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Questo blog tratta le questioni relative ai diritti comunicativi- attivi e passivi- di popoli, cittadini-utenti ed operatori della comunicazione.

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mercoledì, 28 novembre 2007

Assemrai261107

L’assemblea sindacale dei lavoratori RAI  

Roma- Mazzini  26 nov. 2007- nota di E. Giardino – Forum DAC

 

Le ultime nefandezze berlusconiane contro la residua credibilità della RAI  hanno spinto tutti  i sindacati RAI- divisi e silenti da lungo tempo- ad indire un’assemblea dei lavoratori RAI nella sala mensa di viale Mazzini a Roma, presenti il presidente Petruccioli  ed i consiglieri Curzi e Rizzo Nervo. I consiglieri  del centro-destra, pur invitati, hanno ritenuto di disertare l’assemblea, come se le sorti della RAI e di coloro che vi lavorano non li riguardassero Ho assistito all’assemblea e ne ho tratto questa nota personale.

 

Da pensionato impegnato - già sindacalista CGIL e dirigente RAI  - sono andato alla assemblea con un misto di emozione, di partecipazione  e di curiosità, per ascoltare la voce dei lavoratori (non giornalisti ),  una categoria assente da giornali e TV, da tempo silenziosa, se non per il sito WEB –www.sediregionali.it- e per qualche comunicato sindacale che circola solo all’interno dell’azienda.

Una assemblea molto affollata, che mi ha ricordato le tante del passato, nelle quali alcuni di noi- senza tessere partitiche e senza padrini aziendali – avevano denunciato con forza e lungimiranza i disastri del  berlusconismo, del privatismo, della lottizzazione partitica , indicando soluzioni sempre disattese.Da qui il degrado pilotato e mercantile del servizio pubblico radiotelevisivo, in termini ideativi-produttivi,  economico-gestionali, di legittimazione , di credibilità , di qualità dei programmi e della informazione.

Ma allora come oggi, le forze esterne ed interne alla RAI- parlamentari,  governi, organi di garanzia, partiti, sindacati, intellettuali, giornalisti, associazioni dei cittadini-utenti – continuano sostanzialmente ad ignorare o a sottovalutare il problema, una nodo decisivo della democrazia costituzionale italiana.Molti interventi  hanno sottolineato il degrado ormai insostenibile imposto all’azienda RAI, dall’esterno e dall’interno, per decenni e da governi diversi. Si è parlato di punto di non ritorno, di ultima spiaggia, di collasso crescente, di paresi ideativa - produttiva, di stallo decisionale ed operativo,  subito o tollerato.La testimonianza – umanissima e dolorosa- di una anziana programmista RAI –Claudia Aloisi ha ben rappresentato il clima di sconforto, di impotenza, di incredulità dei lavoratori RAI in questa fase.

La rabbia e la indignazione dei lavoratori non riguardano solo l’ultimo scandalo- le intercettazioni telefoniche Mediaset –RAI – ma tutte le funzioni vitali di una azienda di valore costituzionale : la qualità dei programmi e dell’informazione, gli appalti immotivati, le sperequazioni salariali e professionali, gli sprechi e l’arbitrio dei feudi aziendali partitici, il ruolo umiliante imposto a figure professionali decisive.I programmisti che diventano “contabili” per conto di ditte d’appalto esterne (Euroscena, Endemol, ecc.); i tecnici e gli operatori che lavorano in condizioni di ricatto, di blocco degli straordinari, con apparati obsoleti, con minimi stipendiali ormai inaccettabili.

Come se non bastasse, nei recenti incontri  sindacali per il rinnovo contrattuale , il capo del Personaleha prefigurato “lacrime e sangue” per i lavoratori, annunciando un deficit nel bilancio aziendale. Aumentano gli obblighi della RAI, ma le sue due risorse- canone e pubblicità- rimangono ferme . Come si spiega  il deficit RAI , mentre i salari perdono potere d’acquisto, i programmi peggiorano, gli straordinari si bloccano , gli investimenti latitano ? Chi ,cosa e come si arriva ad un tale deficit scaricato poi sui lavoratori in CCL ?

Un lavoratore della sede RAI di Napoli ha richiamato i guasti della sua e delle altre sedi regionali.Dunque un allarme forte, motivato ed amaro che tutti i responsabili dovrebbero raccogliere, non solo i sindacati interni. Si teme il commissariamento, come colpo finale di una disastro pianificato. Due interventi hanno evocato l’ipotesi di uno sciopero generale : ma questi sindacati lo faranno ?

Tuttavia le responsabilità – interne ed esterne , antiche  e recenti – di una tale disastro, non emergono. Tantomeno i rimedi e le soluzioni per cambiare rotta.

Il discorso che Petruccioli legge, conferma tutta la drammaticità della situazione. Sulle “intercettazioni” .La commissione di inchiesta RAI verificherà le violazione del codice  etico e- se del caso-  disporrà le relative sanzioni. Il Consiglio di Stato si esprimerà sul caso Petroni il 4 dicembre p.v. Petruccioli lamenta che i partiti- che egli chiama politica- non abbiano fatto ancora un passo indietro sulla RAI, quindi non c’è autonomia aziendale. Ma lui non è parte di queste lottizzazioni e dei suoi guasti ultradecennali ?

Quando e come si è opposto al berlusconismo ed alle sue peggiori nefandezze ? Dice ora del conflitto di interessi e dell’anomalia tutta italiana , auspica che il governo approvi rapidamente il DDL Gentiloni. Ma la  fondazione” proposta dal Ministro non sarà ancora lottizzata ? Le critiche alla politica di Gentiloni sono ancora più gravi,  perché  egli tradisce il programma dell’Unione e non impedisce alla RAI di essere ancora “ serva “ di Mediaset, come appunto dimostrano i suoi programmi e  le  ultime “intercettazioni”.

Petruccioli rivendica al sua CdA il merito di aver varato il “piano industriale” e le “strategie editoriali” .Ma quale valore e credibilità hanno questi atti nel contesto disastroso che egli stesso evoca ?

 

 

 

 

postato da: forumdac alle ore 17:26 | link | commenti
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mercoledì, 21 novembre 2007

Utopiacivica1107

Perché penalizzare le Associazioni NO profit ?
La fine di una lunga ospitalità sulla  rete civica di Roma – di Enrico Giardino

La  “rete civica romana” è uno spazio ed uno strumento telematico istituzionale - presente in moltissimi Comuni italiani- che realizza un rapporto comunicativo e partecipativo- diretto e bidirezionale-  tra cittadini ed Istituzione locale. Le reti civiche si espandono ovunque, anche grazie alle nuove tecnologie.
Da 12 anni la rete civica romana ospita gratuitamente i siti WEB di alcune decine di *associazioni NO profit” con relativo servizio di posta elettronica. Ora il Comune di Roma e l'assessore  Cecilia D'Elia , responsabile del XVII ^ dipartimento,  hanno deciso -unilateralmente- di chiudere questo spazio telematico alle associazioni no profit .Il dipartimento concede solo un  link  alle associazioni che ne facciano richiesta, dietro la presentazione di una serie di documenti . Un danno forte ed immotivato per i cittadini –utenti- che non troveranno più su romacivica siti che visitano da anni-  ma anche per le Associazioni no profit che perderanno una “sponda istituzionale”utile anche agli amministratori pubblici. Le motivazioni della chiusura  - indicate in una trentina di righe - appaiono deboli, contraddittorie, infondate, controproducenti.
Deboli , perché si invocano le nuove opportunità tecnologiche -  non per sviluppare e rafforzare il rapporto  costituzionale con le Associazioni ,come avviene nelle situazioni più  democratiche - ma per cancellarlo e “scaricarlo” in ambito  privato..
Contraddittorie , perché in netto contrasto con le crescenti e conclamate promesse comunicative  e partecipative delle Istituzioni , non solo locali. Nella stessa sua  nota di chiusura il Comune così si esprime :“ Romacivica.net ha avuto un ruolo importantissimo nel costruire, insieme ad esperienze simili in altre città, un pezzo di democrazia del nostro Paese”Allora un simile ruolo va rilanciato o cancellato ?
Infondate , laddove si afferma che “ Il fiorire di esperienze di partecipazione digitale, di elaborazione di conoscenza e creazione artistica e culturale condivisa, di nuovi strumenti di comunicazione …suggeriscono che la questione di garantire lo spazio e gli strumenti in rete alle associazioni non è per fortuna più un problema “.  Il problema non è  tecnico, ma politico ed economico. Una rete telematica aperta alle associazioni ha un valore costituzionale, istituzionale e politico : realizza il diritto a comunicare- in senso attivo e passivo- per decine di associazioni  “deboli”che l’informazione commerciale privata – scritta ed audiovisiva- ignora e censura sistematicamente. Non da oggi è possibile avere siti privati a basso costo, ma  questa è appunto una soluzione privata. Né  il problema economico è irrilevante per  i volenterosi che fronteggiano già altri oneri.
Perciò nei Paesi più avanzati del nostro- dove WEB 2.0 e le nuove tecnologie sono realtà affermate- la partecipazione e le reti civiche “sociali” svolgono un ruolo ancora più incisivo e qualificato.
Controproducenti , perché una rete istituzionale aperta al sociale fornisce prestigio e credito democratico all’ Istituzione, contributi politici , reazioni sociali preziose a chi governa una città.
Il tutto a fronte di costi irrisori, perché la rete civica  rimane comunque operativa.
Come si coniuga una simile chiusura  con le continue dichiarazioni di “democrazia e partecipa- zione” che ci arrivano ogni giorno da tutti i partiti, dallo stesso sindaco Veltroni- neoleader del partito democratico-  fino a Berlusconi che lancia il  “partito del popolo” ?
Oggi più che mai, è necessario imprimere un salto di qualità – politico, organizzativo e tecnico – nel rapporto tra Istituzioni e associazioni no profit, superando la logica invalsa della ospitalità passiva e tollerata,  per arrivare ad un dialogo  qualificato, bilaterale , sistematico.
Se invece la “chiusura” è motivata da ragioni non dichiarate (o non dichiarabili come la censura),
allora è bene  evidenziarle, discuterne e trovare le giuste soluzioni. Una conferenza pubblica dedicata a questa  importante questione sarebbe utile e necessaria. I diritti associativi e civili- cioè politici- sono diritti costituzionali, non favori che gli amministratori concedono ai loro elettori.
E’ perciò  auspicabile che la decisione del Comune possa essere rivista. Se ciò accadesse, ne ricaverebbero un grande beneficio il Comune di Roma , le associazioni no profit ed i cittadini che
utilizzano i messaggi ed i servizi di queste Associazioni  su romacivica.

Roma 21 novembre 2007
postato da: forumdac alle ore 17:56 | link | commenti
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