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Questo blog tratta le questioni relative ai diritti comunicativi- attivi e passivi- di popoli, cittadini-utenti ed operatori della comunicazione.

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mercoledì, 12 dicembre 2007

Elezioni108

 Truffe elettorali e sovranità popolare

(Enrico Giardino – 12 gennaio 2008)

 I maggiori partiti italiani stanno trattando i temi elettorali - cioè la rappresentanza costituzionale delegata- come un loro affare privato : mirano ad incrementare i loro voti nel vuoto di programmi e di impegni misurabili. Vogliono emarginare le istanze popolari espresse dai partiti più deboli, in termini di danaro e di potere mediatico. Si tratta dell’ennesima beffa ai danni della sovranità popolare delegata. Una truffa che stravolge l’atto fondamentale della democrazia parlamentare : le elezioni ed il loro ruolo costituzionale.

Da qualche mese i partiti maggiori – di maggioranza  e di opposizione-  stanno brigando per costruirsiun feudo elettorale di comodo che – nel vuoto di programmi e di impegni vincolanti – li renda egemoni nella loro politica consociativa, anticostituzionale, antisociale ed antipopolare. Il giogo bipolare ed altri trucchi (collegi, sbarramenti,ecc.)  vengono usati per asservire ed emarginare  i partiti  di ispirazione sociale e popolare. In questo modo le istanze e tutti i diritti  popolari e sociali – non solo quelli di rappresentanza- scompaiono, nel nome della governabilità (fasulla) e della modernità (fasulla).

Qualche leader si spinge a dire che “alla gente non interessano le riforme elettorali” : come se le elezioni non fossero l’unico atto costituzionale in cui si esercita la sovranità popolare delegata.Una sovranità popolare che dovrebbe poter valutare : mandato, programmi, candidati e risultati conseguiti.Non di questo si discute, la diatriba  partitica riguarda voti, seggi, sbarramenti ed altri artifici oligarchici.Il ricatto contingente è quello del referendum proposto, peggiorativo della truffa elettorale vigente.

E’ molto grave che anche i partiti della neonata “sinistra-arcobaleno” si presentino divisi a questo appuntamento o , peggio , ne subiscano le logiche aberranti ed anticostituzionali. Né è casuale che la controriforma elettorale venga associata a quella costituzionale , in violazione della volontà popolare espressa con nettezza nel referendum del  giugno 2006. Di qui l’appello che alcuni di noi stanno lanciando nel 60^ anniversario della nostra Carta costituzionale.Un sistema elettorale che , stravolgendo l’impianto costituzionale :

-  impedisca l’esercizio della sovranità popolare delegata su programmi, candidati e risultati ;

-  cancelli liste , candidati e programmi “invisi” ai poteri forti ;

-  ignori e manipoli diritti di conoscenza, di informazione, di comunicazione e partecipazione dei cittadini ; 

-  penalizzi  - nelle risorse e nei mass-media - candidati e programmi di matrice sociale e popolare ;

-  impedisca il controllo e la revoca dei candidati eletti, perché indegni ed inadempienti.

E’ un sistema elettorale che va contrastato in tutte le sedi e con il massimo di determinazione cosciente.

Da tempo abbiamo indicato la necessità di realizzare un sistema elettorale proporzionale, senza collegi o sbarramenti, nel quale si confrontino alla pari (in termini economici e mediatici), programmi, candidati ed impegni vincolanti e misurabili con relativa revoca di mandato (www.romacivica.net/forumdac).

Un sistema nel quale le candidature ed i programmi  non siano solo partitici, ma  anche sociali e popolari.Un sistema che realizzi la governabilità effettiva sulla base di programmi condivisi e maggioritari.Un passo decisivo per rifondare il modo di far politica e di comunicare la  politica.Politica e mass-media sono ormai inscindibili, perciò debbono essere rifondati contestualmente.

Perciò la riforma elettorale o quella radiotelevisiva e comunicativa non sono un affare privato di questi partiti- in particolare di quelli più arroganti- ma un nodo decisivo della democrazia costituzionale.Ciascun leader politico- quale che sia il suo risultato elettorale- deve onorare  e rispettare la Costituzione che gli fornisce i presupposti della legittimazione istituzionale.
Il degrado politico, costituzionale, morale , mediatico e culturale che stiamo subendo da anni sta determinando un forte ripudio popolare verso i “rappresentanti” accreditati. Una deriva che deve preoc- cuparci, perchè fa comodo a chi punta su regimi autoritari ed oligarchici, presidenzialisti e plebiscitari.

 

 










assemblea91207                

L’assemblea nazionale della sinistra unita a Roma

riflessione di E. Giardino – Forum DAC                                                       

                     L’assemblea della sinistra unita a Roma ha dimostrato che il percorso della nuova sinistra unita- appena promesso- costituisce una scommessa complessa, ma necessaria ed auspicata da larghi strati del popolo di sinistra. Le forme, le regole e le procedure elettive e  decisionali di questo nuovo soggetto( partitico- associativo) sono ancora da scrivere: esse richiedono una rifondazione delle logiche e delle prassi partitiche oggi invalse. Il successo dell’iniziativa dipenderà dalla misura in cui questa rifondazione sarà praticata concretamente. Fino ad allora saranno giustificate le critiche, le perplessità e le diffidenze di altri soggetti di sinistra “scettici”su questa iniziativa.

 E’ un fatto largamente positivo che i partiti della sinistra italiana - finora divisi , litigiosi e deludenti rispetto ai problemi ed alle esigenze della società – si mettano a discutere per realizzare un nuovo soggetto politico di sinistra,  fatto di partiti, movimenti, associazioni, sindacati, persone.Si tratta di una esigenza vitale  e di una aspirazione diffusa che va ben oltre i momento elettorale e la specifica collocazione istituzionale del nuovo soggetto (governo/opposizione).Una aspirazione ed una scommessa che, per essere credibile ed efficace, deve basarsi su un progetto innovativo di medio e breve periodo che definisca anzitutto i valori, l’identità,  le forme, le procedure elettive e decisionali, le verifiche di mandato ed altri aspetti decisivi,  di un soggetto che si vuole nuovo,partecipato, trasparente, controllabile ed efficace sulla sua azione politica quotidiana.Un soggetto nel quale sia data pari dignità ed attenzione alle persone, per le storie e le proposte che esprimono, più che per le “appartenenze”di sigla o notorietà mediatica.

Ma nell’ assemblea - molto partecipata - dell’8-9 dicembre u.s., una simile riflessione collettiva è mancata totalmente: così gli 8 workshps tematici programmati – da chi e con quali logiche ? - hanno eluso la questione principale- il soggetto da creare – per dare spazio alle problematiche della politica corrente. Gli interventi sono stati - come  prevedibile - testimonianze sui problemi dei vari settori, con forti rilievi critici  rispetto al governo Prodi ed agli stessi partiti di sinistra presenti.Dunque una panoramica - anche ripetitiva, settoriale e parziale- dei problemi politici  in agenda.

Parziale,  perché  sono mancati titoli che mi sembrano essenziali,come ad esempio:

a)- il ruolo dello Stato e delle sue funzioni costituzionali, conculcati dalla globalizzazione imperialista e dalla occupazione illegale dei partiti (lottizzazione), con tutte le conseguenze che ne derivano (finanziamenti illeciti, subalternità al privato, perdita di potere e di autonomia,ecc.).

b)- L’appropriazione privatistica di diritti essenziali all’esercizio della sovranità popolare delegata, come i diritti comunicativi, di rappresentanza, monetari, giudiziari , civili e di controllo.

c)- la corruzione  partitica, individuale ed istituzionale – con le sue cause strutturali endemiche

d) il ruolo dell’imperialismo armato e bugiardo , causa primaria dei crimini e dei danni contro l’umanità

6)- Il valore della nostra Costituzione antifascista e le ragioni del suo stravolgimento eversivo

 La stessa articolazione dei temi ed il dibattito che ne è scaturito hanno  messo in luce- a mio avviso- limiti teorici, terminologici e culturali,tipici della politica e del giornalismo corrente.Così i problemi di conoscenza vengono ridotti a quelli della Scuola e della Ricerca. La Cultura, senza aggettivi, come un bene comune indistinto da valorizzare. La Ricerca ,come Ricerca industriale e di “sviluppo tecnologico” (quale che sia ? ). Ma i processi di conoscenza passano oggi da altri canali; la Scuola italiana non fornisce cultura politica  e cultura comunicativa critica. La cultura non è entità astratta e indefinita, bisogna qualificare le culture :  politica,  costituzionale, comunicativa, scientifica, storica, economica, sociale e così via elencando. Di quale abbiamo anzitutto bisogno oggi ? Per la sinistra la Ricerca deve essere prima di tutto ricerca politica (costituzionale) e ricerca comunicativa.Ma la riflessione pregiudiziale- come ho  già scritto- riguarda, a mio avviso, la identità, la forma, la organizzazione elettiva , decisionale e di verifica ; il grado di trasparenza, di partecipazione e di controllo che il nuovo soggetto saprà realizzare per neutralizzare i guasti della partitocrazia attuale : leaderismo, autoreferenzialità, distacco dai problemi e dalle soluzioni necessarie, privilegi d’apparato,ecc.In positivo, si tratta di organizzare il nuovo soggetto in modo da garantire questi diritti :

- diritti comunicativi e propositivi paritari per tutti i soggetti componenti ;

- sistemi di rappresentanza di tipo elettivo con revoca di mandato, senza aprioristici privilegi di status

- processi decisionali di sintesi , basati sulla qualità delle soluzioni e sul  consenso di base maggioritario

- verifica puntuale delle decisioni assunte e dei risultati conseguiti.

- struttura della federazione e suo funzionamento in  rapporto a tutti i soggetti componenti

 Una simile organizzazione decisionale ed operativa richiede una struttura a rete comunicante , i cui nodi  sono i soggetti che compongono la federazione di cui si parla (E.Giardino- Unità della sinistra, presupposti di metodo e di contenuto- 17 ottobre 2007).

Perciò la comunicazione- come fattore di conoscenza, di partecipazione  e di controllo- diventa essenziale, sia per il funzionamento del nuovo soggetto politico, sia nel suo rapporto con il mondo esterno.Eppure la parola comunicazione non era nemmeno nei  titoli degli workshops dell’assemblea.

Come se la comunicazione imperante non condizionasse  il “senso comune” con il quale milioni di persone vedono la nascita ed il percorso di questo stesso soggetto politico. Uno strano paradosso quindi : più gli strumenti del comunicare diventano mercificati , pervasivi e monopolistici, più la sinistra se ne disinteressa.

Il regista Pasquale Scimeca , nel forum dedicato alla cultura (politica)  ha evocato due grandi intellettuali della sinistra italiana : Gramsci e Pasolini. Entrambi si sono occupati di egemonia e dei modi per conquistarla in una ottica di classe. Se fossero vivi , cosa direbbero in tema di comunicazioni di massa ?Dopo 30 anni che l’UNESCO ha definito il diritto a  comunicare come diritto universale e come superamento del concetto oligarchico di “libertà di informazione”, giornalisti e politici nostrani continuano ad usarlo- per ragioni di casta- accreditando il monopolio anticostituzionale dei giornalisti sulla “informazione”(in realtà,disinformazione, mistificazione, propaganda oligarchica di consenso).In definitiva , senza una nuova cultura politica  e comunicativa capace di identificare il soggetto della trasformazione ed il suo percorso politico - tattico e strategico – la partecipazione e la democrazia costituzionale diventano una chimera irraggiungibile.

In questo senso il progetto di sinistra-unita è una sfida ed un modello di sovranità popolare delegata e partecipata di valore nazionale e generale, come sancito dalla nostra Costituzione antifascista. In ciò sta l’ispirazione maggioritaria , nazionale ed internazionale che la sinistra unita può perseguire.Definito il  nuovo soggetto e le sue regole elettive e decisionali, è possibile stabilire priorità, soluzioni, comportamenti conseguenti. I soggetti diversi che lo compongono possono e debbono mantenere le loro identità, con la sola condizione che esse non confliggano tra loro, cioè siano compatibili.

La nostra Costituzione rende compatibili storie e culture politiche diverse , purchè antifasciste :  marxista (socialista e comunista), ambientalista, cattolica, costituzionalista, laica ,ecc.

L’iniziativa economica  privata è libera , ma non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità della persona umana (art.41) Perciò “ai fini dell’utilità generale la legge può riservare o trasferire, mediante espropriazione, allo Stato,ad Enti pubblici o a comunità di lavoratori o di utenti, determinate imprese o categorie di imprese di preminente interesse generale ((art. 43). Cioè trasporti, energia, sanità, telecomunicazioni.Noi li stiamo privatizzando e mercificando, stiamo dando alle Imprese licenza di uccidere e di licenziare, stiamo consegnando alla “iniziativa economica privata” ed ai partiti- privati il monopolio dei processi politici, comunicativi, monetari, elettivi, sociali e civili propri di uno Stato sovrano. Così come stiamo consegnando ad altri imperi- USA e Vaticano – i destini culturali, politici e sociali della nostra Nazione.

L’art.43 viene ignorato, l’art. 41 viene evocato dai liberisti che chiedono “carta bianca” su tutto. Eppure i nostri delegati governano in nome della- e giurano  sulla- nostra Costituzione.

Non dovremmo invece usare la nostra Costituzione antifascista e laica- ribadita da un recente referendum popolare – come terreno comune vincolante per tutti i soggetti della sinistra- unita ?

  Roma 10 dicembre 2007

 

 

 

 

 

 

 

postato da: forumdac alle ore 12:14 | link | commenti
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