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Questo blog tratta le questioni relative ai diritti comunicativi- attivi e passivi- di popoli, cittadini-utenti ed operatori della comunicazione.

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martedì, 01 dicembre 2009

Berlusconi deve essere processato per direttissima

( Enrico Giardino- www.webalice.it/enricogiardino)

 

Berlusconi deve essere processato per direttissima ,come Stefano Cucchi, trovato in possesso di pochi grammi di droga. Una rapida sentenza- di condanna o di assoluzione-che  sgombri il campo da ogni sospetto e strumentalizzazione. L’esito dei suoi processi- con accuse per reati gravissimi e reiterati- non può essere negato con la scusa della caduta del governo e della maggioranza eletta . Questa rimane anche con altro capo di governo che Napolitano nominerà (Cost. art. 92).

 

Berlusconi deve essere processato per direttissima per i reati gravissimi di cui è accusato da giudici diversi. Se innocente – come dice - sarà assolto subito e continuerà a governare . Se condannato, dovrà dimettersi, lasciando ad altra persona della sua maggioranza il compito di guidare un governo ed un Parlamento  che egli stesso ha riempito di suoi fiduciari. Avrà sempre modo di far valere la sua influenza  su Istituzioni ed organismi che egli controlla da sempre.

Infatti l’attuale sistema elettorale maggioritario con premio di maggioranza e sbarramento – antico- stituzionale, truffaldino e negatore della sovranità popolare - consegna al suo governo una maggioranza “bloccata” che si fa beffe del Parlamento e delle opposizioni , anche per l’uso continuo della “fiducia” (altra eversione constituzionale).

Sentenze rapide e trasparenti  sono necessarie ed urgenti, per una serie di ragioni.

 

- Perché la pretesa di impunità ed i modi che usa per perseguirla, mettono a grave rischio la tenuta del tessuto costituzionale di questo Paese, già così debole. Sbocchi totalitari - che egli stesso evoca (“guerra civile” o colpo di Stato ?)- sarebbero funesti e disastrosi.

- Perché i suoi conflitti personali si riflettono negativamente sulle sorti politiche, sociali e comunicative del Paese, dentro una crisi strutturale gravissima. La legge deve fare il suo corso, soprattutto verso chi ha l’obbligo di guidare il Paese con “ disciplina ed onore” (art. 54 Cost).

-Perché l’opinione pubblica e le Istituzioni europee e nazionali hanno il diritto di sapere chi le governa. L’Unione europea e il governo italiano pretendono di imporre al mondo ,con la forza delle armi, la loro “democrazia” . Potrebbe mai essere quella pretesa da Berlusconi ?

 

La vicenda berlusconiana evidenzia i guasti crescenti del “presidenzialismo” e delle “leggi elettorali maggioritarie”, voluti dall’asse PDL-PD. Il nostro Paese non può sommare ai guasti del capitalismo, della mafia, della bancarotta, anche quelli del berlusconismo impunito.

Il rilancio della giustizia è auspicabile, proprio a partire da rapide sentenze sul cavaliere.

Non sono le “toghe a debordare” : esse vengono vilipese , criminalizzate e paralizzate da Berlusconi,   proprio mentre svolgono il loro ruolo istituzionale nei suoi confronti.

Tutti gli eletti hanno titolo per governare, ma in assenza di pendenze penali irrisolte : un principio ovvio che ha già  “dimissionato  altri presidenti ”, ma non Berlusconi.

 

 

Ciclostilato in proprio- 1 dicembre 2009

 

postato da: forumdac alle ore 14:55 | link | commenti
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venerdì, 13 novembre 2009

fsa71109

Roma : emergenza abitativa e cittadina

(nota di Enrico Giardino – www.webalice.it/enricogiardino- 7 nov. 2009)

 

Due partiti di sinistra –PRC e PdCI di 3 municipi di Roma nord- hanno organizzato un incontro pubblico sul tema in oggetto, invitando soggetti sociali impegnati da anni su queste problematiche. Il titolo della iniziativa “La città futura” richiama Gramsci e il marxismo, cioè due figure dimenticate e desuete.E’ necessario commentare l’incontro, sia nel metodo che nei contenuti, con l’auspicio che esso serva a produrre una piattaforma politica sui temi in questione.       


 

Da molti anni i soggetti sociali invitati a questo incontro si battono sui temi dell’assetto urbanistico e della emergenza abitativa a Roma. Sindaci diversi –da Darida a Veltroni, fino ad Alemanno oggi- hanno fatto promesse elettorali, regolarmente tradite e capovolte durante il loro mandato. Il sacco di Roma e la speculazione abitativa (saltata la legge dell’equo canone) hanno imperversato nella città impunemente, grazie ad una serie di stratagemmi  messi in atto – consociativamente- da palazzinari, amministratori locali, sindacati inquilini e legislatori nazionali (accordi di programma, liberalizzazione degli affiiti, condoni edilizi,

cartolizzazioni e privatizzazioni di Enti e Beni pubblici , come l’acqua).  Di fatto , nessun partito- compresi quelli di sinistra al governo della Regione e della città - ha raccolto le analisi e le proposte dei movimenti e dei cittadini impegnati, di cui i soggetti invitati sono solo una parte.

La situazione è diventata ora drammatica, sia per la speculazione lira/euro (2001)e per quella abitativa, sia per la crisi produttiva e lavorativa che colpisce i lavoratori dipendenti, i pensionati ed i loro redditi (disoccupati inclusi).  E’ paradossale vedere che i sindacati dei lavoratori scioperano per avere aumenti di salario di 20-30 euro/ mese, mentre un  qualsiasi padrone di casa – immobiliare o individuale- aumenta i canoni di affitto di 300-600 euro/mese, in accordo con i sindacati inquilini (loro emanazione di settore).Poiché i promotori promettono una “svolta politica e culturale” è necessario verificare tale intento.

 

Il metodo e l’approccio usato

 

I due partiti promotori –PRC e PdCI- sono gli animatori della “Federazione della sinistra anticapitalista (FSA)” una sigla inesistente per i mass-media italiani che parlano solo di “Rif. comunista” e di “Sinistra e libertà”. Ma inesistente anche per chi fa seriamente politica ogni giorno, in quanto non esiste né un programma né una sede  né una visibilità concreta della FSA.

Si riproduce così un copione già visto con la “sinistra arcobaleno” – sigla creata a  scopo elettorale  da pochi leader e priva di identità, di programmi vincolanti , di elaborazioni politiche. Da qui il fallimento, anche elettorale, non dell’idea in sé (a mio avviso condivisibile), ma del modo “incredibile” con il quale è stata portata alle elezioni. Ma di questo ho scritto già a tempo debito- ben prima delle elezioni- rivolgendo un appello specifico ai leader di quello schieramento, che hanno ritenuto di non rispondere…e suicidarsi !.

Perciò , se il convegno di oggi andrà nella direzione di costruire una bozza di piattaforma tematica fatta propria e diffusa dai due partiti e dalla auspicata FSA, allora è importante registrarne  analisi e proposte, in modo che esse siano conosciute e dibattute , in primo luogo, da chi vive le situazioni di disagio da eliminare.

Questo esito  non è affatto scontato : il rischio è quello di ripetere esperienze e convegni , anche importanti, ma privi di seguito e di ogni efficacia politica ed operativa.

In realtà, gli interventi e le proposte emerse non sono stati registrati, il convegno è iniziato con un’ora di ritardo, non si sono fatti rispettare i tempi di intervento preannunciati. Così, all’ora di chiusura annunciata (le 13) , non erano conclusi neppure gli interventi programmati. Gli altri presenti in sala non hanno potuto parlare , facendo mancare così il loro contributo di idee e di proposte. Inoltre due questioni correlate, ma distinte- quali l’emergenza abitativa e la pianificazione urbana- si sono confuse e mescolate nel corso dei lavori. Personalmente – preso atto della impossibilità di intervenire pur essendo arrivato alle ore 9,30- ho consegnato alla presidenza un testo scritto sul tema della “emergenza abitativa a Roma”, come contributo propositivo ad una piattaforma tematica della sinistra romana e nazionale (All.1).

Credo- come ho già scritto in passato – che l’approccio ed il metodo partitico - invalso da decenni nella sinistra- debba essere radicalmente cambiato. I nostri incontri debbono rispettare regole democratiche e partecipative garantiste; debbono produrre piattaforme politiche trasparenti, vincolanti per tutti i soggetti che le sottoscrivono, dopo un dibattito partecipato. A questo fine debbono essere usati tutti gli strumenti disponibili (giornali, Internet, radio, webTV, ecc.). In questo modo si fa capire ai militanti ed ai potenziali elettori che lo stile e la cultura politica della sinistra sta finalmente cambiando, a tutti i livelli ed in tutte le sedi. In questi giorni la FSA si è incontrata con il neo-segretario PD Bersani, allo scopo di concordare azioni comuni su tre temi : emergenza democratica, emergenza sociale, riforma elettorale. Sono 3 questioni che attraversano e si intrecciano con il ruolo delle Istituzioni locali , con la emergenza abitativa, con la pianificazione urbana, con la partecipazione e la sovranità popolare, con le elezioni di ogni livello.

Qual’è la piattaforma che la FSA porterà a questo incontro per marcare la sua identità/diversità ?

Da dove partirà il compromesso necessario per una sua alleanza con altre forze politiche ?

Domande elementari e decisive, che non hanno ancora risposte . Le avranno, quando ?

 

I contenuti dell’incontro

 

Penso che dovrebbero articolarsi su due versanti distinti, anche se collegati :

a)- l’ emergenza abitativa , che richiede interventi urgenti rispetto agli sfratti, alle finite locazioni, alla onerosità dei canoni e dei mutui di acquisto, alla reperibilità di alloggi a canoni sociali, alle vendite degli Enti previdenziali privatizzati..cioè ai problemi immediati degli inquilini vessati  (es. dal cambio euro/lira).Qui rimando alle proposte "emergenza abitativa" sul sito DAC.

b)- la pianificazione urbana e il rapporto pubblico- privato , riguardanti i piani regolatori e le varianti illecite, l’egemonia dei palazzinari sugli amministratori pubblici , gli accordi di programma, i condoni, la cementificazione  speculativa delle aree agricole, la destinazione delle risorse e delle aree pubbliche, il ruolo della edilizia pubblica(ATER) e parapubblica (Enti previdenziali), il recupero edilizio e le nuove costruzioni.

Qui gli interventi degli invitati- tra i quali Berdini,Belvisi, Alunni, Alzetta, Taggi - hanno  criticato la politica   passata e recente della sinistra romana e dei sindacati inquilini  ed hanno indicato una serie di proposte praticabili, di breve e medio periodo ( “conferenza urbanistica” e “legge di iniziativa popolare sul diritto all’abitare “ , in pieno contrasto con il “ piano casa berlusconiano”). Proposte che sono state portate in questi mesi- anche con manifestazioni popolari – alla Regione Lazio ed al Comune di Roma.

Su questa base è urgente e necessario che i due partiti promotori – e la FSA – definiscano una bozza di piattaforma politica di sintesi da sottoporre al dibattito dei soggetti sociali attivi..

 

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domenica, 01 novembre 2009

marrazzo1009

Pupi e Pupari del caso Marrazzo

(nota di E. Giardino -www.webalice.it - 30 ottobre 2009)

 

Il caso Marrazzo sta riempiendo giornali e TV secondo copioni ambigui e fuorvianti che conosciamo.Ciascuno cerca nel caso il suo particolare tornaconto, di immagine o di partito:nessuno sembra voler collegare- come già in altri casi-  fatti. misfatti e ruoli di tutti gli attori della vicenda.

 

I fatti finora accertati (ma altri ne emergeranno in seguito)

 

  1. Le abitudini  sessuali “indecenti ” dell’uomo Marrazzo, erano note da tempo, se non alla sua famiglia, a molte persone del suo “entourage” politico e mediatico. Eppure nessuno aveva ritenuto, fino all’ottobre del 2009, di criticarle o di svelarle (essendo comuni ad altri soggetti - politici, giornalisti, cineasti – e privi di rilievo penale).  Come mai ? E perché solo oggi ?
  2. La risposta la possiamo trovare- secondo il resoconto documentato del “manifesto” del 29 e 30 ottobre u.s. - nelle vicende legate al “piano della rete sanitario regionale “ e cioè agli interessi privati degli Angelucci (padre e figlio), proprietari di alcune cliniche private del Lazio ( e della Puglia) alle quali la Regione Lazio e Marrazzo avevano elargito  sempre lauti ed allegri finanziamenti. Il 4 febbraio 2009 la Procura di Velletri aveva avviato un indagine sulle cliniche degli Angelucci, ipotizzando reati gravi e truffe ai danni della regione Lazio, con relativo reato di abuso d’ufficio per i funzionari regionali. Una “commissione di accesso regionale” inviata da Marrazzo a seguito di questa azione penale, lo ha portato – sulla base di dati oggettivi- a ipotizzare la revoca della Convenzione con la clinica S. Raffaele di Angelucci a Velletri. Tale revoca è stata inserita nel piano sanitario regionale da approvare ed aveva subito trovato l’opposizione del Ministro Sacconi, degli Angelucci e del loro giornale “Libero” (Feltri). Questo stesso giornale, nel 2007, aveva condotto un campagna denigratoria contro lo scomodo  assessore  alla Sanità della giunta Marrazzo, Augusto Battaglia , poi dimissionato dallo stesso Marrazzo nel giugno 2008. Una intercettazione telefonica del 2007 - agli atti del tribunale – attesta che A.Angelucci  (oggi deputato Pdl), parlando con la moglie, conferma la  prossima rimozione di Battaglia, come da sua richiesta.

Zamperini- portavoce di Marrazzo – conferma agli Angelucci la prossima rimozione di Battaglia, reo di aver intralciato i loro affari (sporchi ?). Dopo la sua rimozione la clinica S.Raffaele aumenta introiti e posti letto, nonostante il deficit regionale crescente e l’opacità della gestione privatistica.

In sostanza, solo a luglio 2009 Marrazzo cambia il suo rapporto di sostegno agli Angelucci. Questo fatto scatena la reazione vigorosa degli interessati e del giornale “Libero”. A luglio 4 carabinieri irrompono nell’appartamento di via Gradoli, minacciando Marrazzo che firma assegni per impedire che il caso divenga di dominio pubblico. Due reati  gravi dei carabinieri : irruzione abusiva in un appartamento privato (con o senza aiuto del trans ospite ?) e ricatto estorsivo contro Marrazzo.Reati che si legano oggi con il caso incredibile della morte in carcere del giovane Stefano  Cucchi

  1. Da luglio ad ottobre 2009, il video che incastra Marrazzo - girato e montato da chi ?- fa il giro di  molti giornali italiani che si rifiutano di comprare un servizio di pessima qualità, incerto nelle sue dinamiche , prova di reato per i soli carabinieri…Finalmente entra in gioco Berlusconi che “avverte” Marrazzo del video circolante e con “grande umanità” gli dà il numero dell’agenzia che lo detiene.Le telefonate di Berlusconi a Marrazzo sono due- 19 e 21 ottobre. nella prima gli dà garanzia che il video non sarà diffuso, nella 2^ gli dice i giornali Mondadori non potevano più fermare lo sccop.

Contestualmente il ministro Sacconi e Marrazzo si scontrano sul piano sanitario regionale : il governatore prima resiste, poi il 22 ottobre (dopo la telefonata di Brelusconi) cede e si dichiaradisposto a dimettersi da “Commissario della Sanità”(sta già cedendo al ricatto imbastito ?).Intanto gli assegni di Marrazzo  non vengono incassati dai suoi estorsori (!?).Una prova che l’oggetto di ricatto non era il danaro, ma qualcos’altro (il non taglio alle cliniche di Angelucci ?).

Infatti, la destra ed i suoi fans fanno scoppiare il caso, puntando a 3 obiettivi (raggiunti): screditare Marrazzo e costringerlo a dimettersi (come è accaduto) ; bloccare il piano sanitario regionale “inviso”; andare a nuove elezioni subito, sfruttando lo “sconcerto popolare”. Dunque i pupari della manovra hanno raggiunto tutti i loro scopi, solo i 4 carabinieri vengono processati.

Marrazzo – stranamente- non denuncia la manovra ai suoi danni ; prima nega, poi ammette il suo incontro, si dispera per la sua famiglia…infine si dimette (su pressione di Franceschini e Bersani), ma senza correlare la vicenda con interessi privatistici,  legati al suo ruolo ed alle sue decisioni.Perché non lo fa ? La risposta potrebbe essere che – denunciando Angelucci- questo potrebbe rivelare tutti i suoi lunghi e indebiti rapporti con Marrazzo, nonchè i “favori” ricevuti.

Ma un laico qualsiasi, appena più “attrezzato”, avrebbe confessato le sue tendenze sessuali extra-matrimoniali (non sanzionabili) e denunciato gli estorsori ed coloro che avevano orchestrato l’operazione illegale,per interessi privati illegittimi. Poteva anche dimettersi, in attesa che la vicenda si chiarisse in tutti i suoi aspetti ; se si vuole, per  una ragione di opportunità politica (la ricattabilità di cui era oggetto) e di sensibilità personale verso la morale corrente e la sua famiglia.

In ogni caso, la manovra degli Angelucci e di “Libero” andava denunciata e contrastata.

Nulla di tutto questo è accaduto finora : i pupari sono rimasti nell’ombra o sono diventati accusatori moralistici, mentre la destra lancia la sua campagna elettorale per la  Regione. Il quotidiano “Libero” ostenta la sua “deontologia giornalistica”, Berlusconi la sua “umanità solidale”, gli Angelucci tacciono, sperando che il piano a loro inviso - ora bloccato- venga poi cambiato da mani amiche.

I 4 carabinieri si dichiarano “non estorsori”, in quanto non hanno riscosso danaro, avranno  quindi pene minime (seppure le avranno). Nel grande teatrino, Marrazzo  e il PD rimangono con “il cerino in mano”. Marrazzo lascia la politica, non solo la Regione ; il PD è screditato e penalizzato, proprio alla vigilia delle sue “primarie” (altra coincidenza ?).

Ora l’attività della Regione Lazio sarà bloccata per mesi durante la campagna elettorale. Come ho spiegato in altra sede, sono questi i guasti del presidenzialismo anticostituzionale , legati alle sorti di un governatore , cioè di un uomo con “pieni poteri” (come Bassolino e  Del Turco).

Importanti scadenze sono sul tavolo regionale : per es. il piano sull’emergenza abitativa .

Sono anche i regali dei “mercanti mediatici”- sostenuti da banche , palazzinari e speculatori – che fanno politica “sporca” indirizzando i loro strali , con successo,  verso i soggetti più deboli e meno furbi (il giudice Mesiano, padre Boffo, De Magistris, ecc.). Così Marrazzo – né reo né indagato - da vittima di un ricatto subito con reati pesanti dei …carabimieri  (!!) , si dimette dalla politica e dalla Regione, prima ancora che il processo ai suoi estorsori si concluda.Berlusconi, plurinquisito per reati gravi  con condanne prescritte o evitate con leggi e raggiri ad hoc,non si dimette e criminalizza i magistrati  che lo  accusano per reati e fatti provati e reiterati.

Ovviamente, i lavoratori ed i cittadini, più che alle vicende sessuali dei loro governanti, sono interessati a capire quale sia stata in questi anni la politica regionale della giunta Marrazzo e quale sarà la politica della giunta che verrà . E’ ora di porre fine alla speculazione privatistica e mafiosa dello Stato, alla speculazione mediatica dei monopolisti , ai reati commessi - nell’esercizio delle loro funzioni- da funzionari pubblici, a partire da polizia e carabinieri.

Forse il presidente Napolitano- come massimo garante dei diritti e degli equilibri costituzionali – dovrebbe farsi sentire, chiedendo azioni concrete contro lestofanti e speculatori di ogni tipo.Se i fatti riportati dal “manifesto” saranno confermati in giudizio, sarà necessario confermare la revoca dei finanziamenti alle cliniche Angelucci e condannarli,  punire i carabinieri colpevoli, sanzionare gli editori che innestano campagne diffamatorie a beneficio dei loro padrini politici.

In questo modo i mass-media- da strumento di conoscenza dei fatti a beneficio dei cittadini- si trasformano in  strumenti di ricatto politico a beneficio dei potenti. Un giornale o una TV- se a conoscenza di un fatto criminoso o immorale (ma non è la stessa cosa!)  - deve limitarsi a pubblicare la notizia ed a commentarla, ma non deve innestare campagne mediatiche su illazioni e insinuazioni.

Qui sta l’ingerenza criminosa dei mass-media – non della magistratura - sulla politica corrente. Una ingerenza che il garante per l’editoria dovrebbe sanzionare, togliendo ogni finanziamento pubblico a imbonitori e pseudo-editori di questo tipo.

Si tratta in sostanza di ripristinare i ruoli e gli equilibri costituzionali riguardanti diverse sfere istituzionali autonome : Lo Stato ed i suoi funzionari (amministratori e poliziotti); i mass-media e l’informazione ; la magistratura ; la vita dei partiti e dei loro uomini, i cui reati debbono essere sempre condannati, con il carcere, le dimissioni imposte, la interdizione dalle cariche pubbliche.Ma perché tutto ciò si realizzi è necessaria una mobilitazione cosciente della parte sana del Paese, perché non saranno né i partiti, né i giornalisti, né i prenditori privati, né gli speculatori , a salvarci da tante e tali nefandezze, ormai diffuse e consolidate tra i “palazzinari” del potere.

 

 

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sabato, 24 ottobre 2009

Skypolitics09

Sky , un monopolista all’assalto della Pay TV italiana

(contributo di E. Giardino- www.webalice.it/enricogiardino- Roma 23 ottobre 2009)

In un mio testo recente  ho esaminato la questione delle risorse radiotelevisive italiane e del “canone RAI”,imposta pagata dagli utenti che ricevono programmi TV, pubblici e privati.(“ La canea berlusconiana contro il cosiddetto canone RAI”presente sul sito WEB citato).In questi giorni SKY ha annunciato che i suoi abbonati SAT-HD potranno vedere e registrare  anche i programmi DTT in chiaro (RAI e Mediaset) tramite una apposita digital key inseribile nello stesso decoder SKY. Una mossa di mercato che penalizza in primo luogo la RAI, ma anche Mediaset che trasmette programmi free in DTT.

 

In Italia – per retaggio gentiliano - la cultura tecnica è considerata una materia esecutiva, anche noiosa e subalterna, perfino nei campi dove le tecnologie sono complesse, decisive e prioritarie. Accade così da sempre nella radiotelevisione e ancora di più oggi con le tecniche digitali, gestite da rozzi mercanti assistiti.La gran parte di coloro – ministri, politici, giornalisti – che gestiscono, parlano o scrivono di radiotele-visione in Italia , dichiarano- ma solo in privato- di non saper nulla di tecnologie. Se a tanta arrogante ignoranza si aggiunge anche la malafede o il servilismo cieco, si ottengono i danni crescenti che gli ignari cittadini-utenti italiani subiscono da decenni, senza protestare.  In questo contesto di ignoranza-servilismo colpevole , si iscrive la  penosa vicenda del monopolio Mediaset/RAI manovrato dai berlusconidi nostrani.

Come ho già scritto,  SKY è il monopolista commerciale più dinamico e convincente della TV italiana, pur offrendo programmi pay TV solo da satellite e/o via Internet. La sua offerta di programmi TV, anche in alta definizione (HD) offusca per qualità, per quantità e per costi, quella del suo monopolista/concorrente (Mediaset) che vive di pubblicità e di decreti governativi emessi da Berlusconi, anche capo del governo.

Perciò Sky nel 2008 ha introitato 2640 ml di euro- essenzialmente per effetto di 5 ml di abbonati – contro i 2531 ml di euro di Mediaset- essenzialmente per effetto del monopolio della pubblicità terrestre, avendo la RAI un tetto pubblicitario imposto per decreto. Gli introiti di SKY crescono  oggi più velocemente di quelli Mediaset e di quelli RAI (bloccata per canone, per pubblicità e per evasione fiscale del canone).In questo quadro, Berlusconi ha tentato dapprima  – inutilmente - di penalizzare SKY raddoppiando l’IVA sulle pay TV dal 10% al 20%. In seguito ha portato la RAI - che ormai controlla - fuori dalla piattaforma SKY con i suoi 5 programmi free, molto visti e seguiti. Un giochetto che costerà alla RAI una perdita

di 350 ml di euro in 7 anni (50 ml/anno). Agli utenti italiani – 6,5 ml di famiglie, cioè 18 ml di persone- la perdita dei 5 programmi RAI da satellite. Berlusconi vuole appunto punire la RAI - cioè RAI3- per i programmi a lui invisi e seguitissimi, perciò gli va bene la perdita RAI di 350 ml di euro ; in più sta lanciando la sua campagna contro il cosiddetto “canone RAI”, imposta erariale sull’ascolto TV. Contro questa politica berlusconiana- fatta di colpi bassi, senza alcun impegno concorrenziale nell’offerta- SKY ha risposto con una “trovata tecnica” (che i tecnici veri consono da tempo) : una chiavetta USB –digital key – che , inserita nel decoder SAT-HD di Sky, consente di vedere e registrare i programmi free della TV digitale terrestre (DTT) , senza bisogno di avere un altro decoder ed un altro telecomando.I programmi free  in DTT – com ‘è noto- vengono trasmessi sia da RAI che da Mediaset. Una trovata che rilancia l’offerta HD di Sky, altro incentivo concreto per passare alla TV tutta digitale.

In sintesi, ciò che non ha potuto fare la RAI - bloccata negli anni ’90 da Berlusconi/Mediaset sullo sviluppo in Italia della TV-HD – lo sta facendo il monopolio commerciale SKY, alle sue condizioni.

Entro il 31-12-09 Sky porterà a 30 il numero dei suoi programmi TV-HD a pagamento. Sta anche lanciando un televisore full HD al costo di 6 euro/mese per 3 anni +un anticipo (300-350 euro ?). In questi giorni lancia la sua offerta di programmi –tutto Sky- a 16,34 euro/mese per 3 mesi. Dopo questo periodo i costi saranno però di 56 euro/mese. Il decoder MYSKY- HD- che consente di registrare i programmi TV su un hard disk di 250 GB- costa oggi 50 euro. I decoder di Mediaset – humax 3600 e DTT 3700- costano 115 euro +IVA (20%) e sono inferiori. Nettamente inferiori , per qualità e quantità, i programmi ed i TG in pay  di TV Mediaset, come si evince dal basso numero degli abbonati  : 228.000.

Come si vede, il Paese e la RAI – ex servizio pubblico nazionale ,ormai mercificato e berlusco-nizzato- vengono trascinati  in una costosissima spirale senza fine da un monopolista/governante ” protetto”.Il sistema televisivo italiano è dominato da due monopolisti commerciali – Mediaset e Sky-ma non è un sistema commerciale. Infatti la RAI berlusconizzata e privatizzata è soggetta ad una serie di vincoli impropri, con la scusa che è un “servizio pubblico” : blocco del canone, tetto pubblicitario, prestazioni imposte dal governo, delegittimazione costituzionale, lottizzazione , criminalizzazione di canone/pubblicità.Solo Sky è un monopolio commerciale libero ed autonomo, senza protezioni governative e leggi di comodo ;Mediaset  invece, vive di pubblicità “garantita” , di programmi spazzatura e di propaganda governativa.

 

 

 

 

 

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martedì, 20 ottobre 2009

vaccini1009

Mass media, politica e affari : il vaccino A/H1N1

(nota di E.Giardino- www.webalice.it/enricogiardino- 20 ottobre 2009)

 

All’inizio degli anni ’90 in Italia era emersa la sigla PAMM (politica- affari-mafia- massoneria).Una sigla parziale- ignorata dai grandi mass-media - che non includeva un altro sodalizio decisivo : quello dei mass-media. La cosiddetta “ febbre suina” ed i maiali che la manovrano rilancia il sodalizioMPA (mass/media-politica-affari) in condizioni molto più favorevoli per gli imbonitori-affaristi di oggi.

 

Il 18 settembre 2009 una e-mail del dott. Carlo Alberto Morales Paità dal titolo “dietro l’influenza suina c’è un grande porco” demistificava con dati eloquenti, la grande e lucrosa bufala della “pandemia suina” e del vaccino antivirus A/H1N1 , strombazzati dai grandi mass-media.L’autore la definiva efficacemente - pandemia di lucro dei mercenari della salute- ricordando la precedente  truffa della “pandemia aviaria” dietro la quale c’era un grande gallo : la casa farmaceutica ROCHE e il TAMIFLU che ne vendette milioni di dosi ai Paesi asiatici. Solo il governo britannico ne acquistò 14 ml di dosi a scopo preventivo. Un affare ultramiliardario per la impresa USA “Gilead Sciences” che ne ha il brevetto : principale azionista Donald Rumsfeld, segretario difesa del governo Bush.

Il Tamiflu ha una efficacia molto dubbia, se non nociva, mentre i casi di “influenza aviaria” erano minime (2000) se paragonati ad altre epidemie ben più diffuse e mortali, per le quali si fa poco o nulla : AIDS 25 ml di malati e 10 ml di morti/anno contro le 250 persone morte in 10 anni per influenza aviaria.Dopo il business “aviario” ecco spuntare oggi quello “suino”: perfino l’OMS si dice preoccupata, ma non interviene e lascia fare ai soliti “noti” : potrebbe dichiararlo problema di salute pubblica mondiale ed autorizzare una produzione di farmaci generici per combatterlo ; ma non lo fa, perchè ?

Dopo questa prima nota, ho ricevuto – sempre via e-mail- e da altri oggetti altre 3 note (24/9- 18/10/09) riferite alla efficacia/dannosità dei vaccini ( Paolo De Bernardi ) e alla iniziativa del governo  italiano su questa “pandemia suina” , reclamizzata in modo terroristico dai grandi mass-media italiani.

Il Ministro della Sanità SACCONI- marito della sig.ra  Enrica Giorgetti, direttrice generale di FARMINDUSTRIA – ha già acquistato 24-48 ml di dosi del  “miracoloso “ vaccino A/H1N1, imponendo a medici e paramedici di vaccinarsi e vaccinare, in pratica,  l’intera popolazione italiana. Una operazione - condotta in palese e scandaloso conflitto di interessi  governo/farmindustria (cioè Sacconi/ Giorgetti)- che costerà  cara ai contribuenti italiani, in periodo di crisi occupazionale. Si stima in 10 MLD $ il giro d’affari mondiale di questo vaccino, con 600 ml di dosi vendute. E il premio nobel Obama, mentre annuncia la sua riforma sanitaria negli USA e la svolta in politica estera, cosa ne pensa ? Sa degli affari di Rumsfeld ?

Come per l’aviaria- di cui non si parla più – il vaccino è di dubbia efficacia e di probabile nocività: esso viene usato a scopo preventivo presunto, senza alcun riscontro effettivo di cura  o di efficacia. Il dott. Silvio Garattini – esperto famacologo e direttore dell’Istituto Mario Mieli- ha denunciato pubblica- mente l’inutilità e la onerosità dell’operazione Sacconi/Giorgetti. Molti medici stanno insorgendo contro questa ennesima e gravosa speculazione farmacologia  e sanitaria, imposta al Paese.E tuttavia l’affare A/H1N1 è già andato in porto: le dosi sono state comprate e debbono essere usate in tempi brevi per motivi tecnici. Qual’ è il loro periodo di scadenza ? Come vengono conservati e preservati ? Domande sottaciute alle quali bisogna dare risposte veritiere, in tempi brevi.Ecco dove conduce la mercificazione della salute pubblica e la privatizzazione dello Stato costituzionale !

In un saggio documentato “le vaccinazioni di massa : panacea o strumento maltusiano della tecnocrazia” il ricercatore Paolo De Bernardi contesta con dovizia di prove la supposta efficacia dei vaccini propinati dalle multinazionali del farmaco. Sostiene anzi che esistono prove della loro nocività , mai svelata.

Dunque il meccanismo affaristico- mediatico funziona così : i grandi mass-media diffondono a livello mondiale la “pandemia” del momento, spaventando i cittadini e spingendo  i governi –senza gran fatica, visto l’intreccio politica/affari- a comprare ml di dosi di vaccino dalla multinazionale che lo produce. Trattandosi di una emergenza mondiale,  non c’è tempo per sperimentarne efficacia e nocività  né per cercare produttori-concorrenti. D’altra parte il vaccino è un rimedio preventivo, quindi non è possibile verificarne efficacia e validità. Perciò un mega-business combinato e certo privo di rischi e di verifiche. Una volta venduto il vaccino ai governi compiacenti, poco importa se i cittadini lo accettano o no : la multinazionale realizza il suo profitto e i governanti “solerti” ne scaricano i costi sui contribuenti.

Spero che i giornali e la TV italiana, così come i partiti di opposizione, i sindacati e le associazioni dei consumatori possano mobilitarsi contro questa ennesima grande truffa. Finora è prevalso il silenzio, infatti i mass-media italiani ricevono ricca pubblicità  dai mercenari della salute pubblica.

 

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martedì, 22 settembre 2009

epifani0909

Epifani alla festa CGIL di Roma

(commento di E. Giardino- www.webalice.it/enricogiardino)

 

Guglielmo Epifani ha concluso a Roma in questi giorni la festa della CGIL. Credo sia utile e necessario commentarne i contenuti, sia per l’analisi che per le proposte che ne emergono. Un discorso centrato sulla crisi in atto e sul lavoro che merita una riflessione critica .

 

Il discorso di Epifani può essere visto ed ascoltato sulla TV telematica del PdCI (PdCITV). Nessun commento il PdCI ha fatto o pubblicato su questo discorso, durato 35 minuti.

Ricordando i 6 soldati italiani uccisi in Afganistan- 5 di essi erano nativi del SUD- Epifani ha espresso il suo cordoglio ai familiari e si è limitato a dire che serve un bilancio tra strategia e risultati conseguiti.Ha ignorato le migliaia di morti afgani- in gran parte civili – uccisi impunemente sulla loro terra.Nè ha precisato quale sia- a suo parere-  la vera strategia della NATO in Afganistan (e altrove), trattando poi un problema drammatico, disumano ed anticostituzionale, con la logica  dei costi-benefici ( per chi?).Forse perfino il Papa ha detto di più e di meglio su questa sanguinosa ed illegale guerra di aggressione.

Epifani è passato poi a parlare della crisi in atto – senza mai citare il capitalismo - e dei problemi del lavoro.Ha sostanzialmente accusato il governo di condurre una politica “sbagliata ed inadeguata” (!?) rispetto al dramma della crisi e delle sue conseguenze sul lavoro e sulle industrie. Ha rivendicato misure di sostegno all’occupazione ed alle industrie, criticando il tentativo del governo di dividere i sindacati ed i lavoratori con la emarginazione del loro sindacato più rappresentativo (la CGIL).Ha indicato anche i modi per sostenere redditi e imprese : destinare a ciò gli introiti derivanti dal cosiddetto“scudo fiscale” ( un indulto–rapina che premia gli evasori a danno di lavoratori e pensionati).

Il Governo ha risposto subito alle sue istanze con una finanziaria 2010 (manovra da 3 ML di euro) nella quale le “risorse per contratti pubblici e sviluppo sono pari a zero” (Liberazione 22-9-09).

Per quanto riguarda la “informazione”- era prevista una manifestazione nazionale a Roma per sabato 19-9-poi rinviata (?) per la morte dei 6 soldati italiani in Afganistan - Epifani ha detto che il problema è che    i mass-media non rappresentano più la realtà del Paese e le sue contraddizioni”. E da quanto  tempo avviene questo fenomeno ? Epifani non lo ha detto, né ha fornito proposte di soluzione.  Egli accetta  che la “informazione” sia un monopolio dei giornalisti e dei partiti, da decenni, per cui è meglio non interferire.

Ritorna il solito ritornello dei giornalisti – la libertà di stampa- principio che l’UNESCO ha smantellato e criticato già nel 1984 (25 anni fa) per affermare quello di DIRITTO A COMUNICARE. Un diritto universale  già sancito nel 1948 dalla nostra Costituzione (art. 21)

Dunque Epifani chiede al governo Berlusconi-  quello che è sostenuto ed è stato eletto  per condurre una politica guerrafondaia, autoritaria, anticostituzione, clericale, razzista, antisociale ed antioperaia, a vantaggio dei monopoli bancari e mafiosi, degli evasori e dei furbi  di rettificare la sua politica “sbagliata” (!!??).

Una perorazione patetica , molto debole ed improbabile. E se per caso, il governo Berlusconi continuasse nella sua politica devastante, ignorando le istanze della CGIL, cosa farebbe Epifani ? Cercherebbe  l’ennesima mediazione al ribasso con CISL-UIL, in nome dell’unità sindacale (le tre sigle monopoliste) ? Oppure andrebbe da solo a contrastare le prepotenze di questo governo ? Epifani non lo ha detto.

A mio avviso, il segretario del maggiore sindacato italiano – anche prescindendo dalla debolezza/fallacità della sua analisi- dovrebbe mostrare più coraggio e più autonomia da partiti e sindacati  confederali.Credo anche che dovrebbe rivedere lo storico monopolio – anticostituzionale- CGIL-CISL-UIL- e cercare intese stabili con altri sindacati conflittuali e rappresentativi (es. confederazione COBAS).

Può denunciare la politica di questo governo, ma non all’infinito. Se il governo non la cambia, ma anzi la peggiora, deve avere il coraggio di attaccare il governo senza ambiguità ed incertezze.

In ogni caso, mi sembra  che- a fronte di una situazione drammatica – l’approccio ed i contenuti di questo discorso mostrino forti lacune ed una piatta continuità con la politica confederale di questi decenni .Ancora più  discutibile mi appare la posizione del PdCI che, mentre ambisce ad una sinistra “comunista ed anticapitalistica”, assume questa CGIL come riferimento sindacale principale, se non esclusivo.

 

 

Roma 22 settembre 2009

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martedì, 15 settembre 2009

Polcom0909

 

Comunicazioni di massa e politica

(nota di E. Giardino - www.webalice.it/enricogiardino)

 

Gli eventi mediatici impongono alla sinistra italiana una mobilitazione che abbia caratteri innovativi, sia rispetto alle pratiche finora seguite (o subite), sia rispetto a quelle dei giornalisti, del PD o dell’IDV.Questa nota indica i caratteri di questa svolta  necessaria ed urgente.

 

E’ ormai palese e scontato che il berlusconismo - cioè il corrotto neoliberismo italiota, succube del potere USA- Cia e del Vaticano – fonda la sua egemonia sul potere e sulla propaganda mediatica monopolistica. Serve una omologazione totale dei mass-media agli interessi berlusconiani, anche personali.Le proteste di alcuni giornalisti “impegnati”- con la ennesima  prossima manifestazione per la “libertà di informazione”(19 sett.)- non risolve i problemi ideologici e strutturali del sistema comunicativo italiano.

Non mette neppure in discussione il doppio e collegato monopolio dei giornalisti sulla “informazione” e di pochi leader di partito sulla “politica” , nè sulla lottizzazione partitica (leaderistica) dello Stato.

L’avvento della TV digitale terrestre- per il modo come viene introdotta- accentua i caratteri anticostitu-zionali, monopolistici e propagandistici del sistema informativo e comunicativo italiano.

Si veda al riguardo il rapporto pubblicato sul sito DAC : www.webalice.it/enricogiardino).

In ogni caso, il ruolo dello Stato e delle Regioni su queste materie rimane assente o marginale.

Proprio l’avvento della TV digitale deve essere l’occasione per rivendicare un sistema informativo e comunicativo coerente con la nostra Costituzione e con le sentenze costituzionali , finora disattese.A questo proposito servono, a mio avviso, due tipi di interventi collegati.

Il primo riguarda la politica e le Istituzioni : servono gruppi di iniziativa- nazionali e regionali – capaci di proporre azioni di opposizione e di alternativa rispetto alla prassi dominanti. Il tessuto di mobilitazione deve essere  costituito da associazioni, sindacati di base,  partiti, lavoratori del settore, intellettuali critici.

Proposte in questo senso si trovano sul sito DAC già indicato sopra.

Il secondo intervento riguarda la cultura comunicativa di massa, cioè i diritti comunicativi negati alle forze sociali, politiche e culturali da parte dei monopoli della informazione e della politica.

Qui servono azioni di informazione-formazione critica rivolte a tutti gli strati e sedi della società : scuole, aziende, istituzioni, biblioteche, quartieri. Esse debbono indicare i percorsi di opposizione e di azione diretta- individuali e collettivi- contro la manipolazione mediatica, la disinformazione, la propaganda oligarchica.

La difesa ed il rilancio del servizio pubblico radiotelevisivo nazionale (RAI riformata) e del servizio radiotelevisivo comunitario è parte integrante di questa strategia innovativa (proposte DAC).

Qui il corso DAC tenuto presso la biblioteca Basaglia di Roma, e riportato sul sito DAC, offre un esempioconcreto di ciò che cittadini , politici e sindacalisti debbono sapere e valutare.

Com’è noto- e come viene perfino riconosciuto - nulla di tutto questo è stato fatto in questi decenni, né dai governi di centro-sinistra è dagli stessi partiti di “sinistra” o dai sindacati confederali.

Solo lamentazioni continue- anche ipocrite- oppure  autoflagellazioni grottesche che accampano da decenni scuse di ritardi, che  però non vengono mai colmati da chi dovrebbe avere interesse a farlo.

Il risultato di tutto ciò è il suicidio progressivo della sinistra italiana e delle forze sane del Paese, ormai emarginate e neutralizzate da corrotti lestofanti, bancarottieri, ignoranti e speculatori di ogni risma.

 

Roma 4 settembre 2009

 

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mercoledì, 01 luglio 2009

impostura09

L’impostura imperialista guadagna nuovi fans

(nota di E.Giardino - www.webalice.it/enricogiardino)

La rozza favola degli aggressori imperialisti- ripetuta da sempre- invece che opposizione e ripudio, guadagna nuovi fans, del tutto insperati : leader politici e sindacali della nostra sinistrata “sinistra” si accodano oggi al coro  fasullo degli imbonitori neoliberisti.  Eppure hanno tutte le prove dei disastri e dei crimini  degli aggressori/colonizzatori occidentali e delle loro “missioni umanitarie”.

 

Da almeno 20 anni, dopo la caduta dell’URSS, gli imperialisti occidentali (USA/sionisti/UE) raccontano la stessa rozza favola a pretesto e copertura dello loro criminali aggressioni contro popoli e Paesi molto più deboli ed isolati, che hanno la sola disgrazia di possedere materie prime che servono ai poteri occidentali. I leaders eletti  del Paese da aggredire vengono descritti come sanguinari dittatori che rifiutano la “democrazia e la civiltà occidentale”, che vessano i loro popoli, che hanno la pretesa di armarsi - perfino con armi nucleari (sic!)- che pretendono di scegliersi modelli sociali ed alleanze internazionali. E’  così per l’Iraq, per la Somalia, per la ex Jugoslavia, per l’afganistan, per Gaza, per la Corea del Nord, per l’Iran .Essi aggrediscono – da cielo e da terra- con sofisticate armi di sterminio di massa, anche nucleari e biologiche, ma l’aggredito può difendersi  solo con le pietre, con qualche kamikaze, con il terrorismo .

Poi, per fortuna degli aggressori, nel Paese da aggredire c’è sempre un leader “buono, amico degli occidentali “ – descritto come evoluto, democratico, moderato e benvoluto – che si contrappone al dittatore sanguinario. Basta foraggiarlo con un po’ di danaro e sostenerlo alle elezioni. Se non vince, basta strombazzare brogli elettorali del regime totalitario vincente e fomentare disordini “popolari” o guerre etniche o guerre religiose intestine, come validi pretesti di intervento esterno armato.

E’ la tecnica imperialista della “destabilizzazione”, cioè della colonizzazione e della rapina imposta.Il leader buono- amico dell’occidente – diventa il “salvatore della patria”, cioè il loro fantoccio locale.Dopo i massacri unilaterali, le devastazioni strutturali ed ambientali, l’uccisione del tiranno locale, arriva l’occupazione e tutte le conseguenze che ne derivano : uccisione dei patrioti-dissidenti, basi militari, colonizzazione, rapina delle risorse locali, ricostruzione, privatizzazioni e disastri sociali crescenti (sfruttamento del lavoro , miseria, delocalizzazione di imprese occidentali, corruzione, mafia, ecc.).

Come nella conquista delle Americhe, dopo i guerrieri arrivano i mercanti ed i faccendieri che sfruttano e speculano sulla miseria crescente del Paese aggredito, cambiandogli i connotati a vantaggio degli aggressori.Questo scenario disastroso e disumano è ampiamente verificabile da chiunque abbia interesse a farlo, anche se i mass-media occidentali- usati come principale strumento di aggressione- mistificano e depistano.

Perciò una persona “normale” pensa che il ripudio e l’opposizione politica alle falsità ed alle nefandezze degli imperialisti aggressori , dovrebbe crescere insieme alle prove che pure emergono.

Accade invece l’opposto : l’affabulazione e le pratiche dell’imperialismo trovano in Europa – non in America latina- nuovi ed insperati fans: leader politici e sindacali della nostra “sinistra” si accodano o promuovono iniziative a sostegno degli …aggressori bugiardi, accreditando così le loro favole.

Tutta la canea delle destre, dei leghisti, dei fascisti, dei neoliberisti, trova così nuovi alleati, non solo nei centristi italici – PD,IDV e UDC- ma anche nei leader dei partiti di sinistra e del sindacato confederale.Infatti, se la aggressione all’Iraq ed all’ex Jugoslavia aveva trovato deboli vagiti di opposizione partitica negli anni ’90, oggi la vicenda iraniana realizza l’unità totale : dall’estrema destra all’estrema sinistra, senza eccezioni. Nessuno ha dubbi di sorta, Ahmadinejad è un tiranno-imbroglione, va rovesciato, portando “solidarietà al popolo iraniano”(sic!). Ma a quale popolo ? A quello che ha votato per il 63% Ahmadinejad oppure a quello che ha votato Moussavi al 30% ? Lo sconfitto –senza produrre prove di sorta- inneggia alla rivoluzione di piazza, grazie al sostegno dei media e delle armi occidentali, fregandosene dei morti, dei feriti e degli imprigionati : anzi, usandoli a pretesto dei suoi fini personali e minoritari. Ed i suoi elettori lo hanno votato come Presidente o come “rivoluzionario di piazza” ?

Il fatto che le  massime autorità garanti del suo Paese- titolate a farlo- abbiano escluso i brogli elettorali  che lui lamenta senza prove, non lo tocca e continua a provocare impunemente. Il suo problema non sono i “brogli” da lui inventati, ma i risultati elettorali, nettamente sfavorevoli per lui ed i suoi amici occidentali. Se questo è un “moderato”, c’è qualcosa che non funziona. Questo è l’illegale clichè dell’imperialismo : le elezioni valgono, ma solo se danno i risultati perseguiti, con ogni mezzo,  dagli “occidentali”, altrimenti sono nulle e c’è il colpo di Stato. Invece di guardare alle loro elezioni truccate, gli imperialisti convalidano o annullano – a loro comodo- le elezioni degli altri.

 

Roma 26 giugno 2009

 

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iran0609

La canea imperialista all’assalto dell’Iran di Ahmadinejad

(nota di  E. Giardino- forum DAC)- Roma 20 giugno 2009)

Approfittando delle barriere linguistiche che dividono il mondo arabo dall’occidente, un coro di imbonitori occidentali interessati, sta criminalizzando le elezioni iraniane ed il suo“scomodo” risultato: Ahmadinejad, il leader inviso agli imperialisti USA-UE ha trionfato con il 63% dei voti su l’83% dei votanti.

Senza fornire alcun dato sulle elezioni e sul loro svolgimento , i nostri mass-media sposano la tesi di comodo dello sconfitto Moussavi (30% dei voti) , un fantoccio degli imperialisti che essi supportano e reclamizzano da tempo con attributi strumentali “ progressista, moderato, pacifista”…Difendono a spada tratta tumulti e devastazioni  provocati dallo sconfitto che – senza prove- blatera di brogli elettorali.

 

In quale Paese del mondo un candidato sconfitto alle elezioni- che ha accettato – può scatenare tumulti di piazza  per “brogli” da lui stesso presunti e mai provati (se non altro per mancanza di tempo) ? Su quali basi i suoi fans locali ed i governi occidentali accreditano  le illazioni di Moussavi ? Con quale diritto e su quali basi i nostri governanti pretendono di giudicare la regolarità delle elezioni di un Paese sovrano ? Non è  scontato che uno sconfitto contesti un risultato elettorale a lui sfavorevole ? Bush definiva l’IRAN “Stato canaglia” in quanto rifiutava di farsi rapinare e colonizzare dagli imperialisti occidentali USA-UE. Obama - promettendo un “nuovo corso” nei rapporti con l’Iran ed il mondo arabo – si era impegnato a rispettarne l’autonomia politica e la sovranità nazionale .Ma il risultato elettorale non fa comodo a lor signori- maestri di inganni e di brogli elettorali nei loro Paesi, dove una manciata di voti divide

i due leader accreditati – perché Ahmadinejad è il loro nemico. Egli pretende- sulla base del diritto internazionale degli Stati e dei popoli – di esercitare la sua autonomia politica ed economica sui cittadini e sulle risorse del suo Paese. Un delitto che gli imperialisti USA/sionisti/UE non possono accettare : vale per l’Iran come per ogni altro Paese “indipendente” che non soggiace al diktat dell’imperialismo globale (Iraq, Palestina, Corea del nord, Afganistan). Da qui la criminalizzazione di Ahmadinejad – fiero accusatore dei crimini sionisti ed israeliani in Palestina - e delle elezioni iraniane, che hanno sconfitto il loro fantoccio .

Moussavi - sonoramente sconfitto dal voto - ha giocato cinicamente l’unica carta disponibile : accusare il vincitore di brogli elettorali. Poi, senza  mai fornire prove delle sue accuse , ha scatenato  ingiustificati tumulti di piazza nel tentativo di offrire agli occidentali un pretesto per intervenire.

Usa cinicamente i suoi fans e li espone ad una comprensibile reazione del governo legittimo. A lui ed ai suoi alleati occidentali vanno imputate le vittime e le devastazioni urbane di questi gironi.

Immaginate se le elezioni occidentali venissero contestate dallo sconfitto, scatenando tumulti di piazza, devastazioni, incendi ed altre provocazioni pilotate e strumentali. Quando in Italia, il giornalista Deaglio ha avanzato  documentati sospetti di brogli elettorali- già usati da Bush negli USA –i nostri governanti e tutti i nostri partiti di destra, di centro e di sinistra, hanno ignorato la denuncia. Hanno sostenuto che una verifica elettorale avrebbe richiesto anni e che era impraticabile. In Iran il governo ha offerto allo sconfitto una verifica del 10% dei voti espressi : ma Moussavi ha respinto l’offerta, perché il suo obiettivo è quello di rovesciare con la forza -e con l’aiuto delle potenze occidentali- il governo di Ahmadinejad.

I brogli sono solo un pretesto, privo di fondamento, come ha solennemente annunciato il capo spirituale iraniano, l’Ayatollah Al Khamenei, il cui invito a riportare il confronto su basi costituzionali è stato ignorato e violato dal provocatore filo-occidentale Moussavi. Come sono avvenute le elezioni iraniane ? Con quali garanzie costituzionali ? Nessuno lo dice, perché il problema vero non sono i brogli, ma i risultati.

I nostri mass- media , senza fornire dati sulle elezioni (così nette nei numeri) e sul loro svolgimento, senza fornire mai le ragioni del vincitore, hanno innescato una grande propaganda mediatica contro Ahmadnejad ed il suo governo, definendo “martiri” i facinorosi di Moussavi che si fanno esplodere. In un altro contesto- es. quello palestinese- li definiscono invece terroristi, “kamikaze”, “esaltati”, “barbari”. Hanno attribuito ad Ahmadinejad –presidente di un Paese sovrano – ogni qualifica deteriore : dittatore, tiranno, ultraconservatore, nemico dell’occidente e della Pace, ecc. E’ un clichè ancora più rozzo ed illegale di quelli che abbiamo già visto per Iraq, Afganistan, Somalia, Corea del Nord…

Ma basta leggere il discorso di Ahmadinejad alla recente conferenza ONU sul razzismo- boicottata dai Paesi e dai media occidentali- per capire che quest’uomo vale molto di più dei suoi detrattori. Come al solito, il contesto cui si riferiscono i pretesti dei potenti viene omesso, per avvalorare la litania imperialista precostituita : l’Iran di Ahmadinejad è “uno Stato canaglia da liberare”, cioè da colonizzare.

E’ ormai tempo di ripudiare attivamente questa canea interessata che ha fatto della informazione e della comunicazione un rozzo strumento politico di propaganda imperialista globalizzata.

 

Roma 21 giugno 2009

 

                                                            

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venerdì, 19 giugno 2009

berlinguer09

Enrico Berlinguer e la cosiddetta “questione morale”

(Enrico Giardino – www.webalice.it/enricogiardino)

 

A 25 anni dalla morte “in campo” di Enrico Berlinguer, i nostri pennivendoli di vario colore ne collegano la figura politica alla vicenda che essi chiamano “questione morale”. Un falso , non solo semantico, ma sostanziale perché il problema sollevato da Berlinguer è- e rimane- una decisiva “questione costituzio-nale” irrisolta , come viene dimostrato in questa  nota.

 

Se morti, i comunisti piacciono a tutti, anche a quelli che li hanno ignorati e denigrati in vita. Così e’ anche per Enrico Berlinguer – comunista e segretario del PCI . definito un “uomo onesto e coerente che piaceva molto agli italiani”. Seppure fosse solo questo, sarebbe già un fatto “rivoluzionario” , in confronto ai leader partitici che lo hanno poi seguito in questi decenni. Non solo difettano onestà. moralità e modestia, ma anche coerenza politica,  anche dentro il percorso PCI-PDS-DS-PD.Il messaggio di Berlinguer era un messaggio costituzionale e politico, molto semplice ma rivoluzionario :i partiti politici dovevano democratizzarsi e smettere di occupare (lottizzare) lo Stato e le sue funzioni costituzionali. Se non lo avessero fatto, i guasti per la democrazia italiana- già malata - sarebbero cresciuti esponenzialmente, con il conseguente discredito e  la delegittimazione dei partiti, anche dei migliori.

Verifichiamo oggi quanto fosse esatto e lungimirante il presagio berlingueriano, anche per i partiti di sinistra e di matrice popolare e comunista, ormai irriconoscibili , frammentati ed emarginati dalle istituzioni.Un messaggio che traeva la sua coerenza dalla nostra Carta costituzionale ( 1^ compromesso storico di forze antifasciste diverse), sulla cui applicazione e rilancio Berlinguer fondava appunto il 2^ compromesso storico con la DC di Moro, non a caso trucidato dalle cosiddette “brigate rosse”. Un compromesso che il PCI poteva pretendere e gestire con la DC, per aver raggiunto la maggioranza elettorale (europee del 1984).

Come hanno tradotto questo messaggio i nostri pennivendoli ed i nostri politicanti della CASTA ?

Lo hanno stravolto a loro uso e consumo, per violarlo alla radice. Lo hanno definito “questione morale”, cioè togliendo ad esso ogni valenza costituzionale  e politica, per portarlo nell’area del moralità , perciò astratta , opinabile , giuridicamente non rilevante. Né la moralità può interessare a chi commette reati di corruzione, di mafia, di malaffare

Per giustificare  la trasformazione dei partiti di matrice popolare-  DC  e PCI – in lobbies oligarchiche ed anticostituzionali dai nomi fantasiosi, hanno millantato la “fine delle ideologie del novecento” e l’azione “politica ed eversiva dei magistrati  di Mani pulite”.

Hanno così aggirato il reato costituzionale di LOTTIZZAZIONE privatistica  e partitica dello Stato e del sue funzioni, creando comitati d’affari e di voti, guidati da leader mediatici e carismatici. Si è allargato così il baratro tra società attiva e sana ed Istituzioni rappresentative, fino alla truffa elettorale maggioritaria.

Poi per rendere impunita la corruzione partitica nelle funzioni statali e degli appalti pubblici, hanno intrapreso un’opera di criminalizzazione -neutralizzazione dei giudici e dei loro strumenti investigativi. Parallelamente hanno monopolizzato, privatizzato e mercificato la politica ed i grandi mass-media.Questa azione “anti-berlingueriana”- anticostituzionale, antisociale, antipopolare, illegale – è stata favorita e cogestita dai vari leader del PCI-PDS-DS-PD, che –cianciando di fine delle ideologie- hanno ripudiato e svenduto gratuitamente la loro storia ed i loro valori, accreditando l’unica ideologia assoluta e stravecchia : quella del capitalismo distruttivo e guerrafondaio e del fascismo-razzismo “riverniciato”. Hanno così tradito alla radice il monito di Enrico Berlinguer. Ma l’intera sinistra italiana ha subito questo processo involutivo, pagandone poi il prezzo maggiore,  e non solo in chiave elettorale.Peraltro, né Berlinguer né altri leader politici, hanno mai ipotizzato di sancire la lottizzazione governativa e partitica come reato penale e costituzionale , come pure e possibile e necessario. Le due cordate del maggioritario si scambiano a turno accuse strumentali per una lottizzazione che condividono : chi sta al governo lottizza, che sta all’opposizione subisce (con una sua quota garantita).

Il caso della RAI è emblematico, dove lo scrivente propose in quegli stessi anni (1984 e seguenti) di trattare la lottizzazione partitica come reato penale sanzionabile e di assicurare alla RAI- servizio pubblico costitu- zionale- uno STATUTO di autonomia espressiva e gestionale. Proposta  finora ignorata e disattesa .Credo che tutte le persone oneste e coscienti debbano oggi riflettere su questi temi, perché è urgente e decisivo uscire da una spirale di degrado, di corruzione e di suicidio politico e costituzionale.

 

 

Roma 18 giugno 2009

 

 

 

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