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venerdì, 24 aprile 2009

elezioni0409

Elezioni ed astensionismo di sinistra

(nota di E.Giardino-www.webalice.it/enricogiardino)

 

Alla vigilia delle elezioni, associazioni e movimenti “alternativi” che ripudiano i partiti ed il sistema capitalista entro il quale si muovono, si sentono in dovere di fare due cose, tra loro diverse, ma entrambe perdenti : predicare l’astensionismo e/o presentarsi alle elezioni con una propria lista elettorale. In questo modo- come la storia di questi decenni dimostra – danneggiano sé stessi più o meno gravemente (fino al suicidio), favorendo invece i soggetti che maggiormente dovrebbero danneggiare. L’approccio a questo problema è invece tutt’altro, come viene ribadito in questa nota.

 

Le elezioni in Italia sono una megatruffa anticostituzionale che azzera l’esercizio della sovranità popolare delegata, asse portante della nostra democrazia costituzionale. Perciò i movimenti che lottano contro le oligarchie dominanti – anche piduistiche e mafiose – dovrebbero per prima cosa proporre e sostenere un sistema elettorale coerente con la nostra Costituzione antifascista. Un sistema come quello che il forum DAC propone da tempo e che non viene preso in considerazione: soluzioni programmatiche vincolanti, sistema proporzionale senza sbarramenti e collegi, candidati di partito e “sociali” con pari visibilità mediatica e pari opportunità elettive, revoca degli eletti inadempienti.Di fronte all’imbroglio ed alle scadenze elettorali- pilotato dai grandi mass-media e dai capitalisti – i nostri soggetti “alternativi” si pongono in due modi, apparentemente diversi, ma entrambi perdenti e subalterni.

Alcuni- indignati contro la “politica”, confusa con la partitocrazia dominante e con i partiti tutti (uguali) -predicano l’astensionismo elettorale : un astensionismo che è solo di “sinistra” com’è ovvio, che favorisce le oligarchie più potenti, che ha solo effetti negativi sui numeri e sugli eletti, che non ha alcun effetto sulla validità e nocività del voto (non essendo previsto alcun quorum per le  nostre elezioni). Non è neppure vero che tutti i partiti siano “uguali” in rapporto alle lotte sociali che gli “indignati” conducono. Tanto è vero che essi sono costretti a ricorrere ai “compagni più seri” per avere peso istituzionale e visibilità.

L’astensionismo (di sinistra) è dunque solo uno sfogo irrazionale dannoso, che favorisce i nostri nemici peggiori : infatti i loro elettori non praticano mai l’astensionismo di “destra”, quand’anche traditi e beffati.Un astensionismo, anche del 40%, cambierebbe in qualche modo il sistema elettorale o la politica attuale ?

La risposta è negativa e scontata, basta guardare ai Paesi capitalistici in cui questo già accade. La politica non è mai negazione del senso comune o dell’evidenza e neppure sfogo irrazionale individuale.

Contro l’astensionismo di sinistra ho già scritto in passato e ribadisco qui le mie riflessioni di allora.

Altri compagni associati– indignati contro la “politica” – scelgono di presentare una loro lista elettorale.Nel contesto elettorale e mediatico attuale, costoro realizzano risultati irrisori per ragioni oggettive, ben inferiori a qualsiasi  piccolo club leaderistico di partito ( < 1% ) : infatti mass-media e politica sono monopolio di leader di partito, cioè di sigle partitiche più o meno virtuali. Anche qui basta rileggere i risultati  elettorali degli ultimi decenni, per verificare quanto affermato. Dopo la debacle elettorale questi movimenti si indeboliscono e, talvolta, spariscono per frustrazione crescente dei loro seguaci.Con il sistema elettorale attuale i voti dei compagni a “noi più vicini” che non superano lo sbarramento oligarchico, vengono attribuiti ai nostri e loro nemici più invisi (premio di maggioranza e sbarramento).

E’ inevitabile tutto ciò o esistono alternative più efficaci e razionali ? Credo che esistano, ma a condizione di abbandonare queste due prassi  perdenti, manifestamente dannose , anche per chi le pratica. L’approccio giusto è quello di battersi per una sistema elettorale che garantisca la sovranità popolare delegata, come già detto. Questa è la prima esigenza vitale  per qualsiasi soggetto sociale attivo.

Di fronte al permanere di questo sistema truffaldino, associazioni e movimenti non hanno alternative: debbono votare per candidati e partiti che sono meno “lontani” dalle loro esigenze e finalità. Non hanno comunque alcun interesse a dividere i loro seguaci, fornendo indicazioni di voto “univoche  e tassative” : possono lasciare ai loro aderenti la scelta individuale- votare o non votare- semmai conducendo poi un sondaggio sul comportamento dei singoli.

Lasciamo invece l’astensionismo elettorale o le velleità di lista agli elettori di destra : fascisti, leghisti e berlusconidi. Indebolire i loro indegnissimi rappresentanti è un nostro compito prioritario.

 

 

Roma 23 aprile 2009

 

postato da: forumdac alle ore 10:35 | link | commenti
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