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domenica, 29 giugno 2008

berlusconi0608

Berlusconismo e sistema capitalistico italiano

nota di Enrico Giardino - Forum DAC

In 30 anni sono pochissimi i giornalisti ed i politici che hanno denunciato i passaggi del “trionfale” percorso berlusconiano. Un percorso illegale, spregiudicato e mistificante che ha trovato alleati diversi ed imprevedibili, ma che gli ha concesso molto più di ciò che voleva : evitare la galera  a sé ed alla sua squadra e – da piduista - salvare il suo impero mediatico e finanziario. Il sistema capitalistico italiano gli ha permesso molto, molto di più : e qui sta il vero scandalo “isitituzionale” che lascia esterrefatti anche i più accesi censori di questo sistema. Chi mai poteva pensare che gli equilibri ed i contrappesi formali della nostra Costituzione potessero essere spazzati via “tacitamente”,  per l’azione combinata dei pochi leader partitici che si sono alternati al governo del Paese con etichette diverse ?

 Il  truffaldino percorso berlusconiano di questi decenni è ormai noto e palese  a tutti coloro che si sono documentati sui “passaggi scellerati” del cavaliere di Arcore. Libri, documentari, articoli, testimoni – come Marco Travaglio ed altri- hanno ricostruito con dovizia di dati e di prove questo percorso trentennale.Per evitare il carcere a sé stesso ed i suoi amici, Berlusconi- dal governo e dall’opposizione- ha promosso un ininterrotto processo di impunità/immunità/illegalità che azzera ormai centinaia di migliaia di processi e centinaia di reati gravi. E’ paradossale e grottesco che tutto ciò venga spacciato come “decreto sicurezza”, mentre concede impunità ai delitti per i quali la destra berlusconiana ha armato la sua canea elettorale (stupri, rapine, furti, omicidi , ecc.).

Ma la manovra non riguarda solo delitti , processi e sentenze : la posta in gioco è il bavaglio alla magistra- tura ed al giornalismo di inchiesta, unici due puntelli della “opinione pubblica”. Dunque un modello politico- eversivo e totalitario – radicalmente anticostituzionale e delittuoso.Mentre questo accade i profitti e le fortune di Berlusconi crescono, quelli finanziari come quelli istituzionali.

Perciò il sistema capitalista italiano ha prodotto risultati “sconvolgenti” anche per la democrazia borghese :

-          ha consentito il percorso di impunità voluto da Berlusconi, rafforzando il suo impero finanziario;

-          ha permesso che tale percorso sconvolgesse impunemente le garanzie costituzionali,  umiliando la giustizia e premiando il reo, sia sul piano politico che su quello finanziario;

-          ha dimostrato che il sistema parlamentare borghese non ha antidoti per scalate di questa natura. Domani un altro Berlusconi potrebbe fare altrettanto ( o di più) ed in condizioni più favorevoli.

Non ho mai sentito evocare- anche dai giornalisti più coraggiosi-  le responsabilità e le lacune del sistema capitalista italiano nella lunga e vergognosa vicenda berlusconiana.

Invece la questione vera, da cui tutto il resto deriva , è la seguente : le garanzie formali- istituzionali e costituzionali-  della democrazia capitalistica italiana quanto valgono ? Sono reali o fittizie ? Il Presidente della Repubblica, la Corte Costituzionale, lo Stato repubblicano italiano, quali tutele sono in grado di assicurare ai cittadini di fronte a percorsi di impunità affaristica/presidenziale , come quello berlusconiano ?

Il presidenzialismo, la truffa mediatica ed elettorale del maggioritario binario, non sono- per caso- i grimal- delli  istituzionali di queste scalate truffaldine ed inarrestabili ?

Si tratta di problemi strutturali e costituzionali che vanno ben oltre le formule di governo e di partito.Non riguardano solo socialisti e comunisti, ma ogni sincero democratico.

Porre così il problema, significa cominciare a cercare i rimedi necessari. Chi si oppone sul serio al berlusconismo, deve partire da qui se non vuole ancora subire nefandezze crescenti.Non mi sembra che sia questa la strada scelta dal PD, da Di Pietro o dai partiti della nostra “sinistra”.Tentare di contrastare qualche passaggio di questo percorso eversivo è necessario, ma non sufficiente.

Un referendum popolare- quand’anc he vittorioso-  non potrebbe introdurre gli antitodi di sistema al berlusconismo. Sono questi che servono, se non si vuole che la democrazia borghese - anche sul piano formale- precipiti verso assetti e sbocchi totalitari, reazionari e delinquenziali.

 

Roma 27 giugno 2008

 

 

postato da: forumdac alle ore 10:31 | link | commenti
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venerdì, 27 giugno 2008

stilepol0608

La rinascita della sinistra e del comunismo italiano

(riflessioni di E. Giardino- Forum DAC –Roma 25 giugno2008)

 Il disastro politico ed elettorale della sinistra e del comunismo italiano è questione molto discussa:spesso si danno giudizi sommari  e generici sugli approdi disastrosi di questa lunga deriva.A mio avviso, a monte di ogni altra ragione c’è una questione di stile e di teoria politica che ha pervaso e degradato i partiti e gli uomini della sinistra italiana (comunisti compresi).Uno stile ipocrita , evasivo e perdente che deriva da una sfiducia nei valori del marxismo e della stessa Costituzione italiana.Questa sfiducia ha prodotto “revisionismo storico”ed incapacità teorica e politica nella lettura dei fenomeni del nostro tempo : il terrorismo, la fine dell’URSS, il ruolo del sindacato confederale, le rivoluzioni popolari, ecc. Temo che –senza una radicale modificazione di questi limiti ideologici e strutturali –la rinascita della sinistra sarà molto problematica.

Per spiegare il mio punto di vista, parto della mia ultradecennale esperienza personale di marxista impegnato su alcuni nodi della politica italiana : la RAI ed i mass-media, la speculazione abitativa, la svendita costituzionale, la truffa elettorale, il monopolio dei partiti sulla politica e dei giornalisti sulla “informazione”, i problemi di rappresentanza  e di sovranità popolare delegata. Sul piano della teoria marxista e costituzionale,  i limiti più vistosi della “sinistra” attengono alla analisi del terrorismo, del socialismo sovietico e non , delle rivoluzioni popolari successive, del ruolo del sindacato confederale.

Su tutti questi temi ho formulato analisi e proposte basate su un approccio di democrazia costituzionale- prima ancora che di democrazia  marxista, giudicato utopistico in Italia – senza mai avere risposta , negativa o positiva, da  parte di coloro che avevano titolo e ruolo per discuterle e  poi sostenerle.Ciò è avvenuto invariabilmente quando i compagni di partito o eletti erano al governo del Paese e di parte di esso (Regione, Comune). Prima, dall’opposizione,  sembravano condividere le proposte che poi ignoravano da “governanti”, senza motivazioni.

Erano e sono proposte utopiche ,inutili, oppure coglievano e colgono la radice dei problemi di oggi ?

In ogni caso, il doppio-gioco o la “latitanza” costituiscono un metodo inaccettabile per qualsiasi cittadino  impegnato che si sente tradito ed umiliato mentre affronta problemi - teorici e pratici- di portata generale.Una esperienza  “incredibile “ che credo riguardi migliaia e migliaia di compagni impegnati. Così i guasti iniziali – irrisolti- sono rovesciati, amplificati, su milioni e milioni di cittadini non impegnati : questi hanno allora usato il voto coatto  (o il non voto) per esprimere il loro disagio e la loro sfiducia. Qui sta il “distacco” tra società e istituzioni , che ha penalizzato solo la sinistra per motivi spiegabili.

Purtroppo, le proposte “ignorate” hanno azzerato i rapporti tra compagni-eletti e compagni impegnati .Una cesura tra società attiva, lavoratori e partiti di sinistra, che ha prodotto opportunismo, carrierismo, impotenza e sfiducia. Peraltro tutti gli uomini di partito vivono di  “politica e di carriera politica”.
Affinché queste affermazioni non risultino generiche o esagerate, porto qui alcuni esempi concreti.

In primo luogo la RAI  dove ho condotto una lotta coerente per 30 anni, fino ad esserne estromesso. Non da solo , ma con molti altri professionisti di cultura costituzionale e  di valore “pubblico”. E’ la “pulizia etnica”  nella RAI pubblica, come ha titolato un quotidiano…cattolico ! (L’Avvenire). La stessa “pulizia”  che si è abbattuta poi sui vertici di sinistra che l’avevano accettata e benedetta, in nome del … “mercato”.E’ una lunga e penosa storia che ho raccontato nel dossier “storie dell’altra RAI”,  scaricabile dal sito DACwww.webalice.it/enricogiardino , ma ignorato totalmente dai signori della sinistra partitica.In RAI comunisti e socialisti hanno avuto incarichi ai massimi livelli. Hanno nominato in ruoli importanti sedicenti comunisti e socialisti. Eppure l’azienda ha conosciuto un degrado crescente nella conduzione e nei programmi, fino a diventare quello che oggi è : un feudo governativo mercificato.  Comunisti e socialisti hanno avuto la possibilità di affidare ruoli istituzionali- anche di governo. a tutti i livelli territoriali, ma non hanno pensato mai di utilizzare professionisti affidabili, solo uomini e “ trasmigratori” di partito.

Basta confrontare le proposte avanzate dal Forum DAC in questi decenni con le decisioni assunte dai vertici aziendali, per capire il degrado pianificato imposto alla RAI da decenni e da governi di diverso colore.Gli stessi “socialisti e comunisti” della RAI non hanno mosso un dito quando i loro “supporters” impegnati sono stati discriminati o cacciati dall’azienda; non hanno mai proposto “norme antilottizzatorie”, “statuti di autonomia”, “carte dei diritti per utenti e lavoratori”. Hanno seguito l’andazzo corrente, indignandosi solo per discriminazioni di giornalisti gettonati. Lo stesso è accaduto nel campo decisivo delle comunicazioni di massa, favorendo così l’ascesa illegale e monopolistica di Berlusconi, fino a farlo diventare capo del governo ed arbitro assoluto del sistema monopolistico italiano (Mediaset + RAI).

Un percorso analogo e parallelo ha subito la difesa dei valori e delle norme costituzionali, via via svendute, tradite e violate  anche dai partiti che avevano tutto l’interesse a difenderle e rilanciarle. Vale per il sistema elettorale proporzionale (ora maggioritario), per la sovranità popolare (beffata), per le funzioni collegiali di ogni livello istituzionale (ora presidenzialiste). Qui la mia amara esperienza è legata al “Comitato per la difesa ed il rilancio della Costituzione”, nato nel 1990 insieme al Forum DAC, ed ignorato dai partiti di sinistra, nonostante l’importanza delle questioni trattate, fino al referendum popolare vinto nel 2006. Un referendum “subìto” dalla sinistra partitica, che non ha mai smesso di parlare di “modifiche costituzionali”.L’approdo di un tale percorso disastroso è ora sotto i nostri occhi : oggi il nostro Parlamento non rappresenta più né la sovranità popolare delegata né la sinistra partitica italiana.

Non meno disastrosa è stato il percorso della politica abitativa italiana e della speculazione edilizia, moltipli –cata dall’introduzione dell’euro e dal raddoppio “secco” dei costi di vendita  e di locazione nel 2002.Qui l’azzeramento dell’equo canone ed il passaggio a canoni liberi (cioè speculativi), la fine della edilizia pubblica e convenzionata, la naturale fame di alloggi , ha prodotto la situazione che viviamo oggi. Una situazione anticostituzionale che viene “aggirata” dalla eliminazione …dell’ ICI !!.In questo campo , il centro -sinistra ha portato la beffa ai massimi livelli, consentendo la privatizzazione “retroattiva” di Enti previdenziali pubblici, come l’ENPAF. Un giochetto politico, basato sull’uso strumen- tale e postumo della “interpretazione autentica “, che ha cancellato leggi, sentenze e diritti degli inquilini, consentendo la più ampia speculazione edilizia agli Enti interessati. E’ quello stesso uso “interpretativo” che ha consentito a Berlusconi e soci di gabbare “a posteriori” leggi e sentenze “scomode”.Nonostante tutto il mio impegno, il governo di centro-sinistra , non ha ritenuto di cancellare questa norma/ vergogna o di correggerne l’uso strumentale. Non meno vergognosa la politica abitativa imposta a Roma da speculatori privati, sotto le giunte di Rutelli e Veltroni, denunciata da decine di comitati e dalla trasmissione RAI3 di Report (I Re di Roma). Mi è capitato di vedere che le istanze popolari dei cittadini  romani erano sostenuti da AN, che -non a caso- ha  poi vinto le elezioni a Roma.

Sulla questione del “terrorismo” - gestito dai poteri dominanti per introdurre leggi speciali, per dribblare la Costituzione, per neutralizzare il PCI ed il movimento operaio, la sinistra ha mostrato il massimo  di subal- ternità subendo gli slogan, le etichette e le prassi dei registi del terrorismo (“i compagni che sbagliano” ).

Non meno disastrosa la lettura o la “censura” che la sinistra ha usato rispetto a fenomeni “liberatori” anticapitalistici di portata storica, antichi e recenti. Qui l’elenco è molto lungo. va dalle rivoluzioni socialiste (URSS, Cina, Cuba, Corea del Nord, Cile ) a quelle popolari (latinoamericane, libiche , ecc.).Una “manna” per imperialisti , fascisti , revisionisti e rinnegati che hanno imposto  così una ideologia “anticomunista” viscerale, anticamera storica del fascismo di ogni era. Ci sono film e documentari chedescrivono i crimini del nazismo e del fascismo degli anni ’20. Ma non dicono mai che gli stessi crimini - amplificati in qualità e quantità- sono oggi attuati impunemente dai soldati USA,di Israele e della NATO.

Questi pochi , ma gravissimi esempi personali , bastano – io credo- a spiegare l’approdo della “sinistra”.Un lungo e negativo percorso basato su una teoria ed uno “stile” errati, inconcludenti e perdenti .Un approccio ipocrita che ha investito ogni altro aspetto della vita pubblica, penalizzando gli attivisti disinteressati , e con loro, milioni e milioni di cittadini onesti, ormai disillusi e sfiduciati.

Mentre questo accadeva a “sinistra”, la nostra destra berlusconiana - fascista , razzista e leghista – non tradiva le attese , né dei suoi attivisti nè dei suoi elettori “fedeli”. Con la copertura mediatica di slogan fasulli, con la criminalizzazione del comunismo , distribuisce impunità , immunità , condoni, rendite parassitarie e profitti. Manganellate e carcere agli immigrati ed ai dissenzienti. Bastone per chi soffre o si oppone, carota per i furbi, i corrotti, gli speculatori. A ciascuno il suo grado di impunità e corruzione, secondo una gerarchia consensuale che parte dai vertici- dello Stato, del clero, delle banche, delle Imprese, della mafia - per arrivare all’evasore fiscale, all’affarista “tangentista”, al padrone del lavoro “nero”.

Le aberrazioni del sistema dominante, la truffa elettorale e mediatica, le alleanze internazionali e nazionali,  il trionfo dell’ideologia da mercato  e dei monopoli, la pochezza dell’opposizione istituzionale, offrono mezzi ricattatori e copertura ideologica a questi “ rozzi speculatori “ globali. A tutti costoro serve ora di sbarazzarsi di ciò che rimane dello Stato SOCIALE  e di DIRITTO, cioè dei  suoi deboli controlli : la magistratura, l’informazione, la conoscenza , sia storica (scuola) che di attualità (notiziari e giornali).

Basta far prevalere l’investitura elettorale manipolata su ogni altra funzione costituzionale e sociale.

La questione elementare è allora questa : i congressi dei partiti di sinistra potranno e vorranno ribaltare i loro metodi o parleranno d’altro ? Quale spazio reale daranno agli attivisti ed alle lotte sociali, alle teorie marxiste e costituzionali  finora negate, alle soluzioni di sicuro interesse popolare  e di classe ?

 

 

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venerdì, 06 giugno 2008

monnezze0608

Monnezze e schifezze nell’emergenza rifiuti di Napoli   

nota di E. Giardino –www.webalice.it/enricogiardino          

Com’è noto, le emergenze portano bene a chi sa approfittarne per introdurre misure “eccezionali”, adottate con la forza e con urgenza. In Campania, i due partner collusi dello scandalo “rifiuti”- le Istituzioni e gli affaristi (anche mafiosi)- si preparano a gestire l’emergenza da loro creata con gli stessi attori, le stesse logiche, ed una sola variante: l’uso della forza contro le vittime dei loro delitti.Se lo schema autoritario ed anticostituzionale “passa” a Napoli, potrà essere esteso ovunque e per altre  emergenze “ impopolari”: le basi militari USA, i siti nucleari e militari , i depositi di scorie, e così via.

A due anni dall’uscita del libro di Roberto Saviano- Gomorra –anche il Presidente Napolitano ha detto che la Campania è stata anche – e per decenni - la “pattumiera” di rifiuti nocivi del Nord Italia. Una ”pattumiera tossica” che ha fruttato miliardi di euro a prenditori privati (anche mafiosi) con la copertura delle Istituzioni pubbliche, non solo locali. I  rifiuti spediti  ora in Germania, sono stati bloccati perché radioattivi.

Invece che pianificare lo smaltimento dei rifiuti ed il loro trattamento legale,  il tandem pubblico-privato ingoiava tangenti ed appalti per miliardi di euro- con la copertura dei media- senza adottare alcuna delle misure per le quali veniva eletto e strapagato. Miracoli del “mercato”, degli appalti e delle nostre elezioni.
Gli stessi operatori “ecologici” assunti - come ha documentato Report su RAI3 – venivano lasciati inattivi, mentre i rifiuti urbani inondavano le strade  di Napoli e dintorni. Il Governo Prodi - in difficoltà per le gravi responsabilità del governatore Bassolino (pidiessino) e per la crisi che ne ha prodotto la caduta e la debacle elettorale – ha cincischiato, incapace di adottare soluzioni drastiche contro un forte apparato di potere, consolidato e coeso. Il Governo Berlusconi ha pensato invece di usare a suo vantaggio l’emergenza in atto, introducendo uno schema autoritario e decisionista, utile oggi in Campania per la “mondezza”, domani ovunque,  per ogni altra “emergenza nazionale”.

Le discariche diventano “ affare e  segreto di Stato” : chi le contesta - o ci mette becco - può essere arrestato ed incarcerato. “ Basta ribellioni contro lo Stato” proclama Napoletano che confonde  lo Stato con il governo, criminalizzando il dissenso sociale che è un diritto costituzionale. Sarà il “Parlamento sovrano” a ratificare i decreti emessi , cioè la squadra di Berlusconi eletta con la truffa elettorale maggioritaria.Intanto i grandi mass-media trovano “infiltrazioni mafiose” - non nella gestione della “monnezza” di ieri, di oggi e di domani--ma tra i cittadini che dissentono e che chiedono garanzie, finora sempre negate.

Un dictat governativo autoritario che nulla modifica della scandalosa situazione pregressa : né gli attori (amministratori e gestori privati inquisiti ), né le logiche speculative, né le impunità o i controlli inesistenti.E’  ora l’esercito che impedisce l’accesso alle discariche a tutti, tranne che a quelli che ci lucrano.

Una imposizione autoritaria che viola le direttive europee in materia ambientale : esse impongono il diritto di informazione e di partecipazione per i cittadini interessati. Discariche e siti di rilievo ambientale sono bacini di interesse popolare – di valore costituzionale- non monopolio governativo e militare.Perciò la manifestazione del 2 giugno a Napoli è stata una manifestazione nazionale : i manifestanti hanno compreso la portata nazionale e democratica della partita che si sta giocando a Napoli.Per lo stesso motivo i grandi mass-media l’hanno ignorata o manipolata, presentando come “egoismi di minoranze pilotate “ la lotta popolare per la gestione del “territorio”, prima ancora che dei rifiuti.Intanto l’immondizia nelle strade rimane. Nessuno pensa di rompere con l’andazzo precedente, pianificando lo smaltimento ed il trattamento dei rifiuti urbani su nuove basi, come in ogni altro Paese del mondo : con la raccolta differenziata, con la riduzione del materiale inerte, con il riuso dei rifiuti, ecc. E’ questo che chiedono- insieme a garanzie di tutela biologica ed ambientale – le popolazioni, non solo i locali.

Peraltro le logiche  e le misure che questo governo sta adottando, anche in altri campi, sono significative.

L’emergenza “sicurezza”  - creata con una ipocrita e pretestuosa campagna politica e mediatica – si converte nella criminalizzazione degli immigrati, che perfino l’Unione europea contesta.

L’emergenza “debito pubblico e caro-vita” viene usata per punire e vessare gli impiegati pubblici.

In materia radiotelevisiva invece,  le meraviglie del “digitale” coprono ogni altra violazione : rete4 mantiene le frequenze di Europa7 ed i cittadini italiani pagheranno le spese di questa reiterata ed impunita violazione.Qui il Consiglio di Stato - dopo una lunga e colpevole inerzia giudiziaria - rinvia la palla a … Berlusconi, cioè a colui che è causa ed attore interessato della indebita appropriazione radiotelevisiva.

In realtà l’emergenza più grave è quella della “scomparsa” dell’opposizione istituzionale e partitica.

 

Roma 7 giugno 2008

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giovedì, 05 giugno 2008

immigrazione0608

Immigrazione ed ipocrisia capitalista

nota di E. Giardino - forum DAC- www.webalice.it/enricogiardino

 La causa principale dei flussi immigratori in Europa è l’imperialismo, per almeno due ragioni convergenti.

Perché affama i Paesi da cui partono gli immigrati e perché ha interesse a sfruttarli “in nero”sul suo territorio. Perciò questo problema sociale ed umano- come ogni altro- non ha soluzioni razionali in ambito capitalista e viene gestito con il “bastone” e con l’ipocrisia.

 Da qui derivano altri fenomeni degenerativi- razzismo, xenofobia, fascismo, lotta tra sfruttati (italiani) ed ipersfruttati (immigrati)- che il capitalismo autoritario cavalca a suo vantaggio, come si evince dai risultati elettorali e dalle soluzioni politiche. Solo una pianificazione statuale ,nazionale ed europea, dell’economia, dei redditi, del lavoro e delle esigenze vitali delle persone, può risolvere questo, come altri problemi elementari del mondo attuale. Ma nessuno lo dice e l’ipocrisia regna sovrana.

 Il fenomeno migratorio e la sua gestione costituzionale

In Italia (ed in Europa) arrivano cittadini stranieri di due tipologie : coloro che richiedono asilo politico (in modo motivato) e coloro che fuggono dalla fame e dalla disoccupazione del loro Paese.

Per i primi la nostra Costituzione così recita (art. 10) : “…. lo straniero al quale sia impedito nel suo Paese l’esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge”. Altro che arresti o espulsioni coatte !.

Per i secondi, in cerca di lavoro e di sopravvivenza, si tratta di stabilire se tali condizioni esistano oppure no.

Se esistono- almeno per una quota-parte di essi – costoro vanno accolti, inseriti in un lavoro regolare ed aiutati ad inserirsi nel tessuto abitativo e scolastico delle città in cui lavorano ( come per gli italiani). Ciò implica l’emersione della DOMANDA di lavoro, la garanzia del lavoro e del salario minimo, la pianificazione di una sistemazione di vita, legata alle loro possibilità economiche. Si tratta di elementi “scomodi” per chi è abituato a sfruttare il lavoro “elemosina”, ad evadere le tasse, a speculare sugli affitti, a nascondere profitti, a ricattare i lavoratori …e così via continuando.  Perciò molti italiani sono “immigrati” in patria, senza garanzie minime di lavoro e di vita : da qui nasce la lotta tra poveri e tra precari. In queste condizioni, non c’è  una graduazione possibile degli standard di vita tra cittadini ed immigrati.

Per quelli che sono in eccesso rispetto alla domanda di lavoro (disoccupati) le soluzioni necessarie sono del tutto simili a quelle che servono per i disoccupati italiani, applicabili a quote prefissate di immigrati :

-          si può assicurare un salario ed un alloggio di sussistenza , in attesa di un inserimento lavorativo;

-          si possono inviare – previo accordo- verso altri Paesi che necessitano di quella manodopera ;

-          si possono rinviare al Paese d’origine a spese dello Stato, con un fondo europeo di cooperazione.

In tutto questo , la criminalità e la sicurezza non c’ entra nulla: è solo un pretesto ignobile e fasullo.

Se chi è arriva è  già un delinquente schedato segue la sorte di ogni altro delinquente europeo. Se delinque nel nostro Paese, segue la sorte di ogni cittadino nelle stesse condizioni. Se non ha mezzi per difendersi- come per ogni cittadino italiano- deve esservi una difesa d’ufficio (art. 24 della Costituzione).

In ogni caso, L’Unione europea e lo Stato italiano, invece di sfruttare ed affamare gli Stati da cui partono o di armare guerre e distruzioni costosissime, possono fare altro, rimuovendo le cause di immigrazione.

Possono sostenere gli Stati meno abbienti con una serie di misure, in modo da ridurre le partenze disperate.

Possono creare posti di lavoro per mezzo di iniziative bilaterali, in modo da lasciare i lavoratori dove stanno.

Possono attivare politiche solidali che riducano i problemi sociali dei lavoratori tutti (immigrati e non).

Se si invoca di continuo la “globalizzazione” bisogna gestirne tutte le conseguenze : non sola la concen- trazione dei capitali e dei profitti privati, ma quella dei bisogni vitali, dei diritti e delle giuste soluzioni.

Il fatto è che l’Europa non ha una sua Costituzione che fissi valori, principi e regole paritarie per tutti i cittadini europei, prima ancora che per gli immigrati. E’ l’Europa dei banchieri , delle armi e dei Capitali che vogliono profitti “liberi” e  lavoro “flessibile” , al più basso prezzo e da chiunque fornito.

Perciò siamo lontanissimi da un approccio semplice, umano e costituzionale. Da qui l’ipocrisia e gli slogan.Perfino i partiti di “sinistra” balbettano e cincischiano dentro una deriva politica  e mediatica che sotto lo slogan fasullo della “sicurezza” fa lievitare istinti disumani, ipocrisie, paure irrazionali, ronde fasciste e razziste. Tutti elementi che servono ad un regime autoritario per tenere in scacco i suoi “sudditi” sfruttati.

  
Roma 5 giugno 2008

 

 

 

 

 

 

 

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immigrazione0608

Immigrazione ed ipocrisia capitalista

nota di E. Giardino - forum DAC- www.webalice.it/enricogiardino

 La causa principale dei flussi immigratori in Europa è l’imperialismo, per almeno due ragioni convergenti.Perché affama i Paesi da cui partono gli immigrati e perché ha interesse a sfruttarli “in nero”sul suo territorio. Perciò questo problema sociale ed umano- come ogni altro- non ha soluzioni razionali in ambito capitalista e viene gestito con il “bastone” e con l’ipocrisia.

 Da qui derivano altri fenomeni degenerativi- razzismo, xenofobia, fascismo, lotta tra sfruttati (italiani) ed ipersfruttati (immigrati)- che il capitalismo autoritario cavalca a suo vantaggio, come si evince dai risultati elettorali e dalle soluzioni politiche. Solo una pianificazione statuale ,nazionale ed europea, dell’economia, dei redditi, del lavoro e delle esigenze vitali delle persone, può risolvere questo, come altri problemi elementari del mondo attuale. Ma nessuno lo dice e l’ipocrisia regna sovrana.

 Il fenomeno migratorio e la sua gestione costituzionale

In Italia (ed in Europa) arrivano cittadini stranieri di due tipologie : coloro che richiedono asilo politico (in modo motivato) e coloro che fuggono dalla fame e dalla disoccupazione del loro Paese.

Per i primi la nostra Costituzione così recita (art. 10) : “…. lo straniero al quale sia impedito nel suo Paese l’esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge”. Altro che arresti o espulsioni coatte !.

Per i secondi, in cerca di lavoro e di sopravvivenza, si tratta di stabilire se tali condizioni esistano oppure no.Se esistono- almeno per una quota-parte di essi – costoro vanno accolti, inseriti in un lavoro regolare ed aiutati ad inserirsi nel tessuto abitativo e scolastico delle città in cui lavorano ( come per gli italiani).Ciò implica l’emersione della DOMANDA di lavoro, la garanzia del lavoro e del salario minimo, la pianificazione di una sistemazione di vita, legata alle loro possibilità economiche. Si tratta di elementi “scomodi” per chi è abituato a sfruttare il lavoro “elemosina”, ad evadere le tasse, a speculare sugli affitti, a nascondere profitti, a ricattare i lavoratori …e così via continuando.  Perciò molti italiani sono “immigrati” in patria, senza garanzie minime di lavoro e di vita : da qui nasce la lotta tra poveri e tra precari. In queste condizioni, non c’è  una graduazione possibile degli standard di vita tra cittadini ed immigrati.

Per quelli che sono in eccesso rispetto alla domanda di lavoro (disoccupati) le soluzioni necessarie sono del tutto simili a quelle che servono per i disoccupati italiani, applicabili a quote prefissate di immigrati :

-          si può assicurare un salario ed un alloggio di sussistenza , in attesa di un inserimento lavorativo;

-          si possono inviare – previo accordo- verso altri Paesi che necessitano di quella manodopera ;

-          si possono rinviare al Paese d’origine a spese dello Stato, con un fondo europeo di cooperazione.

In tutto questo , la criminalità e la sicurezza non c’ entra nulla: è solo un pretesto ignobile e fasullo.Se chi è arriva è  già un delinquente schedato segue la sorte di ogni altro delinquente europeo. Se delinque nel nostro Paese, segue la sorte di ogni cittadino nelle stesse condizioni. Se non ha mezzi per difendersi- come per ogni cittadino italiano- deve esservi una difesa d’ufficio (art. 24 della Costituzione).

In ogni caso, L’Unione europea e lo Stato italiano, invece di sfruttare ed affamare gli Stati da cui partono o di armare guerre e distruzioni costosissime, possono fare altro, rimuovendo le cause di immigrazione.

Possono sostenere gli Stati meno abbienti con una serie di misure, in modo da ridurre le partenze disperate.

Possono creare posti di lavoro per mezzo di iniziative bilaterali, in modo da lasciare i lavoratori dove stanno.

Possono attivare politiche solidali che riducano i problemi sociali dei lavoratori tutti (immigrati e non).

Se si invoca di continuo la “globalizzazione” bisogna gestirne tutte le conseguenze : non sola la concen- trazione dei capitali e dei profitti privati, ma quella dei bisogni vitali, dei diritti e delle giuste soluzioni.

Il fatto è che l’Europa non ha una sua Costituzione che fissi valori, principi e regole paritarie per tutti i cittadini europei, prima ancora che per gli immigrati. E’ l’Europa dei banchieri , delle armi e dei Capitali che vogliono profitti “liberi” e  lavoro “flessibile” , al più basso prezzo e da chiunque fornito.

Perciò siamo lontanissimi da un approccio semplice, umano e costituzionale. Da qui l’ipocrisia e gli slogan.Perfino i partiti di “sinistra” balbettano e cincischiano dentro una deriva politica  e mediatica che sotto lo slogan fasullo della “sicurezza” fa lievitare istinti disumani, ipocrisie, paure irrazionali, ronde fasciste e razziste. Tutti elementi che servono ad un regime autoritario per tenere in scacco i suoi “sudditi” sfruttati.

  
Roma 5 giugno 2008

 

 

 

 

 

 

 

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