elezioni0409
Elezioni ed astensionismo di sinistra
(nota di E.Giardino-www.webalice.it/enricogiardino)
Alla vigilia delle elezioni, associazioni e movimenti “alternativi” che ripudiano i partiti ed il sistema capitalista entro il quale si muovono, si sentono in dovere di fare due cose, tra loro diverse, ma entrambe perdenti : predicare l’astensionismo e/o presentarsi alle elezioni con una propria lista elettorale. In questo modo- come la storia di questi decenni dimostra – danneggiano sé stessi più o meno gravemente (fino al suicidio), favorendo invece i soggetti che maggiormente dovrebbero danneggiare. L’approccio a questo problema è invece tutt’altro, come viene ribadito in questa nota.
Le elezioni in Italia sono una megatruffa anticostituzionale che azzera l’esercizio della sovranità popolare delegata, asse portante della nostra democrazia costituzionale. Perciò i movimenti che lottano contro le oligarchie dominanti – anche piduistiche e mafiose – dovrebbero per prima cosa proporre e sostenere un sistema elettorale coerente con la nostra Costituzione antifascista. Un sistema come quello che il forum DAC propone da tempo e che non viene preso in considerazione: soluzioni programmatiche vincolanti, sistema proporzionale senza sbarramenti e collegi, candidati di partito e “sociali” con pari visibilità mediatica e pari opportunità elettive, revoca degli eletti inadempienti.Di fronte all’imbroglio ed alle scadenze elettorali- pilotato dai grandi mass-media e dai capitalisti – i nostri soggetti “alternativi” si pongono in due modi, apparentemente diversi, ma entrambi perdenti e subalterni.
Alcuni- indignati contro la “politica”, confusa con la partitocrazia dominante e con i partiti tutti (uguali) -predicano l’astensionismo elettorale : un astensionismo che è solo di “sinistra” com’è ovvio, che favorisce le oligarchie più potenti, che ha solo effetti negativi sui numeri e sugli eletti, che non ha alcun effetto sulla validità e nocività del voto (non essendo previsto alcun quorum per le nostre elezioni). Non è neppure vero che tutti i partiti siano “uguali” in rapporto alle lotte sociali che gli “indignati” conducono. Tanto è vero che essi sono costretti a ricorrere ai “compagni più seri” per avere peso istituzionale e visibilità.
L’astensionismo (di sinistra) è dunque solo uno sfogo irrazionale dannoso, che favorisce i nostri nemici peggiori : infatti i loro elettori non praticano mai l’astensionismo di “destra”, quand’anche traditi e beffati.Un astensionismo, anche del 40%, cambierebbe in qualche modo il sistema elettorale o la politica attuale ?
La risposta è negativa e scontata, basta guardare ai Paesi capitalistici in cui questo già accade. La politica non è mai negazione del senso comune o dell’evidenza e neppure sfogo irrazionale individuale.
Contro l’astensionismo di sinistra ho già scritto in passato e ribadisco qui le mie riflessioni di allora.
Altri compagni associati– indignati contro la “politica” – scelgono di presentare una loro lista elettorale.Nel contesto elettorale e mediatico attuale, costoro realizzano risultati irrisori per ragioni oggettive, ben inferiori a qualsiasi piccolo club leaderistico di partito ( < 1% ) : infatti mass-media e politica sono monopolio di leader di partito, cioè di sigle partitiche più o meno virtuali. Anche qui basta rileggere i risultati elettorali degli ultimi decenni, per verificare quanto affermato. Dopo la debacle elettorale questi movimenti si indeboliscono e, talvolta, spariscono per frustrazione crescente dei loro seguaci.Con il sistema elettorale attuale i voti dei compagni a “noi più vicini” che non superano lo sbarramento oligarchico, vengono attribuiti ai nostri e loro nemici più invisi (premio di maggioranza e sbarramento).
E’ inevitabile tutto ciò o esistono alternative più efficaci e razionali ? Credo che esistano, ma a condizione di abbandonare queste due prassi perdenti, manifestamente dannose , anche per chi le pratica. L’approccio giusto è quello di battersi per una sistema elettorale che garantisca la sovranità popolare delegata, come già detto. Questa è la prima esigenza vitale per qualsiasi soggetto sociale attivo.
Di fronte al permanere di questo sistema truffaldino, associazioni e movimenti non hanno alternative: debbono votare per candidati e partiti che sono meno “lontani” dalle loro esigenze e finalità. Non hanno comunque alcun interesse a dividere i loro seguaci, fornendo indicazioni di voto “univoche e tassative” : possono lasciare ai loro aderenti la scelta individuale- votare o non votare- semmai conducendo poi un sondaggio sul comportamento dei singoli.
Lasciamo invece l’astensionismo elettorale o le velleità di lista agli elettori di destra : fascisti, leghisti e berlusconidi. Indebolire i loro indegnissimi rappresentanti è un nostro compito prioritario.
Roma 23 aprile 2009
referendum09
Truffa elettorale e referendum “elettorale” del 2009
(nota di E. Giardino- www.webalice.it/enricogiardino)
I vertici governativi, di fronte ad un referendum popolare- quale che sia l’oggetto- dovrebbero garantirne il successo partecipativo, tanto più se questa garanzia coincide con un forte risparmio per i contribuenti : 400 ml di euro (8000 Ml di lire).Invece agiscono all’opposto nel tentativo di farlo fallire, grazie al quorum necessario (50%+1). Un quorum in vigore solo per i referendum popolari. Nel merito il “referendum elettorale”, inventato da politicanti di mestiere, corregge solo aspetti marginali della truffa elettorale, aggravandone perfino i limiti di sbarramento (4% e 8%), anticostituzionali e truffaldini.
Anche se pochi lo dicono, il sistema elettorale in vigore è una truffa per la sovranità popolare ed una porcata anticostituzionale che favorisce i partiti di maggior potere, economico e mediatico.
Ho documentato questa realtà truffaldina in precedenti documenti , ai quali rimando ogni elettore interessato.Questa truffa elettorale anticostituzionale determina la totale espropriazione dei diritti di rappresentanza e di sovranità popolare, sanciti dalla nostra Costituzione antifascista, a tutto vantaggio di 2-3 leader “virtuali”.
Purtroppo anche le forze comuniste, socialiste e costituzionaliste continuano a sottovalutare questa espro- priazione popolare e non propongono un sistema elettorale di rispetto costituzionale : cioè proporzionale, senza collegi e sbarramenti, con opzioni di programma vincolanti ed uguali chances per tutti i candidati.
Il falso pretesto della “governabilità”, invocata strumentalmente dei sostenitori del maggioritario- binario+ premio di maggioranza+ sbarramenti e senza preferenze, non avrebbe ragione di esistere se gli elettori si pronunciassero su soluzioni programmatiche vincolanti per tutti i soggetti che sostengono quel programma.Soggetti e candidati che possono essere partiti, sindacati, associazioni, movimenti, gruppi di opinione.
Ma invece di parlare dei contenuti referendari e dei loro effetti, si parla solo di date e di scadenze.
In realtà , il referendum “elettorale” proposto da alcuni politicanti di mestiere – come Mario Segni e Fini – è una mistificazione “(im)popolare” che non intacca la sostanza truffaldina della legge elettorale in vigore e che, anzi, in caso di vittoria del Si ai primi due quesiti , innalzerebbe i limiti di sbarramento : 4% alla Camera, 8% al Senato. In questo caso , avremmo solo senatori del PD - con o senza L- a rappresentare il popolo italiano. I tre quesiti referendari, affidati a tre moduli di colore diverso, sono quanto mai astrusi ed incomprensibili per la totalità dei votanti. I primi due – moduli verde e bianco – tendono ad attribuire l’attuale premio di maggioranza alle singole liste di partito, invece che ad aggregazioni di più partiti (come è oggi), ma in compenso determinerebbero soglie di sbarramento più consistenti alla Camera ed al Senato.
Il terzo quesito- modulo di color rosso – toglie ai candidati la possibilità di presentarsi in più circoscrizioni elettorali contemporaneamente - come oggi accade. Quisquiglie, come direbbe Totò : è come togliere un po’ di polvere da una rozza trappola truffaldina ed anticostituzionale che va distrutta.
Se questa, in sintesi, è la prospettiva referendaria che i politicanti di turno ci stanno propinando, la prima cosa da fare è denunciare con forza questo ennesimo imbroglio. Se vincesse il Si con un quorum valido, tutti i politicanti userebbero il risultato “popolare” per legittimare nella sostanza la truffa elettorale attuale.
Vi abbiamo accontentato – direbbero- ora non criticate più il “nostro sistema elettorale”.
L’imbroglio referendario è senza via d’uscita: se non si raggiunge il quorum, il sistema elettorale rimane quello attuale; se si raggiunge il quorum e vincono i Si, la porcata-truffa del sistema attuale permane e crescono gli sbarramenti- utili a PDL e PD .
In conclusione, votare per questo referendum “truffa”- come il sistema elettorale cui si riferisce - non ha senso. Bisogna invece lottare e conquistare un nuovo sistema elettorale di rispetto costituzionale, proporzionale, senza premi di maggioranza e sbarramenti, con soluzioni programmatiche misurabili e vincolanti, con candidati che abbiano pari visibilità mediatica e non siano solo espressioni di partito.
E’ inaccettabile che nessuno ipotizzi soluzioni costituzionali , come quelle indicate dal forum DAC.
La sovranità popolare delegata- asse portante della nostra Costituzione- si esercita solo riformando drasticamente il sistema elettorale attuale, oligarchico e truffaldino.
Roma 21 aprile 2009
pdunita09
Il settarismo dell’Unità e del PD
(nota di E. Giardino - www.webalice.it/enricogiardino)
Sabato 18 aprile u.s.due partiti che si richiamano al comunismo –PRC e PdCI- hanno presentato, con altre forze minori, una lista anticapitalista in una manifestazione pubblica a Roma.
Ad essa hanno partecipato non meno di 4-5000 compagni. I relatori- in particolare Oliviero Diliberto e Paolo Ferrero- hanno condotto una dura , radicale e cicostanziata denuncia del berlusconismo e del suo regime anticostituzionale, antipopolare ed antisociale. Una analoga deunucia antiberlusconiana- sia pure in toni più pacati ed ambigui- si ritrova sull’Unità di questi giorni che riporta le critiche di Franceschini e del PD al governo Berlusconi.In particolare l’Unità di oggi (domenica 19 aprile) dedica ampio spazio ( 7 pagine su 64) alla occupazione berlusconiana (anticostituzionale) della RAI e dei media italiani. Ma questo giornale, fondato da Gramsci nel 1924, in pieno regime fascista - così sensibile al pluralismo informativo - dedica solo un trafiletto di 10 righe (1/4 di pagina) alla nascita della lista anticapitalista in piazza, con il titolo “PRC e PdCI battezzano la lista comunista”(pag.15). Nella stessa pagina viene riportato su 18 righe il commento di Nichi Vendola che critica Ferrero e di Diliberto, a beneficio della sua lista “Sinistra e libertà”.E’ difficile immaginare tanto becero settarismo e tanta ipocrisia da parte di un giornale che usa il nome di Gramsci, che critica Berlusconi e il suo governo, che rivendica pluralismo e correttezza informativa.
La lista anticapitalista PRC- PdCI, non è in concorrenza al PD, in quanto i comunisti non votano PD e il PD non è un partito comunista o anticapitalista. La sua presenza in Europa ed in Italia è oggi quanto mai necessaria ed anche utile a chi dice di battersi contro Berlusconi. Se il PD facesse sul serio la guerra a Berlusconi, dovrebbe considerare i comunisti italiani alleati, non nemici da cancellare.Ma i vertici del PD , che hanno voluto lo sbarramento ingiustificato ed illecito del 4%,, puntano a far sparire i comunisti italiani. Pensano, erroneamente, di potersi porre come unica alternativa elettorale a Berlusconi, ma si sbagliano : il partito di Di Pietro (IDV) , in grande crescita elettorale, è ben più credibile di loro come avversario di Berlusconi.
Coloro che predicano e sostengono- stupidamente - l’astensionismo di sinistra, facendo il gioco di Berlusconi e dell’imperialismo, sono invitati a riflettere , anche sul settarismo sterile del PD e dell’Unità.Non c’è un momento migliore di questo per dare un colpo elettorale , all’imperialismo ed al berlusconismo, ma anche al consociatismo subalterno di coloro che dicono di combatterlo (PD,CISL,UIL,ecc.).
Per quante critiche , anche giuste, si possano muovere al PRC ed al PdCI, nessuno in buona fede può equiparare questi due partiti- e i comunisti italiani- a ogni altro partito di governo e di “opposizione”.La censura sistematica che i mass-media – ma anche il PD e l’Unità – praticano contro i comunisti italiani è una prova che costoro non sono né morti né ininfluenti, in Italia come in Europa.Da qui il mio invito ai comunisti, ai compagni, ai lavoratori, ai pensionati, ai cittadini onesti e coscienti di votare per la lista anticapitalista PRC-PdCI, l’unica che contrasta alla radice - anche in Europa nel GUE/NGL- il berlusconismo e l’imperialismo, comunque etichettati.
Roma 19 aprile 2009
p2oggi
Piduismo, craxismo e berlusconismo, prodotti indecenti di un sistema compiacente
(nota di E. Giadino -forum DAC- www.webalice.it/enricogiardno- 1 aprile 2009)
Pochi coraggiosi – magistrati, giornalisti, politici, artisti –denunciano da tempo, con dovizie di prove,il percorso truffaldino ed eversivo degli uomini che hanno prodotto in Italia il piduismo,il craxismo, il berlusconismo. Fenomeni allucinanti, dannosi e perversi, ma finora vincenti ed impuniti, che hanno responsabilità soggettive in tutti coloro (pseudo- oppositori) che li hanno favoriti e coperti. E tuttavia, nessuno attribuisce al sistema capitalistico italiano ed alle sue prassi consolidate, le responsabilità strutturali della deriva anticostituzionale ed autoritaria che stiamo subendo da anni.
Se il berlusconismo ed i suoi artefici diretti - piduismo e craxismo - hanno trionfato in Italia senza pagare alcun prezzo alle loro scorribande, anzi conseguendo un successo elettorale che ne assicura la impunità, le responsabilità non sono solo soggettive della cosiddetta “opposizione” : partiti, leader, giornalisti, magistrati, padroni, finanzieri e mercanti “buoni” che ne hanno favorito l’ascesa impunita e populistica.Bisogna riconoscere che il nostro sistema capitalistico – prodotto della mitologia “neoliberista”, delle caste monopolistiche e mafiose (finanziarie,partitiche, mediatiche, clericali), delle stragi , della privatizza- zione/lottizzazione dello Stato in tutte le sue funzioni ed articolazioni, della truffa elettorale maggioritaria –non è stato, e non è , in grado di garantire gli aspetti formali e sostanziali della legalità, della giustizia sociale e retributiva ,della rappresentanza costituzionale, della sovranità popolare…in una parola, le funzioni statuali elementari di uno Stato borghese, tutela minima dei diritti fondamentali dei suoi cittadini.
Una simile deriva autoritaria e populista ha già travolto – storicamente- altre borghesie formali, cosiddette “democratiche” , producendo il nazismo-fascismo in Europa, il sionismo in Palestina, l’imperialismo globale degli USA… come altri regimi extraeuropei totalitari e distruttivi.
Si ripete così in Italia – sotto nuove vesti- la tragedia e la farsa autoritaria e populista del regime mussoliniano, dell’uomo forte del “destino” , che si impone su tutto e su tutti a “furor di popolo”.
Ovviamente, la gran parte degli “oppositori” di Berlusconi e del berlusconismo sono ferventi “capitalisti-neoliberisti”, per cui si guardano bene dal chiamare in causa il sistema nel suo complesso. Non lo fanno neppure ora che gli slogan del “neoliberismo”- basati sulla assoluta intangibilità delle Banche, del Capitale e del “mercato”- fanno acqua da tutte le parti, chiedendo sussidi ai contribuenti vessati.Perciò questi stessi “oppositori” non chiedono modifiche strutturali della legge-truffa elettorale ; leggi contro la lottizzazione-privatizzazione dello Stato e delle sue funzioni e servizi; la rifondazione su basi costituzionali dei sistemi informativi e comunicativi ; la rifondazione degli Istituti di garanzia costituzionale (Corte costituzionale ,CSM, Corte dei Conti, magistratura,ecc.); il ripristino della legalità istituzionale ed internazionale; il ripristino dei diritti elementari vitali (casa, reddito, lavoro, scuola ). Si tratta di “riforme strutturali” di rispetto costituzionale, invise tanto al berlusconismo quanto ai suoi “oppositori”.
In queste condizioni le leggi-vergogna di Berlusconi trovano ostacoli debolissimi. Le ultime sono addirittura scandalose e grottesche. Passa un “piano casa” che – beffando sfrattati e inquilini in difficoltà – depenalizza (anche formalmente) la speculazione e la illegalità edilizia, in barba alle leggi urbanistiche e immobiliari.Dunque un piano di piena illegalità e speculazione urbanistica ed immobiliare, a vantaggio dei furbi-ricchi.
Viene spacciata per “testamento biologico” una legge che lo nega alla radice, in ossequio ai dictat del Vaticano e dei suoi seguaci (un esercito trasversale di parlamentari- clericali). Viene proposto l’azzeramento –anche formale- del Parlamento, con l’ulteriore rafforzamento del potere del premier, mentre si millantano “libertà, benessere, ottimismo, fiducia” ed altri slogan fasulli.
Lo stesso titolo attribuito alle leggi è ormai un inganno mediatico perpetuo : esse disciplinano la fine dei diritti ai quali si richiamano. Una prassi mediatica e politica ormai consolidata : “missioni umanitarie” invece che guerre di aggressione disumane ; “casa delle libertà” invece che “casta delle illibertà”; “riforma della giustizia” invece che controriforma per l’ingiustizia e l’impunità dei forti-furbi …. e l’elenco potrebbe continuare… Ma è necessario conoscere i contenuti e le finalità delle misure, sempre più censurati, invece si reclamizzano i commenti di pochi leader accreditati ed affini.E’ ormai sempre più evidente – e di qui l’aumento della repressione poliziesca e della censura mediatica pianificata – che questo sistema capitalistico italiano è ormai inaccettabile e strutturalmente malavitoso, cioè dannoso per la grande maggioranza dei cittadini e dei lavoratori, quale che sia la loro opzione di voto o di non voto. La divaricazione vera è ormai tra una massa di imboniti e furbastri ed un insieme di cittadini onesti e coscienti, ma impotenti, isolati e non rappresentati dalla truffa binaria e maggioritaria italiota.