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martedì, 26 agosto 2008

Pechino2008

Lo sport  come propaganda ideologica e politica

(nota di E. Giardino- forum DAC)

 Questo governo ed i suoi imbonitori danno ogni giorno prova di perseguire un regime reazionario, fascista e razzista- radicalmente anticostituzionale- criticato perfino da “famiglia cristiana”. Anche lo sport e le Olimpiadi hanno confermato questo clima totalitario. Hanno offerto ai nostri mistificatori l’occasione per una propaganda ideologica e sciovinista, degna delle dittature fasciste e naziste.

Prima delle Olimpiadi di Pechino, per mesi e mesi - i nostri mass-media (con pochissime eccezioni) hanno condotto una rozza campagna anti-cinese nel tentativo di boicottare le Olimpiadi di Pechino.Prima la “favola” del Tibet, poi la litania dei “diritti umani violati”, infine la politica autoritaria cinese e il “terrorismo”. Tutti i clichè usati dai peggiori massacratori dei diritti umani, dagli agenti del “terrorismo internazionale”, dai guerrafondai -genocidi, come Bush e soci, per occupare Paesi e violare diritti elementari.

Propagandavano il rischio di azioni terroristiche e, contemporaneamente, criticavano le severe misure assunte dal governo cinese per contrastarle. In  effetti un  oscuro episodio terroristico si è poi verificato, ma è stato subito attribuito al solito e consunto Bin Laden. In ogni caso,  nulla che potesse accreditare la favola occidentale della “repressione interna di massa” del governo cinese. Ogni futile pretesto è stato usato per dileggiare il governo cinese e l’organizzazione dei giochi, un esempio mondiale di sportività ed efficienza da studiare ed ammirare. Parlavano di brogli cinesi  e di “doping”, mentre alcuni nostri atleti venivano esclusi dai giochi, perché drogati. Hanno puntato  poi al boicottaggio dei leader politici  occidentali e della squadra italiana durante la cerimonia di apertura, ma li ha seguiti solo …Berlusconi, assente ingiustificato ed ignorato. Durante la splendida cerimonia di apertura- fantastica per spettacolarità e contenuti- hanno continuato a ripetere i loro slogan anticinesi e le loro “scemità”, nel tentativo di “depotenziare” l’emozione e la partecipazione indotta dall’evento in miliardi di telespettatori e milioni di spettatori.
Si sono spinti a domandarsi se la Cina avesse  acquisito il diritto di ospitare le Olimpiadi !

Ancora più grottesca e canagliesca la conduzione quotidiana della costosa programmazione RAI rispetto alle gare olimpiche. A Pechino erano presenti decine  di giornalisti italiani, le immagini di tutte le gare venivano offerte dalla regia cinese a tutte le delegazioni, RAI2 ha dedicato alle Olimpiadi tutto il suo palinsesto quotidiano, il panorama mondiale  di gare e di atleti era ricchissimo ed interessante.

Nonostante ciò, i giornalisti RAI hanno dato spazio solo agli atleti italiani ed alle gare in cui essi erano impegnati. Non hanno mostrato - se non per necessità – le gare in cui gli atleti cinesi  (ed altri) hanno vinto le loro medaglie d’oro, surclassando gli Stati Uniti, l’unico Paese gettonato e mitizzato dai nostri imbonitori.

Dopo la sconfitta della  nostra squadra di calcio, hanno bucato eventi calcistici di grande seguito , come la partita Argentina –Brasile ed altre. Certo la sudditanza RAI  a  Sky- Mediaset ha avuto il suo peso; ma perché non offrire almeno “in differita” quelle partite di calcio o le loro sintesi ?

E’ del tutto evidente che le Olimpiadi dovevano servire come “vetrina” della politica e dello sport italiani, come accade in ogni regime autoritario. La regia “olimpica” della  RAI  era impegnata ad “oscurare”  gare “scomode”: in particolare, quelle  in cui trionfavano gli “invisi” atleti cinesi (primi nel medagliere olimpico). Una propaganda anticinese sistematica, fino all’ultima buffonata : le medaglie degli atleti italiani dedicate ai… patrioti tibetani. Le medaglie italiane sono state riproposte di continuo, con  sciocco trionfalismo.

Il televideo RAI non aveva una voce dedicata alle olimpiadi, rintracciabili sotto “altri sport”. Difficile avere notizie anticipate sulla programmazione olimpica della RAI.

Fuori della miseria italiota e berlusconiana, è utile cercare risposte sensate alle molte curiosità che riguardano la Cina, la sua organizzazione politica e sportiva, la sua politica internazionale e nazionale.Com’è organizzato lo sport in Cina ? Quale ruolo vi ha lo Stato ? Qual’è la partecipazione popolare ?Come hanno organizzato queste Olimpiadi ? Come useranno le molte strutture costruite per l’evento ?Quali tecnologie hanno usato per la gestione delle gare, per la trasmissione dei giochi ?
Come sono organizzati e gestiti  i mass-media in Cina ? Qual’è il ruolo o lo status del servizio  pubblico radiotelevisivo cinese ? Come si traduce in Cina la sovranità popolare e mediatica ?

Sono alcune delle domande elementari  di grande interesse popolare, ignorate e taciute dai nostri costosi e numerosi imbonitori che invece fanno propaganda ideologica e politica sullo sport , a nostre spese.

 

Roma 24 agosto 2008

postato da: forumdac alle ore 11:01 | link | commenti
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