ROMAcome0209
Conferenza cittadina per il diritto all’abitare, la difesa del territorio ed i beni comuni
Roma 28 febbraio 2009- ex fiera di Roma- sintesi di E. Giardino
I movimenti di lotta per la casa, per una mobilità eco-sostenibile e per una città a misura umana- solidale multietnica , bene comune a controllo pubblico e popolare – hanno denunciato le politiche abitative, di mobilità e speculative- privatistiche messe in atto a Roma per decenni da sindaci diversi.Hanno formulato piattaforme rivendicative e vertenziali per la soluzione dei problemi più acuti della città, mentre aumentano gli sfratti per morosità e la crisi moltiplica povertà ed emarginazioni.
I principali movimenti e comitati attivi sui problemi della città hanno tenuto una importante ed affollata conferenza autogestita, completamente ignorata e taciuta dai grandi mass-media. Sono stati formati tre tavoli tematici, le cui conclusioni sono state discusse poi nell’assemblea generale del pomeriggio :
- difesa del territorio e diritto all’abitare;
- diritto alla mobilità ;
- città autogestita- produzione sociale e diritti di cittadinanza .
Ogni tema è stato introdotto da una specifica relazione scritta che ha aperto il dibattito, nel quale hanno parlato una trentina di persone per ciascun tavolo. Molte e qualificate le proposte formulate da persone impegnate da anni sui temi in discussione. La sintesi finale di ciascuna area tematica e dell’intera conferenza sarà redatta dai promotori dell’iniziativa e ad esse si rimanda il lettore.
Qui vengono richiamati solo alcuni spunti di carattere generale sui tre temi prefissati.
1. Emergenza abitativa: in due decenni 300.000 abitanti hanno dovuto lasciare la città per l’aumento vertiginoso degli affitti (200-300%) e dei prezzi di vendita (introduzione dell’euro).
Con l’edilizia popolare ferma, quella previdenziale “privatizzata”, la speculazione privata immobiliare non ha avuto più alcun “calmiere”: sono aumentati gli sfratti e gli esodi di inquilini ultradececennali.Anche la fascia di reddito medio non ha più potuto sostenere i costi di locazione e di vendita.In questi giorni il sindaco Alemanno, in accordo con i costruttori romani (i “Re di Roma” della trasmissione di Report del 2008), ha lanciato ul piano detto di “social housing” : concede ai costruttori terreni pubblici ed agrari per una massiccia cementificazione privata che non risolverà l’emergenza abitativa di moltissime famiglie per una serie di motivi : canoni di locazione troppo alti, tempi lunghi di realizzazione, inesistenza di servizi pubblici nelle aree interessate, basso potere d’acquisto dei lavoratori, dei pensionati e degli immigrati, crescente perdita o precarizzazione del lavoro per migliaia e migliaia di persone (crisi e aumento della povertà).
Le proposte formulate dai movimenti hanno tutt’altra matrice e tempestività : blocco degli sfratti, recupero del patrimonio pubblico, rilancio edilizia popolare, riuso di immobili non utilizzati, forte tassazione (ICI) degli immobili sfitti, ruolo calmieratore degli Enti previdenziali pubblici e privati. I convenuti rivendicano un’azione coordinata della Regione Lazio, della Provincia e del Comune di Roma,sulla base di piattaforme rivendicative già presentate agli organi istituzionali w e non ancora recepite. Servono una legge regionale per il diritto all’abitare, contratti di quartiere, il blocco delle cosiddette “centralità private” fonti di speculazioni privatistiche dannose ed naccettabili. Servono forti investimenti pubblici e sussidi di locazione.Invece il governo Berlusconi investe nelle grandi opere : 50 ML di euro per il ponte di Messina ed altri miliardi di euro per la TAV (mentre i treni regionali e tradizionali peggiorano il rapporto qualità-costo).I cosiddetti “accordi di programma”- cioè la violazione arbitraria delle regole urbanistiche. vanno aboliti.
2. Diritto alla mobilità eco-sostenibile : invece che rilanciare , con sussidi pubblici, l’industria e l’uso dell’auto a petrolio, Governo ed Istituzioni locali dovrebbero investire in treni, metro e tranvie urbane.Dovrebbero stimolare altre modalità di spostamento urbano (trasporto pubblico, biciclette,ec.) a minimo consumo di energia tradizionale, con beneficio per l’ambiente e la tasca dei cittadini. Dovrebbero realizzare una città a misura d’uomo, con la drastica riduzione delle morti e degli incidenti stradali che , proprio a Roma, hanno il loro massimo, con costi sociali ed umani elevatissimi. Gli incidenti stradali a Roma causano 1 morto e 70 feriti al giorno. Roma è anche capolista in Italia dei morti per polveri sottili (M10).In Italia per incidenti stradali muoiono 6000 persone all’anno, una catastrofe sociale e un dramma umano.
La mobilità romana è affidata oggi al mezzo privato per 56%, per il 25,8% alla pedonalità , solo per
il 25,8% al mezzo pubblico. Una situazione da modificare radicamente. I convenuti chiedono anche
un drastico miglioramento dei treni regionali e dei pendolari (frequenza, puntualità, qualità, costi).
Si oppongono- per una serie di motivi - all’autostrada Roma –Latina (a pagamento). Chiedono
“isole ambientali”(come le zone30 europee), strade verdi, piste ciclabili, una rete di tram-filobus,linee tranviarie circolari e trasversali, parcheggi di scambio (fuori della cinta urbana).E’ stato segnalato che a Roma il costo/Km della metropolitana 150-200 ml di euro, cioè 5-6 volte più che la metro europea (es. a Barcellona 20-30 ml di euro/km).
l’ADP (ass. diritti dei pedoni) di Roma e Lazio – che ha sistemato striscioni e manifesti dentro le sale della conferenza - ha formulato una serie di proposte praticabli e qualificate, tuttora disattese.Si tratta di dare priorità e sicurezza alla viabilità pedonale e ciclistica, poi a quella pubblica (su ferro e su gomma), infine a quella motociclistica ed automobilistica. Una rivoluzione culturale ed ambientale, oggi più che mai necessaria ed urgente.
3. Città autogestita, solidale, a vocazione sociale con garanzie di diritti civili e sociali di comunità
Si tratta qui di invertire una disastrosa tendenza a concepire la città come strumento di consumo, di
emarginazione, di discriminazione (anche etnica) e di isolamento. I convenuti avanzano una serie di proposte tese ad aumentare la socialità, la socializzazione , la solidarietà, i rapporti umani e culturali,
l’aggregazione e la conoscenza reciproca, anche la sicurezza (senza ricorrere all’orrore delle “ronde”).Sono misure che – in piena sintonia con le altre indicate dagli altri due tavoli tematici - restituiscono gli spazi ed i servizi urbani alle esigenze vitali e socio-culturali dei loro abitanti. E’ necessario riportare nel centro della città i cittadini e le persone allontanate, riducendo mercati e supermercati, lobbies e banche.Una città vivibile per anziani e bambini, con misura di tutela ambientale e consumi equilibrati, dove il ciclio dei rifiuti non determini situazioni di degrado e di malattia. A Roma, ogni giorno, arrivano dalla Provincia 700.000 persone e 187.000 camion o TIR : una massa enorme di persone e camion che va servita, pianificata, e regolata in tutti i suoi aspetti (sosta e mobilità).I partecipanti hanno anche suggerito la formazione di una CAROVANA cittadina che faccia conoscere agli abitanti - e raccolga da essi - i problemi e le soluzioni di Roma e delle sue periferie. Altro strumento un sito WEB , trasmissioni su radio e TV, giornali locali.
La partecipazione – cosciente e tempestiva - dei cittadini alle decisioni su scelte che li riguardano è una esigenza primaria , rivendicata dalla stragrande maggioranza dei convenuti. Ma il presupposto di tale partecipazione è il diritto a comunicare (attivo e passivo) , che nessuno sembra rivendicare. In particolare, le Istituzioni ed i gestori dei servizi pubblici e privati non rispondono alle istanze dei cittadini, negando così il diritto a comunicare (cioè a conoscere e dialogare) e la partecipazione invocata. Qualche intervento ha posto l’accento su valori e questioni ideologiche e politiche più generali, come il rapporto pubblico-privato nella gestione del territorio, la tutela delle diversità (etniche, di genere,ecc.),il recupero della sovranità popolare di matrice costituzionale, tuttora ignorata e violata.
La lunga e sterile esperienza dei tavoli di confronto tra movimenti e Istituzioni, suggerisce un cambio di rotta in senso conflittuale e progettuale autonomo , capace di autogestione e di autogoverno dal basso.Lo impone anche la crisi di credibilità e di rappresentanza popolare dei partiti e degli amministratori, anche di sinistra, che hanno finito per assecondare la speculazione privatistica e mercantile sul territorio.Se, ad es. la casa della città , promessa e mai attuata dalle Istituzioni locali, non si realizza, allora formiamo noi tante case delle città in ogni municipio, attorno alle situazione di conflitto e di occupazione. In UK l’occupazione di immobili inutilizzati non è reato, come da noi.Perciò uno degli intervenuti ha chiesto provocatoriamente di “estendere il lodo Alfano agli occupanti di case sfitte”.
Altra questione sul tappeto, l’enorme patrimonio immobiliare- militare e paramilitare - presente a Roma, anche in zone centralissime, e tuttora largamente sottoutilizzato.Perchè non spostare insediamenti militari, in modo da usare le caserme ottocentesche in immobili abitativi ?
In conclusione, una qualificata e riuscita conferenza, non esente da limiti. Ad es. la lettura anticapitalistica e costituzionale delle logiche dominanti, la invadenza del potere e delle strutture del Vaticano con i privilegi associati. Basterebbe togliere o ridurre tali privilegi asnticostituzionali per liberare ingenti risorse da destinare alla soluzione dei problemi popolari, non solo romani. Invece tutti i sindaci di diverso colore hanno sempre protetto e alimentato l’arroganza, i privilegi e l’invadenza del Vaticano contro la laicità dello Stato.L’attacco governativo alla Scuola, alla Cultura, ai Beni culturali, alla formazione, va pure contrastato.Altro tema quello degli Enti previdenziali che si sono privatizzati per speculare e gabbare- mediante l’uso strumentale della interpretazione autentica (da eliminare)- leggi , giudici ed inquilini (es. ENPAF) .Credo anche – come ho detto intervenendo - che questa conferenza, espressione dell’opposizione progettuale sociale, debba porsi il problema del suo rapporto con i mass-media e la comunicazione (stampata e telematica), in modo da portare a sintesi unitaria le sue vertenze particolari e da coinvolgere nella sua azione un numero crescente di comitati e cittadini attivi, vittime della speculazione privatistica.
In questo senso ho trasmesso una proposta scritta ai promotori dell’iniziativa.
Enrico Giardino (forum DAC) www.webalice.it/enricogiardino) Roma 1 marzo 2009