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venerdì, 13 novembre 2009

fsa71109

Roma : emergenza abitativa e cittadina

(nota di Enrico Giardino – www.webalice.it/enricogiardino- 7 nov. 2009)

 

Due partiti di sinistra –PRC e PdCI di 3 municipi di Roma nord- hanno organizzato un incontro pubblico sul tema in oggetto, invitando soggetti sociali impegnati da anni su queste problematiche. Il titolo della iniziativa “La città futura” richiama Gramsci e il marxismo, cioè due figure dimenticate e desuete.E’ necessario commentare l’incontro, sia nel metodo che nei contenuti, con l’auspicio che esso serva a produrre una piattaforma politica sui temi in questione.       


 

Da molti anni i soggetti sociali invitati a questo incontro si battono sui temi dell’assetto urbanistico e della emergenza abitativa a Roma. Sindaci diversi –da Darida a Veltroni, fino ad Alemanno oggi- hanno fatto promesse elettorali, regolarmente tradite e capovolte durante il loro mandato. Il sacco di Roma e la speculazione abitativa (saltata la legge dell’equo canone) hanno imperversato nella città impunemente, grazie ad una serie di stratagemmi  messi in atto – consociativamente- da palazzinari, amministratori locali, sindacati inquilini e legislatori nazionali (accordi di programma, liberalizzazione degli affiiti, condoni edilizi,

cartolizzazioni e privatizzazioni di Enti e Beni pubblici , come l’acqua).  Di fatto , nessun partito- compresi quelli di sinistra al governo della Regione e della città - ha raccolto le analisi e le proposte dei movimenti e dei cittadini impegnati, di cui i soggetti invitati sono solo una parte.

La situazione è diventata ora drammatica, sia per la speculazione lira/euro (2001)e per quella abitativa, sia per la crisi produttiva e lavorativa che colpisce i lavoratori dipendenti, i pensionati ed i loro redditi (disoccupati inclusi).  E’ paradossale vedere che i sindacati dei lavoratori scioperano per avere aumenti di salario di 20-30 euro/ mese, mentre un  qualsiasi padrone di casa – immobiliare o individuale- aumenta i canoni di affitto di 300-600 euro/mese, in accordo con i sindacati inquilini (loro emanazione di settore).Poiché i promotori promettono una “svolta politica e culturale” è necessario verificare tale intento.

 

Il metodo e l’approccio usato

 

I due partiti promotori –PRC e PdCI- sono gli animatori della “Federazione della sinistra anticapitalista (FSA)” una sigla inesistente per i mass-media italiani che parlano solo di “Rif. comunista” e di “Sinistra e libertà”. Ma inesistente anche per chi fa seriamente politica ogni giorno, in quanto non esiste né un programma né una sede  né una visibilità concreta della FSA.

Si riproduce così un copione già visto con la “sinistra arcobaleno” – sigla creata a  scopo elettorale  da pochi leader e priva di identità, di programmi vincolanti , di elaborazioni politiche. Da qui il fallimento, anche elettorale, non dell’idea in sé (a mio avviso condivisibile), ma del modo “incredibile” con il quale è stata portata alle elezioni. Ma di questo ho scritto già a tempo debito- ben prima delle elezioni- rivolgendo un appello specifico ai leader di quello schieramento, che hanno ritenuto di non rispondere…e suicidarsi !.

Perciò , se il convegno di oggi andrà nella direzione di costruire una bozza di piattaforma tematica fatta propria e diffusa dai due partiti e dalla auspicata FSA, allora è importante registrarne  analisi e proposte, in modo che esse siano conosciute e dibattute , in primo luogo, da chi vive le situazioni di disagio da eliminare.

Questo esito  non è affatto scontato : il rischio è quello di ripetere esperienze e convegni , anche importanti, ma privi di seguito e di ogni efficacia politica ed operativa.

In realtà, gli interventi e le proposte emerse non sono stati registrati, il convegno è iniziato con un’ora di ritardo, non si sono fatti rispettare i tempi di intervento preannunciati. Così, all’ora di chiusura annunciata (le 13) , non erano conclusi neppure gli interventi programmati. Gli altri presenti in sala non hanno potuto parlare , facendo mancare così il loro contributo di idee e di proposte. Inoltre due questioni correlate, ma distinte- quali l’emergenza abitativa e la pianificazione urbana- si sono confuse e mescolate nel corso dei lavori. Personalmente – preso atto della impossibilità di intervenire pur essendo arrivato alle ore 9,30- ho consegnato alla presidenza un testo scritto sul tema della “emergenza abitativa a Roma”, come contributo propositivo ad una piattaforma tematica della sinistra romana e nazionale (All.1).

Credo- come ho già scritto in passato – che l’approccio ed il metodo partitico - invalso da decenni nella sinistra- debba essere radicalmente cambiato. I nostri incontri debbono rispettare regole democratiche e partecipative garantiste; debbono produrre piattaforme politiche trasparenti, vincolanti per tutti i soggetti che le sottoscrivono, dopo un dibattito partecipato. A questo fine debbono essere usati tutti gli strumenti disponibili (giornali, Internet, radio, webTV, ecc.). In questo modo si fa capire ai militanti ed ai potenziali elettori che lo stile e la cultura politica della sinistra sta finalmente cambiando, a tutti i livelli ed in tutte le sedi. In questi giorni la FSA si è incontrata con il neo-segretario PD Bersani, allo scopo di concordare azioni comuni su tre temi : emergenza democratica, emergenza sociale, riforma elettorale. Sono 3 questioni che attraversano e si intrecciano con il ruolo delle Istituzioni locali , con la emergenza abitativa, con la pianificazione urbana, con la partecipazione e la sovranità popolare, con le elezioni di ogni livello.

Qual’è la piattaforma che la FSA porterà a questo incontro per marcare la sua identità/diversità ?

Da dove partirà il compromesso necessario per una sua alleanza con altre forze politiche ?

Domande elementari e decisive, che non hanno ancora risposte . Le avranno, quando ?

 

I contenuti dell’incontro

 

Penso che dovrebbero articolarsi su due versanti distinti, anche se collegati :

a)- l’ emergenza abitativa , che richiede interventi urgenti rispetto agli sfratti, alle finite locazioni, alla onerosità dei canoni e dei mutui di acquisto, alla reperibilità di alloggi a canoni sociali, alle vendite degli Enti previdenziali privatizzati..cioè ai problemi immediati degli inquilini vessati  (es. dal cambio euro/lira).Qui rimando alle proposte "emergenza abitativa" sul sito DAC.

b)- la pianificazione urbana e il rapporto pubblico- privato , riguardanti i piani regolatori e le varianti illecite, l’egemonia dei palazzinari sugli amministratori pubblici , gli accordi di programma, i condoni, la cementificazione  speculativa delle aree agricole, la destinazione delle risorse e delle aree pubbliche, il ruolo della edilizia pubblica(ATER) e parapubblica (Enti previdenziali), il recupero edilizio e le nuove costruzioni.

Qui gli interventi degli invitati- tra i quali Berdini,Belvisi, Alunni, Alzetta, Taggi - hanno  criticato la politica   passata e recente della sinistra romana e dei sindacati inquilini  ed hanno indicato una serie di proposte praticabili, di breve e medio periodo ( “conferenza urbanistica” e “legge di iniziativa popolare sul diritto all’abitare “ , in pieno contrasto con il “ piano casa berlusconiano”). Proposte che sono state portate in questi mesi- anche con manifestazioni popolari – alla Regione Lazio ed al Comune di Roma.

Su questa base è urgente e necessario che i due partiti promotori – e la FSA – definiscano una bozza di piattaforma politica di sintesi da sottoporre al dibattito dei soggetti sociali attivi..

 

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domenica, 01 novembre 2009

marrazzo1009

Pupi e Pupari del caso Marrazzo

(nota di E. Giardino -www.webalice.it - 30 ottobre 2009)

 

Il caso Marrazzo sta riempiendo giornali e TV secondo copioni ambigui e fuorvianti che conosciamo.Ciascuno cerca nel caso il suo particolare tornaconto, di immagine o di partito:nessuno sembra voler collegare- come già in altri casi-  fatti. misfatti e ruoli di tutti gli attori della vicenda.

 

I fatti finora accertati (ma altri ne emergeranno in seguito)

 

  1. Le abitudini  sessuali “indecenti ” dell’uomo Marrazzo, erano note da tempo, se non alla sua famiglia, a molte persone del suo “entourage” politico e mediatico. Eppure nessuno aveva ritenuto, fino all’ottobre del 2009, di criticarle o di svelarle (essendo comuni ad altri soggetti - politici, giornalisti, cineasti – e privi di rilievo penale).  Come mai ? E perché solo oggi ?
  2. La risposta la possiamo trovare- secondo il resoconto documentato del “manifesto” del 29 e 30 ottobre u.s. - nelle vicende legate al “piano della rete sanitario regionale “ e cioè agli interessi privati degli Angelucci (padre e figlio), proprietari di alcune cliniche private del Lazio ( e della Puglia) alle quali la Regione Lazio e Marrazzo avevano elargito  sempre lauti ed allegri finanziamenti. Il 4 febbraio 2009 la Procura di Velletri aveva avviato un indagine sulle cliniche degli Angelucci, ipotizzando reati gravi e truffe ai danni della regione Lazio, con relativo reato di abuso d’ufficio per i funzionari regionali. Una “commissione di accesso regionale” inviata da Marrazzo a seguito di questa azione penale, lo ha portato – sulla base di dati oggettivi- a ipotizzare la revoca della Convenzione con la clinica S. Raffaele di Angelucci a Velletri. Tale revoca è stata inserita nel piano sanitario regionale da approvare ed aveva subito trovato l’opposizione del Ministro Sacconi, degli Angelucci e del loro giornale “Libero” (Feltri). Questo stesso giornale, nel 2007, aveva condotto un campagna denigratoria contro lo scomodo  assessore  alla Sanità della giunta Marrazzo, Augusto Battaglia , poi dimissionato dallo stesso Marrazzo nel giugno 2008. Una intercettazione telefonica del 2007 - agli atti del tribunale – attesta che A.Angelucci  (oggi deputato Pdl), parlando con la moglie, conferma la  prossima rimozione di Battaglia, come da sua richiesta.

Zamperini- portavoce di Marrazzo – conferma agli Angelucci la prossima rimozione di Battaglia, reo di aver intralciato i loro affari (sporchi ?). Dopo la sua rimozione la clinica S.Raffaele aumenta introiti e posti letto, nonostante il deficit regionale crescente e l’opacità della gestione privatistica.

In sostanza, solo a luglio 2009 Marrazzo cambia il suo rapporto di sostegno agli Angelucci. Questo fatto scatena la reazione vigorosa degli interessati e del giornale “Libero”. A luglio 4 carabinieri irrompono nell’appartamento di via Gradoli, minacciando Marrazzo che firma assegni per impedire che il caso divenga di dominio pubblico. Due reati  gravi dei carabinieri : irruzione abusiva in un appartamento privato (con o senza aiuto del trans ospite ?) e ricatto estorsivo contro Marrazzo.Reati che si legano oggi con il caso incredibile della morte in carcere del giovane Stefano  Cucchi

  1. Da luglio ad ottobre 2009, il video che incastra Marrazzo - girato e montato da chi ?- fa il giro di  molti giornali italiani che si rifiutano di comprare un servizio di pessima qualità, incerto nelle sue dinamiche , prova di reato per i soli carabinieri…Finalmente entra in gioco Berlusconi che “avverte” Marrazzo del video circolante e con “grande umanità” gli dà il numero dell’agenzia che lo detiene.Le telefonate di Berlusconi a Marrazzo sono due- 19 e 21 ottobre. nella prima gli dà garanzia che il video non sarà diffuso, nella 2^ gli dice i giornali Mondadori non potevano più fermare lo sccop.

Contestualmente il ministro Sacconi e Marrazzo si scontrano sul piano sanitario regionale : il governatore prima resiste, poi il 22 ottobre (dopo la telefonata di Brelusconi) cede e si dichiaradisposto a dimettersi da “Commissario della Sanità”(sta già cedendo al ricatto imbastito ?).Intanto gli assegni di Marrazzo  non vengono incassati dai suoi estorsori (!?).Una prova che l’oggetto di ricatto non era il danaro, ma qualcos’altro (il non taglio alle cliniche di Angelucci ?).

Infatti, la destra ed i suoi fans fanno scoppiare il caso, puntando a 3 obiettivi (raggiunti): screditare Marrazzo e costringerlo a dimettersi (come è accaduto) ; bloccare il piano sanitario regionale “inviso”; andare a nuove elezioni subito, sfruttando lo “sconcerto popolare”. Dunque i pupari della manovra hanno raggiunto tutti i loro scopi, solo i 4 carabinieri vengono processati.

Marrazzo – stranamente- non denuncia la manovra ai suoi danni ; prima nega, poi ammette il suo incontro, si dispera per la sua famiglia…infine si dimette (su pressione di Franceschini e Bersani), ma senza correlare la vicenda con interessi privatistici,  legati al suo ruolo ed alle sue decisioni.Perché non lo fa ? La risposta potrebbe essere che – denunciando Angelucci- questo potrebbe rivelare tutti i suoi lunghi e indebiti rapporti con Marrazzo, nonchè i “favori” ricevuti.

Ma un laico qualsiasi, appena più “attrezzato”, avrebbe confessato le sue tendenze sessuali extra-matrimoniali (non sanzionabili) e denunciato gli estorsori ed coloro che avevano orchestrato l’operazione illegale,per interessi privati illegittimi. Poteva anche dimettersi, in attesa che la vicenda si chiarisse in tutti i suoi aspetti ; se si vuole, per  una ragione di opportunità politica (la ricattabilità di cui era oggetto) e di sensibilità personale verso la morale corrente e la sua famiglia.

In ogni caso, la manovra degli Angelucci e di “Libero” andava denunciata e contrastata.

Nulla di tutto questo è accaduto finora : i pupari sono rimasti nell’ombra o sono diventati accusatori moralistici, mentre la destra lancia la sua campagna elettorale per la  Regione. Il quotidiano “Libero” ostenta la sua “deontologia giornalistica”, Berlusconi la sua “umanità solidale”, gli Angelucci tacciono, sperando che il piano a loro inviso - ora bloccato- venga poi cambiato da mani amiche.

I 4 carabinieri si dichiarano “non estorsori”, in quanto non hanno riscosso danaro, avranno  quindi pene minime (seppure le avranno). Nel grande teatrino, Marrazzo  e il PD rimangono con “il cerino in mano”. Marrazzo lascia la politica, non solo la Regione ; il PD è screditato e penalizzato, proprio alla vigilia delle sue “primarie” (altra coincidenza ?).

Ora l’attività della Regione Lazio sarà bloccata per mesi durante la campagna elettorale. Come ho spiegato in altra sede, sono questi i guasti del presidenzialismo anticostituzionale , legati alle sorti di un governatore , cioè di un uomo con “pieni poteri” (come Bassolino e  Del Turco).

Importanti scadenze sono sul tavolo regionale : per es. il piano sull’emergenza abitativa .

Sono anche i regali dei “mercanti mediatici”- sostenuti da banche , palazzinari e speculatori – che fanno politica “sporca” indirizzando i loro strali , con successo,  verso i soggetti più deboli e meno furbi (il giudice Mesiano, padre Boffo, De Magistris, ecc.). Così Marrazzo – né reo né indagato - da vittima di un ricatto subito con reati pesanti dei …carabimieri  (!!) , si dimette dalla politica e dalla Regione, prima ancora che il processo ai suoi estorsori si concluda.Berlusconi, plurinquisito per reati gravi  con condanne prescritte o evitate con leggi e raggiri ad hoc,non si dimette e criminalizza i magistrati  che lo  accusano per reati e fatti provati e reiterati.

Ovviamente, i lavoratori ed i cittadini, più che alle vicende sessuali dei loro governanti, sono interessati a capire quale sia stata in questi anni la politica regionale della giunta Marrazzo e quale sarà la politica della giunta che verrà . E’ ora di porre fine alla speculazione privatistica e mafiosa dello Stato, alla speculazione mediatica dei monopolisti , ai reati commessi - nell’esercizio delle loro funzioni- da funzionari pubblici, a partire da polizia e carabinieri.

Forse il presidente Napolitano- come massimo garante dei diritti e degli equilibri costituzionali – dovrebbe farsi sentire, chiedendo azioni concrete contro lestofanti e speculatori di ogni tipo.Se i fatti riportati dal “manifesto” saranno confermati in giudizio, sarà necessario confermare la revoca dei finanziamenti alle cliniche Angelucci e condannarli,  punire i carabinieri colpevoli, sanzionare gli editori che innestano campagne diffamatorie a beneficio dei loro padrini politici.

In questo modo i mass-media- da strumento di conoscenza dei fatti a beneficio dei cittadini- si trasformano in  strumenti di ricatto politico a beneficio dei potenti. Un giornale o una TV- se a conoscenza di un fatto criminoso o immorale (ma non è la stessa cosa!)  - deve limitarsi a pubblicare la notizia ed a commentarla, ma non deve innestare campagne mediatiche su illazioni e insinuazioni.

Qui sta l’ingerenza criminosa dei mass-media – non della magistratura - sulla politica corrente. Una ingerenza che il garante per l’editoria dovrebbe sanzionare, togliendo ogni finanziamento pubblico a imbonitori e pseudo-editori di questo tipo.

Si tratta in sostanza di ripristinare i ruoli e gli equilibri costituzionali riguardanti diverse sfere istituzionali autonome : Lo Stato ed i suoi funzionari (amministratori e poliziotti); i mass-media e l’informazione ; la magistratura ; la vita dei partiti e dei loro uomini, i cui reati debbono essere sempre condannati, con il carcere, le dimissioni imposte, la interdizione dalle cariche pubbliche.Ma perché tutto ciò si realizzi è necessaria una mobilitazione cosciente della parte sana del Paese, perché non saranno né i partiti, né i giornalisti, né i prenditori privati, né gli speculatori , a salvarci da tante e tali nefandezze, ormai diffuse e consolidate tra i “palazzinari” del potere.

 

 

postato da: forumdac alle ore 16:23 | link | commenti
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