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Questo blog tratta le questioni relative ai diritti comunicativi- attivi e passivi- di popoli, cittadini-utenti ed operatori della comunicazione.

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venerdì, 19 giugno 2009

berlinguer09

Enrico Berlinguer e la cosiddetta “questione morale”

(Enrico Giardino – www.webalice.it/enricogiardino)

 

A 25 anni dalla morte “in campo” di Enrico Berlinguer, i nostri pennivendoli di vario colore ne collegano la figura politica alla vicenda che essi chiamano “questione morale”. Un falso , non solo semantico, ma sostanziale perché il problema sollevato da Berlinguer è- e rimane- una decisiva “questione costituzio-nale” irrisolta , come viene dimostrato in questa  nota.

 

Se morti, i comunisti piacciono a tutti, anche a quelli che li hanno ignorati e denigrati in vita. Così e’ anche per Enrico Berlinguer – comunista e segretario del PCI . definito un “uomo onesto e coerente che piaceva molto agli italiani”. Seppure fosse solo questo, sarebbe già un fatto “rivoluzionario” , in confronto ai leader partitici che lo hanno poi seguito in questi decenni. Non solo difettano onestà. moralità e modestia, ma anche coerenza politica,  anche dentro il percorso PCI-PDS-DS-PD.Il messaggio di Berlinguer era un messaggio costituzionale e politico, molto semplice ma rivoluzionario :i partiti politici dovevano democratizzarsi e smettere di occupare (lottizzare) lo Stato e le sue funzioni costituzionali. Se non lo avessero fatto, i guasti per la democrazia italiana- già malata - sarebbero cresciuti esponenzialmente, con il conseguente discredito e  la delegittimazione dei partiti, anche dei migliori.

Verifichiamo oggi quanto fosse esatto e lungimirante il presagio berlingueriano, anche per i partiti di sinistra e di matrice popolare e comunista, ormai irriconoscibili , frammentati ed emarginati dalle istituzioni.Un messaggio che traeva la sua coerenza dalla nostra Carta costituzionale ( 1^ compromesso storico di forze antifasciste diverse), sulla cui applicazione e rilancio Berlinguer fondava appunto il 2^ compromesso storico con la DC di Moro, non a caso trucidato dalle cosiddette “brigate rosse”. Un compromesso che il PCI poteva pretendere e gestire con la DC, per aver raggiunto la maggioranza elettorale (europee del 1984).

Come hanno tradotto questo messaggio i nostri pennivendoli ed i nostri politicanti della CASTA ?

Lo hanno stravolto a loro uso e consumo, per violarlo alla radice. Lo hanno definito “questione morale”, cioè togliendo ad esso ogni valenza costituzionale  e politica, per portarlo nell’area del moralità , perciò astratta , opinabile , giuridicamente non rilevante. Né la moralità può interessare a chi commette reati di corruzione, di mafia, di malaffare

Per giustificare  la trasformazione dei partiti di matrice popolare-  DC  e PCI – in lobbies oligarchiche ed anticostituzionali dai nomi fantasiosi, hanno millantato la “fine delle ideologie del novecento” e l’azione “politica ed eversiva dei magistrati  di Mani pulite”.

Hanno così aggirato il reato costituzionale di LOTTIZZAZIONE privatistica  e partitica dello Stato e del sue funzioni, creando comitati d’affari e di voti, guidati da leader mediatici e carismatici. Si è allargato così il baratro tra società attiva e sana ed Istituzioni rappresentative, fino alla truffa elettorale maggioritaria.

Poi per rendere impunita la corruzione partitica nelle funzioni statali e degli appalti pubblici, hanno intrapreso un’opera di criminalizzazione -neutralizzazione dei giudici e dei loro strumenti investigativi. Parallelamente hanno monopolizzato, privatizzato e mercificato la politica ed i grandi mass-media.Questa azione “anti-berlingueriana”- anticostituzionale, antisociale, antipopolare, illegale – è stata favorita e cogestita dai vari leader del PCI-PDS-DS-PD, che –cianciando di fine delle ideologie- hanno ripudiato e svenduto gratuitamente la loro storia ed i loro valori, accreditando l’unica ideologia assoluta e stravecchia : quella del capitalismo distruttivo e guerrafondaio e del fascismo-razzismo “riverniciato”. Hanno così tradito alla radice il monito di Enrico Berlinguer. Ma l’intera sinistra italiana ha subito questo processo involutivo, pagandone poi il prezzo maggiore,  e non solo in chiave elettorale.Peraltro, né Berlinguer né altri leader politici, hanno mai ipotizzato di sancire la lottizzazione governativa e partitica come reato penale e costituzionale , come pure e possibile e necessario. Le due cordate del maggioritario si scambiano a turno accuse strumentali per una lottizzazione che condividono : chi sta al governo lottizza, che sta all’opposizione subisce (con una sua quota garantita).

Il caso della RAI è emblematico, dove lo scrivente propose in quegli stessi anni (1984 e seguenti) di trattare la lottizzazione partitica come reato penale sanzionabile e di assicurare alla RAI- servizio pubblico costitu- zionale- uno STATUTO di autonomia espressiva e gestionale. Proposta  finora ignorata e disattesa .Credo che tutte le persone oneste e coscienti debbano oggi riflettere su questi temi, perché è urgente e decisivo uscire da una spirale di degrado, di corruzione e di suicidio politico e costituzionale.

 

 

Roma 18 giugno 2009

 

 

 

postato da: forumdac alle ore 11:34 | link | commenti
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lunedì, 08 giugno 2009

comunisti0509

Se sei di sinistra,dillo forte”: la lista “anticapitalista e comunista”

(nota critica di  E. Giardino - 25 maggio 2009- www.webalice.it/enricogiardino)

 

Pur sostenendo questa lista alle elezioni europee, sento una forte delusione per il modo e per i contenuti elettorali espressi da questa lista, azzerata dai grandi mass-media e poco visibile anche nelle strade.Penso che questo approccio, lacunoso e di basso profilo, si ripercuoterà ,negativamente, sul risultato elettorale,anche nel caso auspicabile di superamento del quorum elettorale (4%)

 

Dal febbraio 2009 ad oggi, ho prodotto alcuni documenti che riguardano le elezioni europee, spiegando i motivi per i quali sostengo la lista “anticapitalista e comunista”. Agli inizi di maggio, ho proposto a responsabili , nazionali e locali, dei due partiti – PRC e PdCI – di centrare la campagna elettorale di questa lista su alcuni contenuti-finora assenti – e sull’uso di un mezzo mobile attrezzato. Ho anche formulato una specifica proposta di pieghevole informativo (4 pagine A4). Ho sottoscritto l’appello – 1^ firmatario Pietro Ingrao – a sostegno di questa lista, prima che fosse scelto lo slogan “Se sei di sinistra, dillo forte”. Uno slogan che trovo ambiguo e discutibile per una lista “comunista”. Ho poi letto il volantino elettorale con questo slogan (4 pagine A4) in distribuzione in questi giorni. Poco o nulla di quanto ho proposto, si ritrova in questo volantino che – a mio avviso – è  debole, poco efficace e molto “tradizionale”.

All’epoca della “sinistra arcobaleno”, avevo suggerito ai responsabili dei partiti componenti un approccio programmatico nuovo, nel metodo e nel merito. Anche in quella occasione nessuna risposta degli interessati.

Spero che oggi il risultato elettorale possa essere diverso da quello fallimentare di allora. Peraltro nessuno ha mai fatto una analisi seria di quella sconfitta storica, per capire cosa e come innovare. Oggi mi pare che “Sinistra e Libertà” venga usata, anche dai mass-media, per togliere voti alla lista comunista principale.

Ma senza riprendere le indicazioni di allora, né i contenuti della mia proposta di oggi, mi limito  qui a segnalare le lacune più vistose del volantino elettorale di oggi (PRC/PdCI).Se una lista viene azzerata dai grandi mass-media, perfino in periodo elettorale (0,2% delle presenze totali su RAI e Mediaset), il primo diritto da rivendicare- da cui tutti gli altri discendono- è il DIRITTO A COMUNICARE, del tutto ignorato nel volantino, sia nei contenuti che nei candidati.  Affinché la crisi del capitalismo non sia pagata dai lavoratori, dai consumatori  dai cittadini servono alcuni presupposti costituzionali che il volantino sottovaluta o ignora, in sintesi :

a)- un ruolo dello Stato -nazionale ed europeo- di pianificazione /distribuzione delle risorse e di controllo effettivo su moneta,capitali, banche , fisco, conoscenze,servizi pubblici, redditi, giustizia,immigrazione. Questo implica la fine della lottizzazione privatistica dello Stato e delle sue funzioni e servizi. Anche la rottura di due monopoli anticostituzionali : dei partiti sulla politica e dei giornalisti sulla informazione;

b)- l’applicazione rigorosa di tutte le norme costituzionali, in particolare : il diritto alla pace (art.11), il diritto al lavoro ed al reddito, il diritto a comunicare, il diritto alla legalità ed alla giustizia ,alla casa, alla educazione, alla sanità ,all’asilo dei migranti….ma soprattutto la fine del monopolio sindacale confederale, la riforma elettorale in senso proporzionale e costituzionale (sovranità popolare), la democratizzazione dei partiti politici e dei sistemi comunicativi e di partecipazione popolare…Il diritto a comunicare deve valere

per le istituzioni di ogni livello, per i gestori di servizi/prodotti, per i partiti, per i sindacati;

c)- Le aziende produttive private ricevono sussidi e sostegni statali :  allora la loro produzione- in qualità e quantità- deve rispondere ad interessi pubblici e popolari (art.41 Cost.) , sia nel prodotto che nella OO.LL e nelle garanzie , normative  e salariali, per gli addetti e per i consumatori.

d)- i capisaldi dell’analisi e delle ricette marxiste - tuttora validi ed attuali – debbono essere riproposti da una lista comunista, come percorso e strategia per il superamento del Capitalismo. Se non lo facciamo noi oggi, in piena crisi del capitalismo, chi lo farà mai ?

Gli elettori italiani poco o nulla sanno del Parlamento europeo e soprattutto del rapporto tra partiti italiani e gruppi europei, una informazione oggettiva che vale più di molte parole, per capire che solo il GUE (5,4%) è composto da partiti comunisti , che non sono spariti e che lottano per il superamento del Capitalismo.Bisogna anche smontare gli slogan mediatici ricorrenti a vantaggio delle liste padronali o pseudopadronali: servono parole chiare che disvelino l’imbroglio mediatico dominante. Tra questi, quelli relativi allo sbarramento ed al “voto inutile”.  Occorre anche spiegare perché altre liste anticapitaliste e comuniste (Sinistra critica e PCL), non si siano aggregate alla lista di cui parliamo, spiegando che la ricerca di questa unità è essenziale e voluta. Bisogna chiedersi : quale “informazione” raggiunge gli elettori italiani oggi ?Come posso operare e cosa posso scrivere per debellare questa propaganda fuorviante e perversa ?

Occorre anche fornire fonti e siti web a chi voglia capire, documentarsi, approfondire e riflettere.

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NOTA : non a caso pubblico il testo  scritto prima , ad urne elettorali chiuse.

postato da: forumdac alle ore 11:16 | link | commenti
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