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Tragedia Alitalia : il balletto di politicanti e speculatori
(nota di E.Giardino- www.webalice.it/enricogiardino)
I nostri mass-media rappresentano la tragedia Alitalia come uno scambio di accuse tra governo, CGIL e leader del PD. I capricci”irresponsabili” dei piloti e quelli della CGIL porterebbero al fallimento la nostra compagnia aerea, rifiutando l’unica offerta sul tappeto: quella della cordata CAI. Si tratta in realtà di una tragica farsa che copre pesanti responsabilità storiche dei nostri tanti “liberisti- privatizzatori”.
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Cominciamo dall’inizio. Il trasporto aereo nazionale, secondo la nostra Costituzione , è un servizio pubblico essenziale di preminente interesse generale che “la legge, ai fini di utlità generale, può riservare o trasferire allo Stato, ad Enti pubblici o comunità di lavoratori e di utenti “ (art.43). Chi dice oggi che la UE impedirebbe una tale soluzione, o sta mentendo o sta affermando che la nostra Costituzione è in netto contrasto con l’ordinamento europeo. Perciò i lavoratori che rivendicano la soluzione “costituzionale” sono nel giusto ; anche perché la privatizzazione dell’Alitalia –voluta da governi di diverso colore- ha distrutto una società nazionale strategica, nonostante l’aumento costante del traffico aereo. Ma nessun giornalista ripercorre oggi la storia ed i guasti irreversibili indotti da questa, come da altre privatizzazioni. Reclamizzano invece episodi di facciata, come l’applauso dei lavoratori in lotta per il ritiro della CAI, oppure danno la colpa ai “sindacati” che avrebbero estorto “privilegi di casta e boom degli organici”.
Cioè la politica del personale Alitalia non dipenderebbe dai suoi managers lottizzati e dai partiti che lottizzano, ma dai “sindacati” (quali ?) , peraltro sempre più impotenti di fronte a licenziamenti di massa.Si tratta dunque di una grossa balla che gira anche tra la gente comune , grazie alla TV ed ai giornali.E’ invece necessario porre alcune domande elementari che i nostri mass-media eludono volutamente .
Come mai l’AIR France o la KLM sono in attivo e prosperano, mentre l’Alitalia fallisce ?
Quale politica hanno seguito altri Paesi europei, dove pure i sindacati sono forti e combattivi ? Quale ruolo di pianificazione e di controllo hanno avuto lo Stato ed i governi di quei Paesi, che qui è mancato ?
Ma non è solo un fallimento dell’ideologia neoliberistica e delle relative privatizzazoni ; non è solo il risultato della privatizzazione-lottizzazione dello Stato e delle sue concessionarie pubbliche ; neppure
la corruzione- incapacità dei prenditori italioti che vengono premiati e sostenuti da decenni ; c’è dell’altro.Sfruttando la crisi della compagnia nazionale, governo e prenditori assistiti- anche inquisiti e condannati-sono piombati sull’affare, separando il loro business (good company) dalle perdite da accollare ai contribuenti (bad company). Gli “esuberi” (7000-9000 lavoratori) sono appunto il risultato di questa operazione truffaldina. Privatizzare i profitti e socializzare le perdite, tipico andazzo del capitalismo in generale (Marx) e di quello italiota , in particolare (anche mafioso e piduista) . Marco Travaglio nel suo blog ha spiegato con dovizia di dati e di nomi l’imbroglio pianificato. Qui il governo Berlusconi ha superato in falsità, ipocrisia ed arroganza qualsiasi limite di decenza, facendo apparire come una “manna” la soluzione AIR France del precedente governo Prodi, con il relativo “prestito” elargito allora.
L’intreccio perverso dei “conflitti di interesse” che la faccenda mette in moto, produrrà guasti a catena che pagheranno i contribuenti, fino alla svendita finale di Alitalia, dal momento che i suoi 16 prenditori-padroni non hanno alcun interesse o competenza nel settore del trasporto aereo.
Ne faranno le spese anche i due aeroporti nazionali : Malpensa e Fiumicino.
E veniamo ora all’ultima “chicca mediatica” : la cosiddetta “trattativa”. Quali sono i termini reali e le posizioni dei vari soggetti in campo ? Si tratta di una “trattativa” o di un “ultimatum”, come quello che la NATO fece a Milosevic prima di bombardare la Serbia ? Quali erano o sono i margini di questa presunta trattativa” ? Quali risultati concreti e nuovi ha prodotto in questi giorni ?
Invece di informarci su questi elementi decisivi i nostri imbonitori parlano d’altro. Criminalizzano la CGIL ed i piloti (privilegiati) per la loro “intransigenza suicida”. Ripetono che l’unica soluzione è quella proposta dal Governo, pena il fallimento dell’Alitalia. Un ricatto inaccettabile e perdente.
Nonostante le loro falsità ed i loro slogan di comodo, i cittadini ed i lavoratori italiani- pur disinformati e depistati – percepiscono sempre di più il fallimento – irreversibile e disastroso- del neoliberismo e dei loro prenditori- propagandisti, e non solo nella versione italiota. Liberarsi dalla barbarie del nostro Governo e dai dogmi fasulli dell’imperialismo è ormai una esigenza vitale ed urgente per tutti i popoli del mondo.
Roma 23 settembre 2008
P2ora0908
(nota di E. Giardino- forum DAC)
(Im)prenditori, politicanti, mafiosi e piduisti hanno scavalcato indenni la breve ed impotente fase di tangentopoli, per poi “riposizionare”un sistema capitalista disastroso e corrotto su basi più sicure. Da qui la cosiddetta 2^ Repubblica: Berlusconi, le leggi salva-processi, le impunità- immunità, la truffa elettorale… fino all’eversione fascistoide e totalitaria della Carta costituzionale.Privatizzando e lottizzando lo Stato e le sue funzioni costituzionali, tacitando la magistratura, asservendo i mass-media, i nostri piduisti hanno cassato alla radice i reati di corruzione-concussione , il finanziamento ai partiti che contano, la reazione dell’opinione pubblica.
Per una breve fase i magistrati di “mani pulite” ed i cittadini italiani hanno creduto di poter applicare le leggi formali della borghesia a capitani di impresa, partiti, piduisti e mafiosi. Gli imbonitori mediatici della borghesia corrotta hanno alimentato l’equivoco, parlando all’inizio di “rivoluzione”, di “crisi del sistema”, di “fine della partitocrazia”. Balle !
Balle , che hanno subito lasciato il posto a ben altre “campagne mediatiche ” quando il rischio per la borghesia corrotta ed i suoi partiti si faceva più concreto . Le toghe sono diventate rosse, l’azione dei giudici criminale, disumani i suicidi delle vittime dei giudici …. servivano uomini “nuovi” e “nuove “ leggi - non per moralizzare il sistema o cambiarlo - ma per bloccare magistrati ed opinione pubblica. Ecco allora arrivare in politica il partito nuovo (Forza Italia) e l’uomo nuovo della “provvidenza borghese”:
il ricco piduista Berlusconi, il craxista assistito, il grande “(im)prenditore”, l’imperatore dei mass- media, il demiurgo “estraneo e nemico” della partitocrazia italiota e dei suoi supporters. In una parola, il “modello” del piduismo/tangentismo/ trasformismo italiota che pochi giudici onesti avevano tentato di contrastare. L’uomo che poteva vincere – com’è stato- le elezioni truccate del maggioritario mediatico, grazie al sostegno del Vaticano, della borghesia inquisita e mafiosa e dei suoi partiti di sempre (con altri nomi) ; alla assenza di una opposizione politica di alternativa ; alla “rabbia furiosa” dei cittadini gabbati.
Una volta al governo Berlusconi ed i suoi hanno “riposizionato” il sistema capitalista corrotto su basi più “comode e sicure” : bavaglio a magistrati e giornalisti “scomodi”, lotta al dissenso popolare “terroristico”, privatizzazione-lottizzazione dello Stato e delle sue funzioni, azzeramento dei reati di “tangentopoli”, imposizione autoritaria delle logiche e delle prassi del capitalismo più arcaico e più becero , contro i diritti del lavoro, della legalità , della giustizia, della rappresentanza , della Costituzione. Un processo di restaurazione fascistoide ed oligarchico non troppo “faticoso” per l’uomo della provvidenza, dal momento che molte delle sue idee e delle sue azioni erano state anticipate, condivise o coperte dagli stessi leader dei maggiori partiti di finta opposizione : Margherita, PDS-DS, PSI .
Infatti il PCI-PDS nella fase di tangentopoli- lungi dal cogliere lo spessore del fenomeno e le sue infide conseguenze - si era limitato a sottolineare il suo inferiore grado di corruzione, la sua “diversità morale”. Spaventato poi dalla piega degli eventi e dalla campagna mediatica anti-toghe , si era presto impegnato a “soccorrere” il sistema borghese in pericolo, senza mai citarne le collusioni, le nefandezze, le assurdità.
Era caduta L’URSS, gli USA chiamavano sudditi ed alleati alle guerre “umanitarie” di colonizzazione, il “comunismo “ era diventato per i leader “ex-comunisti” una parolaccia, un’infamia da cui liberarsi . “Utopia” nel migliore dei casi, “ Barbarie storica” per i più gettonati leader della “sinistra”. Quindi l’unica possibilità era quella di “governare al meglio” l’imperialismo mondiale e quello italiota. Un traguardo fallito clamorosamente dal centro- sinistra al governo, per ragioni soggettive ed oggettive.
Un fallimento che – anche grazie alla truffa elettorale - ha punito maggiormente i partiti più onesti e più alternativi al sistema dominante, travolti dalla rabbia popolare e dalle loro ambiguità . L’omologazione/confusione destra -sinistra è oggi sempre più palese ed avvilente.
Rimane così dimostrato che , se non si mettono in discussione le logiche e le prassi disumane su cui si fonda l’imperialismo mondiale ed italiota, non vi è soluzione razionale per le sorti dell’umanità e del nostro Paese. Mentre noi privatizziamo banche , Stato e sue funzioni, il nostro padrone USA sta facendo l’opposto. Sarà un caso o le analisi marxiste si stanno compiutamente realizzando ?
Roma 8 settembre 2008
Calciosporco0908
Il mercato del calcio e le sue nefaste conseguenze
(nota di E. Giardino- www.webalice.it/enricogiardino)
Il business del calcio è un affare tutto privato e commerciale reclamizzato da tutti i media e da un esercito di propagandisti ed affaristi interessati. Ma i risvolti “negativi” di questo lucroso business vengono scaricati cinicamente sull’intera collettività nazionale (tifosi e non), senza che alcuno sollevi obiezioni o proteste.
E’ invece molto intriso di corruzione, imbrogli, sotterfugi, furberie e stratagemmi tutt’altro che sportivi.E tuttavia la popolarità intrinseca del gioco, il grande battage mediatico che accompagna le squadre di club, lo pseudo-campanilismo indotto, le frustrazioni giovanili di un sistema sociale ingiusto, inducono milioni di tifosi a foraggiare questo business commerciale, senza porsi troppi problemi.
Un solo esempio del grottesco di questo mercato truccato : le squadre maggiori sono strapiene di giocatori stranieri, addirittura 2-3 per uno stesso ruolo. Quindi non hanno alcun rapporto con la città o la Regione di cui portano il nome. I giocatori cambiano “casacca” anche durante il campionato. Le squadre più ricche hanno anche il monopolio sul “mercato” dei calciatori che contano.
Questo allegro festino affaristico e monopolistico viene sistematicamente “turbato” da incidenti prodotti da “ultrà “, cioè “teppisti, scalmanati, violenti , delinquenti e terroristi” che tutti “condannano” con sdegno.Nessuno fa cenno alle cause vere che inducono il fenomeno : l’esasperazione delle vittorie e dello scudetto,la sobillazione mediatica quotidiana, le assurdità , le ingiustizie e le provocazioni inflitte ai tifosi-vittime.
In occasioni di scontri e violenze i media citano sempre le ragioni di una sola parte : la polizia.Testimonianze dei tifosi coinvolti (violenti e non) o dei presenti non vengono mai riprese o diffuse.Come mai tifosi che spendono domenica e soldi “scassano” il treno che così non li porta alla partita?
Le misure razionali e strutturali che potrebbero evitare “incidenti gratuiti” vengono taciute ed ignorate.Si inneggia solo e sempre a misure repressive , che si dimostrano però inadeguate o controproducenti.
E’ la collettività nazionale - tifosa e non- che deve pagare i danni dei tumulti , che deve pagare e mobilitare la polizia di Stato ed i suoi servizi collettivi (es. le ferrovie ed i trasporti).L’ultimo caso è quello dei tifosi napoletani di domenica 31 agosto 2008. Avrebbero requisito un treno, costretto i viaggiatori paganti a lasciare i loro posti, distrutto vetri ed arredi delle vetture….Reati gravi, eppure i pochi arrestati sono stati messi in libertà il giorno dopo: negligenza del giudice o assenza di reati ? Dov’era la polizia e l’esercito di Berlusconi mentre tutto questo accadeva a Napoli e poi a Roma ?
E’ certo invece che il treno implicato è partito da Napoli con oltre 3 ore e mezzo di ritardo, con grave danno di tutti i passeggeri. I tifosi che hanno pagato il biglietto del treno e della partita ne hanno vista la metà.Basta un minimo di riflessione per capire cause e rimedi veri di incidenti gratuiti ed evitabili.
Nelle stazioni ferroviarie europee l’accesso è consentito solo a chi è munito di biglietto e il numero massimo di biglietti venduti non può eccedere la capienza del treno. Se si fossero adottate queste misure nessuno poteva arrivare in treno senza biglietto, come riferisce la polizia ed i mass-media. Ma c’è molto di più. Ogni domenica un flusso previsto e programmabile di tifosi si sposta per seguire la squadra del cuore.
Un business aggiuntivo e certo per squadre di club, lega calcio e Ferrovie nazionali. Si debbono allora programmare treni speciali con prenotazione obbligatoria e biglietti di andata e ritorno nominativi. Biglietti che possono essere venduti dalle Ferrovie con uno sconto adeguato (es. 15-20 %). Le squadre di club e la lega calcio possono rimborsare le Ferrovie con una parte dei biglietti-stadio venduti.
Se queste misure fossero adottate, incidenti come quelli citati non si sarebbero mai verificati. Infatti essi non sono nati per scontro tra opposte tifoserie- come anche accade- ma per altre cause : disorganizzazione, esasperazione di viaggiatori e tifosi, ritardi di partenza, sovraffollamento delle carrozze.
In realtà, comuni passeggeri e tifosi innocenti hanno tutto il diritto di rivendicare le scuse ed i rimborsi per i danni subiti, sia sul biglietto ferroviario che su quello di ingresso alla stadio (per i tifosi- paganti).
Lo Stato ed il governo italiano devono imporre ai soggetti che lucrano sui tifosi di farsi carico delle conseguenze indotte dal loro business, tutelando le maggioranze oneste : cittadini e tifosi innocenti.In questo modo è più agevole isolare i “teppisti domenicali”, esponendoli ad una condanna unanime.
Roma 1 settembre 2008
Gheddafi0808
(nota di E. Giardino – www.webalice.it/enricogiardino )
Ma la storia, la fermezza e la coerenza di Gheddafi, gli interessi materiali degli imprenditori italiani, hanno alla lunga sconfitto le ipocrisie e le falsità dei servitori italioti ed ei loro mandanti. La Libia conquista un accordo di grande valore storico, politico, economico e sociale dopo decenni di sciocca emarginazione.
Un modello originale - che pochi conoscono ed è valido per tutti i Paesi arabi- che coniuga i valori morali e religiosi del Corano con la pratica di una società politica basata sulla sovranità di assemblee popolari di vario livello : da quello nazionale e regionale fino a quello urbano e locale. Un modello sociale quanto mai attuale ed originale che va studiato e conosciuto ,con spirito critico, con rispetto e senza pregiudizi.
Un modello che- anche grazie alle risorse del Paese (petrolio e gas) - fornisce ai cittadini libici diritti e servizi essenziali sconosciuti alle nostre “democrazie occidentali”: dalla casa, alla istruzione; dalla sanità al lavoro ; dalla democrazia popolare a quella di rappresentanza politica e sindacale. La Libia è anche il Paese con la più alta percentuale di immigrati – prevalentemente africani- attratti da quel sistema sociale.
La critica di principio- radicale e documentata- che il socialismo libico riserva al “pluripartitismo occidentale”-, cioè alla partitocrazia sul quale noi giudichiamo tutte le “democrazie del mondo”- è quanto mai attuale per tutto l’occidente e per il nostro Paese. Ma i nostri mass-media non ne parlano mai.
La popolarità di Gheddafi- come di Fidel Castro a Cuba- si spiega con una serie di fattori oggettivi : la rivoluzione anticoloniale vinta, la democrazia socialista realizzata e le sue conquiste popolari, la coerenza ed il coraggio con i quali Gheddafi ha difeso la dignità e l’autonomia politica ed economica del suo popolo.Una garanzia storica di interesse sociale e popolare che ha dato i suoi frutti, fino all’ultimo accordo.
Un accordo ormai maturo ed inevitabile per una serie di ragioni , arrivato a scadenza storica. Con esso l’Italia riconosce le sue colpe ed i suoi misfatti coloniali,restituisce la Venere di Cirene ( trafugata dai fascisti invasori), paga 5 ML di dollari come risarcimento delle sue devastazioni, mette fine alla sua dissennata politica – discriminatoria e diffamatoria- verso la Libia ed il suo leader.
Sono le giuste richieste che Gheddafi aveva avanzato per decenni. In cambio ,egli concede ciò che è scontato e per nulla “negativo” per il suo popolo : l’aumento di forniture di gas e petrolio libico all’Italia,il pattugliamento delle coste libiche contro il traffico mafioso dei disperati africani (non libici).
Con questi soldi la Libia realizzerà case e strade, infrastrutture vitali per il suo sviluppo. La Libia- anche nel periodo di embargo- ha registrato un aumento del turismo (archeologico e non) e degli investimenti stranieri. La fine dell’embargo e la connessione aerea moltiplicherà le sue opportunità in ogni campo.I visitatori avranno modo di verificare il suo “modello sociale”, taciuto e manipolato dai nostri imbonitori.
Berlusconi- a differenza dei suoi sciocchi predecessori di “sinistra”- incassa un vantaggio di immagine.Egli reclamizza profitti per le imprese italiane in Libia: ma questi c’erano già , e ci saranno anche in futuro.
Dunque un accordo storico del tutto favorevole al popolo libico. Non a caso, gli italiani che hanno lasciato la Libia nel 1970 (rivoluzione di Gheddafi), si lamentano con Berlusconi : tanti soldi concessi a quel Paese in un momento di grave crisi economica nazionale e nemmeno una lira per i loro beni “confiscati” ?
Credo che ogni persona evoluta e cosciente trarrà gran vantaggio nel conoscere la Libia ed il suo modello sociale; avrà anche opportunità imprenditoriali e di scambio, preziosissime in questa buia fase storica.
Roma 31 agosto 2008