40 minuti De Vita ha smontato le accuse rivoltegli, promuovendo una azione giudiziaria per calunnia a mezzo stampa: Eppure il nostro eroe è informato su tutto e legge- a suo modo- le carte giudiziarie. Scrive su molti giornali ed appare spesso in TV.
Ma aldilà di questo episodio- che la magistratura giudicherà-, quale persona in buona fede mescolerebbe le candidature ignobili della destra , con quelle di PD, IDV, “Sinistra e libertà”, “anticapitalista comunista”, in base alle stesse accuse di Travaglio ? Se egli fosse affezionato alla onestà –legalità dovrebbe osannare uomini e partiti degni, che non stanno solo nell’IDV . Invece non lo fa, perché il suo schema ideologico non glielo permette : in Italia non possono esserci partiti ed uomini degni ed onesti che non siano borghesi e liberisti, come appunto Di Pietro e Montanelli.
Da anticomunista viscerale non può segnalare ciò che comunisti e socialisti “non pentiti” fanno e dicono ogni giorno. La caduta del governo Prodi- peraltro debolissimo e ricattato da Mastella che lo ha sgambettato- è per lui motivo sufficiente per irridere tutta la sinistra comunista ed anticapitalista. L’idea che la sinistra, ricattata e minoritaria nel governo Prodi, abbia anteposto – sbagliando- la tenuta del governo alla sua politica naturale , non lo sfiora mai.
Eppure la caduta di quel Governo ha aperto la strada al berlusconismo, suo principale bersaglio. Ma Travaglio è un giornalista liberale che denuncia e valorizza ciò che gli serve, che seleziona uomini , fatti e partiti secondo il suo schema ideologico precostituito. E’ un giornalista che fa la sua politica (quella neoliberista e capitalista) .
Non fa mai i conti con la politica vera , da non confondere con il monopolio anticostituzionale dei partiti maggiori (PDL, UDC e PD). Un monopolio anticostituzionale che spadroneggia sulla “politica”, sullo Stato e su funzioni e servizi che da esso dipendono (informazione, sanità, formazione, lavori pubblici,ecc.). Anche i misfatti del Vaticano trovano poco spazio nelle denunce di Travaglio : eppure esistono libri e testimonianze ricche e documentate.
Ma le omissioni e le ambiguità di Travaglio sono ben più consistenti.
Il liberismo competitivo e regolato (da chi? ) che egli reclamizza non esiste più da almeno 100 anni : siamo nell’era dei monopoli globali (finanziari e produttivi), delle aggressioni coloniali, della prepotenza anticostituzionale su ogni aspetto della vita sociale, della truffa elettorale maggioritaria e di quella mediatica. E’ così negli USA ed in Italia, anche se esistono differenze strutturali e storiche a nostro svantaggio, grazie all’azione eversiva della CIA , delle mafie, dello stragismo e del Vaticano. Il confronto più illuminante non va fatto con gli USA, ma con i Paesi nordici europei e con l’America latina di oggi. Ma in questi Paesi il socialismo è troppo forte : per un liberista è tassativo ignorarli.
La storia di Montanelli - ex fascista e giornalista liberale- è un po’ più ambigua e contraddittoria di come ce la racconta Travaglio, magnificando il “suo gran rifiuto a Berlusconi”. Un rifiuto tardivo che non riguardava mai il sistema capitalista , asservito e corrotto, da cui Berlusconi trae il suo potere economico e mediatico. Né Montanelli dava spazio a coloro - in primo luogo comunisti ed anticapitalisti- che nel mondo ed in Italia contrastavano le dinamiche reazionarie dell’imperialismo , bugiardo e guerrafondaio. La mitologia degli USA- come simbolo di democrazia politica e mediatica abusata in film e telefilm - invade TV e giornali da anni, ma è sempre più fasulla e fuorviante. Travaglio non si pone mai una domanda o un dubbio elementare : ma la pletora di misfatti a catena che io denuncio da anni, non dipenderà dal sistema capitalista e clericale che li genera ? Se almeno una correlazione esiste, perché insisto a mitizzare un tale sistema che fa danni crescenti ed irreversibili da decenni ?
Ma il nostro bravo giornalista si limita a denunciare a modo suo , non a riflettere.
