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Come per altre tragiche pantomime degli USA e della Nato, con la creazione del “dittatore” di turno – Ceausescu , Milosevic, Saddam Hussein…fino a Ahmadinejad- gli aggressori ed i carnefici diventano giudici ed accusatori di coloro che- legittimamente- hanno difeso l’unità e l’autonomia politica del proprio Paese e di tutte le etnie presenti. Etnie che hanno convissuto pacificamente per decenni e che sono state “usate” dagli aggressori per disintegrare e colonizzare la Repubblica socialista di Jugoslavia.Dopo l’omicidio ed il processo-farsa a Milosevic, ecco comparire altri “mostri” : Karadzic e Mladic.
Il cosiddetto “tribunale” è un organismo illegale al servizio dell’imperialismo : serve ad “accreditare” nella opinione pubblica distratta e manipolata il ribaltamento dei ruoli tra vittime e carnefici.Ovviamente l’inganno imperialista si giova di una diffusa ignoranza dei fatti storici – mai citati o ricostruiti dai grandi mass-media- e dei ruoli avuti dagli attori della tragedia jugoslava. E’ lo stesso clichè che viene usato in tutte le aggressioni imperialiste : Iraq, Afganistan, Palestina, Jugoslavia….
Anche in assenza di una minima ricostruzione storica, ogni persona onesta può valutare ciò che è accaduto in Jugoslavia dal 1990 ad oggi. Una Repubblica socialista e mutietnica smembrata ed insanguinata, colonizzata ed asservita da governanti-fantoccio il cui miraggio è quello di entrare …in Europa e nella Nato. Se ne capisce anche il perché : per non essere ulteriormente bersagliati dalle truppe USA e Nato.
Nel corso di questi anni pochi soggetti hanno diffuso i fatti ed i misfatti Nato nella ex-Jugoslavia : Il coordinamento nazionale per la Jugoslavia (www.cnj.it), il forum DAC (con scritti e video), il giornalista Fulvio Grimaldi, Teleambiente e pochi altri. A queste fonti rimandiamo ogni persona onesta desiderosa di capire. In questi giorni Mario Albanesi su Teleambiente ha contestato il coro degli imbonitori nostrani.Altre testimonianze dirette sulla figura di Karadzic e sui fatti accaduti in Bosnia sono leggibili sul sito citato – www.cnj.it -a cura di persone che hanno conosciuto Karadzic e vissuto i fatti di quel periodo.
Oggi il “Tribunale” della Nato accusa Karadzic di “crimini di guerra”, ieri la sua accusa era quella di essere i comandante in capo dell’esercito serbo-bosniaco (?). Può mai essere questa un accusa ? Chi combatte per la sua terra può essere un criminale,mentre gli aggressori sono “liberatori ed esportatori di democrazia”? I crimini orrendi commessi dalla Nato nella ex Jugoslavia – come i bombardamenti all’uranio su strutture civili- sono crimini contro l’umanità, contro le leggi di guerra, contro il diritto internazionale.
Come per Milosevic – o Saddam Hussein- anche questo processo è una tragica ed illegale prepotenza, coperta dai media che ometteranno o distorceranno i fatti reali e le testimonianze dell’accusato.Per chi voglia capire è un’occasione per ripercorre le vicende di quegli anni in Slovenia, in Croazia, in Bosnia, nel Kosovo e nell’intera Jugoslavia. Una simile ricostruzione consentirà di ristabilire la verità manipolata, i ruoli dei singoli attori di quella tragedia epocale, le responsabilità di eccidi e di stragi.
Come per altre guerre di aggressione imperialiste, la disintegrazione - colonizzazione della Jugoslavia ha finalità e cause del tutto evidenti : asservimento politico ed economico,corridoi energetici, basi militari USA. In sintesi, un’invasione USA nel cuore dell’Europa e nei pressi della Russia di Putin.Perciò la resistenza di Milosevic e dei suoi collaboratori è una azione legittima e dovuta, un’azione che – se sostenuta- poteva determinare una maggiore autonomia politica e militare della stessa Europa, a fronte della arrogante penetrazione della superpotenza USA in ogni parte del mondo.
P2oggi0708
Il disegno berlusconiano P2 di Gelli e le reazioni politiche e mediatiche
(nota di E. Giardino- forum DAC- www.webalice.it/enricogiardino)
bene, c’è una ragione in più per contrastare le leggi–vergogna di impunità e di eversione costituzionale.
Ma non è questa la strada intrapresa da Veltroni e dal PD. In piena sintonia con la destra berlusoniana, Veltroni ha condannato la manifestazione popolare di piazza Navona- alla quale il PD non ha aderito – ingiundendo al suo promotore –Di Pietro- “ o con noi o con la piazza”. Una minaccia insulsa, contropro- ducente, anche impraticabile. Se il PD attuasse- dopo la rottura con la sinistra- anche il divorzio con l’ultimo suo alleato in crescita elettorale, la sua disfatta sarebbe strategica e di lunga durata, forse definitiva.
In piazza Navona c’erano anche elettori del PD che criticavano la “ dissociazione inspiegabile” del loro partito. Inoltre un partito di vera opposizione esercita il suo ruolo nelle Istituzioni e nelle piazze, cioè con e tra la gente, come è ovvio . Il pretesto strumentale usato da Veltroni- per giustificare l’ assenza del PD senza entrare nei contenuti – è la sortita personale - criticabile, insulsa , sguaiata ed autolesionistica di Sabina Guzzanti contro il Papa di Roma. Ben altro stile e critica antipapale aveva usato poco prima, nella stessa piazza , Andrea Camilleri declamando 4 poesie. L’invettiva di Guzzanti era anche estranea alla natura ed alle convinzioni prevalenti dei manifestanti (liberiste e cattoliche).
Ovviamente – anche senza questo episodio (unico tra una decina di discorsi qualificati) - i mass media e Veltroni avrebbero usato altri pretesti per oscurare denunce e contenuti. Ma Veltroni è andato oltre : mentre rafforza con la sua abiura le posizioni ed il disegno berlusconiano , accusa la piazza e Di Pietro di “ aver fatto il gioco di Berlusconi”.
Quanta ipocrisia e quanta stupidità politica !
Entrando nel merito e nei contenuti della manifestazione , avrebbe dovuto e potuto dichiarare che il suo PD- pur impegnato a contrastare le leggi vergogna e la loro gravità costituzionale- aveva scelto di usare un diverso approccio di opposizione, senza mai criminalizzare Di Pietro e la sua piazza. Due forze alleate che scelgono due modi diversi di opposizione, lasciando agli elettori il giudizio sui rispettivi percorsi.Avrebbe così marcato la sua differenza politica, sia da Berlusconi che da Di Pietro, fornendo una risposta più accettabile e razionale ai suoi stessi elettori presenti a piazza Navona.
Com’è noto, il ricatto elettorale veltroniano, ha determinato la scomparsa dal Parlamento dei partiti che- sia pure con tutti i limiti sempre segnalati –avevano ed hanno - una cultura ed una prassi di opposizione ben più consolidata- politica e sociale- rispetto a quella espressa o esprimibile da liberisti critici e da dipietristi.
Ma proprio per questo, l’importanza dell’ opposizione “liberista e girotondina” al berlusconismo ed al piduismo è tanto più preziosa e decisiva per veri comunisti, socialisti, ambientalisti, costituzionalisti.
Significa in concreto che il sistema capitalista italiano è ormai “fuori legge ed inaccettabile” per gli stessi liberisti, presenti sia nelle Istituzioni dell’Europa dei capitali sia nella realtà italiana.
Dimesse le regole formali – costituzionali,civili, elettorali, giudiziarie , legali, ecc.- il nostro sistema istituzionale e mediatico si avvia ad essere esplicitamente fascista, razzista, oligarchico, reazionario, ingiusto e truffaldino, con buona pace di chi spera di riformarlo usando elezioni truccate e media oligarchici.
Perciò anche i partiti della sinistra italiana- in crisi gravissima- farebbero bene a non snobbare od irridere i manifestanti di piazza Navona e lo stesso Di Pietro, i cui limiti politici sono noti da tempo. Lo stesso “incidente” Guzzanti, dimostra la “genuinità” di una iniziativa organizzata da neofiti della politica seria.
Bene hanno fatto i comunisti – leader, militanti ed elettori – partecipando alla manifestazione e vivendola poi nei suoi veri contenuti e nelle sue genuine finalità popolari
Roma 11 luglio 2008
comunista08
(nota di E. Giardino- forum DAC- Roma 7 luglio 2008)
Il comunismo ha varie matrici storiche, per cui è necessario aggettivarlo. La mia scelta è quella del comunismo marxista, introdotto da Marx e da Engels, sviluppato poi ed applicato da rivoluzionari ed intellettuali marxisti in varie epoche e in varie parti del mondo.Quand’anche sconfitto in alcune fasi e luoghi, il comunismo marxista dimostra oggi tutta la sua attualità e vitalità storica, sia dove governa che dove è opposizione. La teoria-prassi marxista ha prodotto risultati storici rilevanti sia in modo diretto che indiretto.La lotta e la liberazione anticoloniale, la conquista di conquiste sociali nei Paesi opulenti, la interruzione delle guerre mondiali capitalistiche, la lotta partigiana antifascista europea o quella antimperialista nel mondo , sono esempi di questi risultati indiretti. E’ l’unica teoria-prassi che dimostra la possibilità storica di contrastare e superare il capitalismo e l’imperialismo distruttivo , menzognero , ingiusto e disumano. Il “comunista marxista “ è una persona che – a mio avviso- deve avere queste caratteristiche :
- ha uno stile di vita e di rapporti sociali ispirati da giustizia, solidarietà , umanità e razionalità , ricerca sociale
- conosce e crede nella teoria- prassi scientifica marxista come antitesi storica del capitalismo individualista. Usa il materialismo dialettico e la teoria della lotta di classe e delle contraddizioni, a partire da quella capitale-lavoro.
- è laico, anche ateo, quindi contrasta i dogmi delle religioni e dei miti sovrannaturali in ogni versione storica
- vive e partecipa i problemi di interesse sociale e popolare del suo tempo (lavoro, abitazione, ambiente, ecc.)
- non è ipocrita nè carrierista . Quello che fa è in sintonia con quello che dice ; punta al superamento del Capitalismo
- non è arrivista,rifugge dal protagonismo individualista, dall’opportunismo , dalle ambiguità correnti, dagli inciuci
- si riconosce nell’impianto politico e sociale- pur mediato - sancito dalla Costituzione italiana
- concepisce la rivoluzione marxista come rottura strutturale ed ideale dell’ordine imperialista esistente
- conserva sempre la sua identità comunista, per perseguendo tutte le alleanze possibili, spaziali e temporali.
- esercita il diritto di critica , motivando, verso partiti, movimenti, associazioni , pur se si dicono “comuniste”
- accetta e pratica il metodo partecipativo nella scelta delle soluzioni e nel controllo delle azioni correnti
- rifugge da dogmi, slogan, frasi ad effetto, spesso vuote ,fuorvianti e controproducenti.
- verifica autocriticamente la congruità e la giustezza delle azioni e delle idee che professa
- è attento alle conseguenze sociali dei processi ideologici, conoscitivi, formativi e comunicativi di massa
- combatte tutti i monopoli, le corporazioni, quale che sia la loro matrice e la loro forma organizzata
- combatte ogni concezione autoritaria ed oligarchica : come fascismo, nazismo, razzismo, fanatismi ,ecc.
Comunque un comunista non mitizza mai - e non assume acriticamente- le idee, i fatti ed i personaggi reclamizzati dalla stampa e dalla TV del capitalismo. E’ capace di criticare - alla radice- i modelli e gli assiomi fasulli dell’imperialismo distruttivo ed irrazionale. Nei suoi rapporti umani e sociali non è mai arrogante o spocchioso, anche se afferma le sue idee con passione ed entusiasmo. Ascolta con attenzione le testimonianze altrui, a partire da quelle “emarginate” dai mass-media capitalisti.
Credo di poter dire che una “identità” così definita sia difficilmente esercitabile o presente nei partiti –anche socialisti o comunisti- che abbiamo conosciuto in questi ultimi decenni. Com’è evidente, i partiti italiani sono macchine elettorali che hanno il monopolio della politica e dei privilegi che ne derivano (poltrone, danaro, visibilità mediatica) . Operano e funzionano secondo schemi verticistici e clientelari ed esigono complicità, consenso coatto, accettazione subalterna (ma redditizia). Hanno logiche e modi di impostare problemi e soluzioni del tutto “estranei” al senso comune delle persone normali. Una situazione “aberrante” che deriva sia dal sistema dominante sia dal modo con il quale i funzionari di partito vi si adattano, per loro interesse personale e di status. Logiche e prassi ormai invalse dalle quali i partiti “comunisti ” non usciranno da soli, perché privi di democrazia interna.
Credo che il partito dei comunisti debba essere quello nel quale i marxisti conservano, completano e rafforzano la loro identità marxista sia nel rapporto con i compagni che con il mondo esterno. L’incarico istituzionale deve essere temporaneo, deve prevedere la verifica di mandato, deve dare sbocco lavorativo “altro” a chi finisce il suo mandato .In sostanza il partito deve diventare una fucina politica e culturale che confronta idee, capacità, conoscenze, personalità, con l’obiettivo di trovare soluzioni praticabili – di breve e di medio periodo – ai problemi del mondo e del Paese, a partire da quelli degli sfruttati, dei lavoratori, dei giovani e degli anziani. Gli incarichi statuali debbono essere elargiti per concorso; quelli elettivi debbono basarsi su sistemi elettorali proporzionali – aperti al sociale- e su sistemi mediatici paritari per tutti i candidati.
Ovviamente le oligarchie borghesi- che hanno il sostegno delle ideologie dei poteri dominanti, dei capitali e dei mass-media- non hanno alcun interesse a modificare la truffa elettorale maggioritaria e quella mediatica monopolistica. Contrastano ogni concreta democrazia nei loro apparati e nella società , perché perseguono fini ristretti e disumani : oligarchici, irrazionali, autoritari.
Senza la diversià e l’identità comunista l’imperialismo prevarrà . Le sue soluzioni diverranno sempre più antipopolari, antisociali ed anticostituzionali con l’emarginazione dei partiti e dei soggetti “anticapitalistici”. Perciò usa la forza della violenza, delle armi e della repressione , combinata con la truffa elettorale e mediatica, con le finte promesse, con i ricatti di ogni tipo.
E tuttavia la predazione dissennata delle risorse naturali , le guerre , le menzogne , le atrocità e le altre nefandezze di un sistema- non regolato né regolabile razionalmente - produrranno disastri a catena , fino al collasso definitivo dell’umanità e del suo ambiente di vita. Il dilemma storico “socialismo o barbarie” rimane attuale più che mai.