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L’impostura imperialista guadagna nuovi fans
(nota di E.Giardino - www.webalice.it/enricogiardino)
La rozza favola degli aggressori imperialisti- ripetuta da sempre- invece che opposizione e ripudio, guadagna nuovi fans, del tutto insperati : leader politici e sindacali della nostra sinistrata “sinistra” si accodano oggi al coro fasullo degli imbonitori neoliberisti. Eppure hanno tutte le prove dei disastri e dei crimini degli aggressori/colonizzatori occidentali e delle loro “missioni umanitarie”.
Da almeno 20 anni, dopo la caduta dell’URSS, gli imperialisti occidentali (USA/sionisti/UE) raccontano la stessa rozza favola a pretesto e copertura dello loro criminali aggressioni contro popoli e Paesi molto più deboli ed isolati, che hanno la sola disgrazia di possedere materie prime che servono ai poteri occidentali. I leaders eletti del Paese da aggredire vengono descritti come sanguinari dittatori che rifiutano la “democrazia e la civiltà occidentale”, che vessano i loro popoli, che hanno la pretesa di armarsi - perfino con armi nucleari (sic!)- che pretendono di scegliersi modelli sociali ed alleanze internazionali. E’ così per l’Iraq, per la Somalia, per la ex Jugoslavia, per l’afganistan, per Gaza, per la Corea del Nord, per l’Iran .Essi aggrediscono – da cielo e da terra- con sofisticate armi di sterminio di massa, anche nucleari e biologiche, ma l’aggredito può difendersi solo con le pietre, con qualche kamikaze, con il terrorismo .
Poi, per fortuna degli aggressori, nel Paese da aggredire c’è sempre un leader “buono, amico degli occidentali “ – descritto come evoluto, democratico, moderato e benvoluto – che si contrappone al dittatore sanguinario. Basta foraggiarlo con un po’ di danaro e sostenerlo alle elezioni. Se non vince, basta strombazzare brogli elettorali del regime totalitario vincente e fomentare disordini “popolari” o guerre etniche o guerre religiose intestine, come validi pretesti di intervento esterno armato.
E’ la tecnica imperialista della “destabilizzazione”, cioè della colonizzazione e della rapina imposta.Il leader buono- amico dell’occidente – diventa il “salvatore della patria”, cioè il loro fantoccio locale.Dopo i massacri unilaterali, le devastazioni strutturali ed ambientali, l’uccisione del tiranno locale, arriva l’occupazione e tutte le conseguenze che ne derivano : uccisione dei patrioti-dissidenti, basi militari, colonizzazione, rapina delle risorse locali, ricostruzione, privatizzazioni e disastri sociali crescenti (sfruttamento del lavoro , miseria, delocalizzazione di imprese occidentali, corruzione, mafia, ecc.).
Come nella conquista delle Americhe, dopo i guerrieri arrivano i mercanti ed i faccendieri che sfruttano e speculano sulla miseria crescente del Paese aggredito, cambiandogli i connotati a vantaggio degli aggressori.Questo scenario disastroso e disumano è ampiamente verificabile da chiunque abbia interesse a farlo, anche se i mass-media occidentali- usati come principale strumento di aggressione- mistificano e depistano.
Perciò una persona “normale” pensa che il ripudio e l’opposizione politica alle falsità ed alle nefandezze degli imperialisti aggressori , dovrebbe crescere insieme alle prove che pure emergono.
Accade invece l’opposto : l’affabulazione e le pratiche dell’imperialismo trovano in Europa – non in America latina- nuovi ed insperati fans: leader politici e sindacali della nostra “sinistra” si accodano o promuovono iniziative a sostegno degli …aggressori bugiardi, accreditando così le loro favole.
Tutta la canea delle destre, dei leghisti, dei fascisti, dei neoliberisti, trova così nuovi alleati, non solo nei centristi italici – PD,IDV e UDC- ma anche nei leader dei partiti di sinistra e del sindacato confederale.Infatti, se la aggressione all’Iraq ed all’ex Jugoslavia aveva trovato deboli vagiti di opposizione partitica negli anni ’90, oggi la vicenda iraniana realizza l’unità totale : dall’estrema destra all’estrema sinistra, senza eccezioni. Nessuno ha dubbi di sorta, Ahmadinejad è un tiranno-imbroglione, va rovesciato, portando “solidarietà al popolo iraniano”(sic!). Ma a quale popolo ? A quello che ha votato per il 63% Ahmadinejad oppure a quello che ha votato Moussavi al 30% ? Lo sconfitto –senza produrre prove di sorta- inneggia alla rivoluzione di piazza, grazie al sostegno dei media e delle armi occidentali, fregandosene dei morti, dei feriti e degli imprigionati : anzi, usandoli a pretesto dei suoi fini personali e minoritari. Ed i suoi elettori lo hanno votato come Presidente o come “rivoluzionario di piazza” ?
Il fatto che le massime autorità garanti del suo Paese- titolate a farlo- abbiano escluso i brogli elettorali che lui lamenta senza prove, non lo tocca e continua a provocare impunemente. Il suo problema non sono i “brogli” da lui inventati, ma i risultati elettorali, nettamente sfavorevoli per lui ed i suoi amici occidentali. Se questo è un “moderato”, c’è qualcosa che non funziona. Questo è l’illegale clichè dell’imperialismo : le elezioni valgono, ma solo se danno i risultati perseguiti, con ogni mezzo, dagli “occidentali”, altrimenti sono nulle e c’è il colpo di Stato. Invece di guardare alle loro elezioni truccate, gli imperialisti convalidano o annullano – a loro comodo- le elezioni degli altri.
Roma 26 giugno 2009
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La canea imperialista all’assalto dell’Iran di Ahmadinejad
(nota di E. Giardino- forum DAC)- Roma 20 giugno 2009)
Approfittando delle barriere linguistiche che dividono il mondo arabo dall’occidente, un coro di imbonitori occidentali interessati, sta criminalizzando le elezioni iraniane ed il suo“scomodo” risultato: Ahmadinejad, il leader inviso agli imperialisti USA-UE ha trionfato con il 63% dei voti su l’83% dei votanti.
Senza fornire alcun dato sulle elezioni e sul loro svolgimento , i nostri mass-media sposano la tesi di comodo dello sconfitto Moussavi (30% dei voti) , un fantoccio degli imperialisti che essi supportano e reclamizzano da tempo con attributi strumentali “ progressista, moderato, pacifista”…Difendono a spada tratta tumulti e devastazioni provocati dallo sconfitto che – senza prove- blatera di brogli elettorali.
In quale Paese del mondo un candidato sconfitto alle elezioni- che ha accettato – può scatenare tumulti di piazza per “brogli” da lui stesso presunti e mai provati (se non altro per mancanza di tempo) ? Su quali basi i suoi fans locali ed i governi occidentali accreditano le illazioni di Moussavi ? Con quale diritto e su quali basi i nostri governanti pretendono di giudicare la regolarità delle elezioni di un Paese sovrano ? Non è scontato che uno sconfitto contesti un risultato elettorale a lui sfavorevole ? Bush definiva l’IRAN “Stato canaglia” in quanto rifiutava di farsi rapinare e colonizzare dagli imperialisti occidentali USA-UE. Obama - promettendo un “nuovo corso” nei rapporti con l’Iran ed il mondo arabo – si era impegnato a rispettarne l’autonomia politica e la sovranità nazionale .Ma il risultato elettorale non fa comodo a lor signori- maestri di inganni e di brogli elettorali nei loro Paesi, dove una manciata di voti divide
i due leader accreditati – perché Ahmadinejad è il loro nemico. Egli pretende- sulla base del diritto internazionale degli Stati e dei popoli – di esercitare la sua autonomia politica ed economica sui cittadini e sulle risorse del suo Paese. Un delitto che gli imperialisti USA/sionisti/UE non possono accettare : vale per l’Iran come per ogni altro Paese “indipendente” che non soggiace al diktat dell’imperialismo globale (Iraq, Palestina, Corea del nord, Afganistan). Da qui la criminalizzazione di Ahmadinejad – fiero accusatore dei crimini sionisti ed israeliani in Palestina - e delle elezioni iraniane, che hanno sconfitto il loro fantoccio .
Moussavi - sonoramente sconfitto dal voto - ha giocato cinicamente l’unica carta disponibile : accusare il vincitore di brogli elettorali. Poi, senza mai fornire prove delle sue accuse , ha scatenato ingiustificati tumulti di piazza nel tentativo di offrire agli occidentali un pretesto per intervenire.
Usa cinicamente i suoi fans e li espone ad una comprensibile reazione del governo legittimo. A lui ed ai suoi alleati occidentali vanno imputate le vittime e le devastazioni urbane di questi gironi.
Immaginate se le elezioni occidentali venissero contestate dallo sconfitto, scatenando tumulti di piazza, devastazioni, incendi ed altre provocazioni pilotate e strumentali. Quando in Italia, il giornalista Deaglio ha avanzato documentati sospetti di brogli elettorali- già usati da Bush negli USA –i nostri governanti e tutti i nostri partiti di destra, di centro e di sinistra, hanno ignorato la denuncia. Hanno sostenuto che una verifica elettorale avrebbe richiesto anni e che era impraticabile. In Iran il governo ha offerto allo sconfitto una verifica del 10% dei voti espressi : ma Moussavi ha respinto l’offerta, perché il suo obiettivo è quello di rovesciare con la forza -e con l’aiuto delle potenze occidentali- il governo di Ahmadinejad.
I brogli sono solo un pretesto, privo di fondamento, come ha solennemente annunciato il capo spirituale iraniano, l’Ayatollah Al Khamenei, il cui invito a riportare il confronto su basi costituzionali è stato ignorato e violato dal provocatore filo-occidentale Moussavi. Come sono avvenute le elezioni iraniane ? Con quali garanzie costituzionali ? Nessuno lo dice, perché il problema vero non sono i brogli, ma i risultati.
I nostri mass- media , senza fornire dati sulle elezioni (così nette nei numeri) e sul loro svolgimento, senza fornire mai le ragioni del vincitore, hanno innescato una grande propaganda mediatica contro Ahmadnejad ed il suo governo, definendo “martiri” i facinorosi di Moussavi che si fanno esplodere. In un altro contesto- es. quello palestinese- li definiscono invece terroristi, “kamikaze”, “esaltati”, “barbari”. Hanno attribuito ad Ahmadinejad –presidente di un Paese sovrano – ogni qualifica deteriore : dittatore, tiranno, ultraconservatore, nemico dell’occidente e della Pace, ecc. E’ un clichè ancora più rozzo ed illegale di quelli che abbiamo già visto per Iraq, Afganistan, Somalia, Corea del Nord…
Ma basta leggere il discorso di Ahmadinejad alla recente conferenza ONU sul razzismo- boicottata dai Paesi e dai media occidentali- per capire che quest’uomo vale molto di più dei suoi detrattori. Come al solito, il contesto cui si riferiscono i pretesti dei potenti viene omesso, per avvalorare la litania imperialista precostituita : l’Iran di Ahmadinejad è “uno Stato canaglia da liberare”, cioè da colonizzare.
E’ ormai tempo di ripudiare attivamente questa canea interessata che ha fatto della informazione e della comunicazione un rozzo strumento politico di propaganda imperialista globalizzata.
Roma 21 giugno 2009