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Questo blog tratta le questioni relative ai diritti comunicativi- attivi e passivi- di popoli, cittadini-utenti ed operatori della comunicazione.

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mercoledì, 01 luglio 2009

impostura09

L’impostura imperialista guadagna nuovi fans

(nota di E.Giardino - www.webalice.it/enricogiardino)

La rozza favola degli aggressori imperialisti- ripetuta da sempre- invece che opposizione e ripudio, guadagna nuovi fans, del tutto insperati : leader politici e sindacali della nostra sinistrata “sinistra” si accodano oggi al coro  fasullo degli imbonitori neoliberisti.  Eppure hanno tutte le prove dei disastri e dei crimini  degli aggressori/colonizzatori occidentali e delle loro “missioni umanitarie”.

 

Da almeno 20 anni, dopo la caduta dell’URSS, gli imperialisti occidentali (USA/sionisti/UE) raccontano la stessa rozza favola a pretesto e copertura dello loro criminali aggressioni contro popoli e Paesi molto più deboli ed isolati, che hanno la sola disgrazia di possedere materie prime che servono ai poteri occidentali. I leaders eletti  del Paese da aggredire vengono descritti come sanguinari dittatori che rifiutano la “democrazia e la civiltà occidentale”, che vessano i loro popoli, che hanno la pretesa di armarsi - perfino con armi nucleari (sic!)- che pretendono di scegliersi modelli sociali ed alleanze internazionali. E’  così per l’Iraq, per la Somalia, per la ex Jugoslavia, per l’afganistan, per Gaza, per la Corea del Nord, per l’Iran .Essi aggrediscono – da cielo e da terra- con sofisticate armi di sterminio di massa, anche nucleari e biologiche, ma l’aggredito può difendersi  solo con le pietre, con qualche kamikaze, con il terrorismo .

Poi, per fortuna degli aggressori, nel Paese da aggredire c’è sempre un leader “buono, amico degli occidentali “ – descritto come evoluto, democratico, moderato e benvoluto – che si contrappone al dittatore sanguinario. Basta foraggiarlo con un po’ di danaro e sostenerlo alle elezioni. Se non vince, basta strombazzare brogli elettorali del regime totalitario vincente e fomentare disordini “popolari” o guerre etniche o guerre religiose intestine, come validi pretesti di intervento esterno armato.

E’ la tecnica imperialista della “destabilizzazione”, cioè della colonizzazione e della rapina imposta.Il leader buono- amico dell’occidente – diventa il “salvatore della patria”, cioè il loro fantoccio locale.Dopo i massacri unilaterali, le devastazioni strutturali ed ambientali, l’uccisione del tiranno locale, arriva l’occupazione e tutte le conseguenze che ne derivano : uccisione dei patrioti-dissidenti, basi militari, colonizzazione, rapina delle risorse locali, ricostruzione, privatizzazioni e disastri sociali crescenti (sfruttamento del lavoro , miseria, delocalizzazione di imprese occidentali, corruzione, mafia, ecc.).

Come nella conquista delle Americhe, dopo i guerrieri arrivano i mercanti ed i faccendieri che sfruttano e speculano sulla miseria crescente del Paese aggredito, cambiandogli i connotati a vantaggio degli aggressori.Questo scenario disastroso e disumano è ampiamente verificabile da chiunque abbia interesse a farlo, anche se i mass-media occidentali- usati come principale strumento di aggressione- mistificano e depistano.

Perciò una persona “normale” pensa che il ripudio e l’opposizione politica alle falsità ed alle nefandezze degli imperialisti aggressori , dovrebbe crescere insieme alle prove che pure emergono.

Accade invece l’opposto : l’affabulazione e le pratiche dell’imperialismo trovano in Europa – non in America latina- nuovi ed insperati fans: leader politici e sindacali della nostra “sinistra” si accodano o promuovono iniziative a sostegno degli …aggressori bugiardi, accreditando così le loro favole.

Tutta la canea delle destre, dei leghisti, dei fascisti, dei neoliberisti, trova così nuovi alleati, non solo nei centristi italici – PD,IDV e UDC- ma anche nei leader dei partiti di sinistra e del sindacato confederale.Infatti, se la aggressione all’Iraq ed all’ex Jugoslavia aveva trovato deboli vagiti di opposizione partitica negli anni ’90, oggi la vicenda iraniana realizza l’unità totale : dall’estrema destra all’estrema sinistra, senza eccezioni. Nessuno ha dubbi di sorta, Ahmadinejad è un tiranno-imbroglione, va rovesciato, portando “solidarietà al popolo iraniano”(sic!). Ma a quale popolo ? A quello che ha votato per il 63% Ahmadinejad oppure a quello che ha votato Moussavi al 30% ? Lo sconfitto –senza produrre prove di sorta- inneggia alla rivoluzione di piazza, grazie al sostegno dei media e delle armi occidentali, fregandosene dei morti, dei feriti e degli imprigionati : anzi, usandoli a pretesto dei suoi fini personali e minoritari. Ed i suoi elettori lo hanno votato come Presidente o come “rivoluzionario di piazza” ?

Il fatto che le  massime autorità garanti del suo Paese- titolate a farlo- abbiano escluso i brogli elettorali  che lui lamenta senza prove, non lo tocca e continua a provocare impunemente. Il suo problema non sono i “brogli” da lui inventati, ma i risultati elettorali, nettamente sfavorevoli per lui ed i suoi amici occidentali. Se questo è un “moderato”, c’è qualcosa che non funziona. Questo è l’illegale clichè dell’imperialismo : le elezioni valgono, ma solo se danno i risultati perseguiti, con ogni mezzo,  dagli “occidentali”, altrimenti sono nulle e c’è il colpo di Stato. Invece di guardare alle loro elezioni truccate, gli imperialisti convalidano o annullano – a loro comodo- le elezioni degli altri.

 

Roma 26 giugno 2009

 

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iran0609

La canea imperialista all’assalto dell’Iran di Ahmadinejad

(nota di  E. Giardino- forum DAC)- Roma 20 giugno 2009)

Approfittando delle barriere linguistiche che dividono il mondo arabo dall’occidente, un coro di imbonitori occidentali interessati, sta criminalizzando le elezioni iraniane ed il suo“scomodo” risultato: Ahmadinejad, il leader inviso agli imperialisti USA-UE ha trionfato con il 63% dei voti su l’83% dei votanti.

Senza fornire alcun dato sulle elezioni e sul loro svolgimento , i nostri mass-media sposano la tesi di comodo dello sconfitto Moussavi (30% dei voti) , un fantoccio degli imperialisti che essi supportano e reclamizzano da tempo con attributi strumentali “ progressista, moderato, pacifista”…Difendono a spada tratta tumulti e devastazioni  provocati dallo sconfitto che – senza prove- blatera di brogli elettorali.

 

In quale Paese del mondo un candidato sconfitto alle elezioni- che ha accettato – può scatenare tumulti di piazza  per “brogli” da lui stesso presunti e mai provati (se non altro per mancanza di tempo) ? Su quali basi i suoi fans locali ed i governi occidentali accreditano  le illazioni di Moussavi ? Con quale diritto e su quali basi i nostri governanti pretendono di giudicare la regolarità delle elezioni di un Paese sovrano ? Non è  scontato che uno sconfitto contesti un risultato elettorale a lui sfavorevole ? Bush definiva l’IRAN “Stato canaglia” in quanto rifiutava di farsi rapinare e colonizzare dagli imperialisti occidentali USA-UE. Obama - promettendo un “nuovo corso” nei rapporti con l’Iran ed il mondo arabo – si era impegnato a rispettarne l’autonomia politica e la sovranità nazionale .Ma il risultato elettorale non fa comodo a lor signori- maestri di inganni e di brogli elettorali nei loro Paesi, dove una manciata di voti divide

i due leader accreditati – perché Ahmadinejad è il loro nemico. Egli pretende- sulla base del diritto internazionale degli Stati e dei popoli – di esercitare la sua autonomia politica ed economica sui cittadini e sulle risorse del suo Paese. Un delitto che gli imperialisti USA/sionisti/UE non possono accettare : vale per l’Iran come per ogni altro Paese “indipendente” che non soggiace al diktat dell’imperialismo globale (Iraq, Palestina, Corea del nord, Afganistan). Da qui la criminalizzazione di Ahmadinejad – fiero accusatore dei crimini sionisti ed israeliani in Palestina - e delle elezioni iraniane, che hanno sconfitto il loro fantoccio .

Moussavi - sonoramente sconfitto dal voto - ha giocato cinicamente l’unica carta disponibile : accusare il vincitore di brogli elettorali. Poi, senza  mai fornire prove delle sue accuse , ha scatenato  ingiustificati tumulti di piazza nel tentativo di offrire agli occidentali un pretesto per intervenire.

Usa cinicamente i suoi fans e li espone ad una comprensibile reazione del governo legittimo. A lui ed ai suoi alleati occidentali vanno imputate le vittime e le devastazioni urbane di questi gironi.

Immaginate se le elezioni occidentali venissero contestate dallo sconfitto, scatenando tumulti di piazza, devastazioni, incendi ed altre provocazioni pilotate e strumentali. Quando in Italia, il giornalista Deaglio ha avanzato  documentati sospetti di brogli elettorali- già usati da Bush negli USA –i nostri governanti e tutti i nostri partiti di destra, di centro e di sinistra, hanno ignorato la denuncia. Hanno sostenuto che una verifica elettorale avrebbe richiesto anni e che era impraticabile. In Iran il governo ha offerto allo sconfitto una verifica del 10% dei voti espressi : ma Moussavi ha respinto l’offerta, perché il suo obiettivo è quello di rovesciare con la forza -e con l’aiuto delle potenze occidentali- il governo di Ahmadinejad.

I brogli sono solo un pretesto, privo di fondamento, come ha solennemente annunciato il capo spirituale iraniano, l’Ayatollah Al Khamenei, il cui invito a riportare il confronto su basi costituzionali è stato ignorato e violato dal provocatore filo-occidentale Moussavi. Come sono avvenute le elezioni iraniane ? Con quali garanzie costituzionali ? Nessuno lo dice, perché il problema vero non sono i brogli, ma i risultati.

I nostri mass- media , senza fornire dati sulle elezioni (così nette nei numeri) e sul loro svolgimento, senza fornire mai le ragioni del vincitore, hanno innescato una grande propaganda mediatica contro Ahmadnejad ed il suo governo, definendo “martiri” i facinorosi di Moussavi che si fanno esplodere. In un altro contesto- es. quello palestinese- li definiscono invece terroristi, “kamikaze”, “esaltati”, “barbari”. Hanno attribuito ad Ahmadinejad –presidente di un Paese sovrano – ogni qualifica deteriore : dittatore, tiranno, ultraconservatore, nemico dell’occidente e della Pace, ecc. E’ un clichè ancora più rozzo ed illegale di quelli che abbiamo già visto per Iraq, Afganistan, Somalia, Corea del Nord…

Ma basta leggere il discorso di Ahmadinejad alla recente conferenza ONU sul razzismo- boicottata dai Paesi e dai media occidentali- per capire che quest’uomo vale molto di più dei suoi detrattori. Come al solito, il contesto cui si riferiscono i pretesti dei potenti viene omesso, per avvalorare la litania imperialista precostituita : l’Iran di Ahmadinejad è “uno Stato canaglia da liberare”, cioè da colonizzare.

E’ ormai tempo di ripudiare attivamente questa canea interessata che ha fatto della informazione e della comunicazione un rozzo strumento politico di propaganda imperialista globalizzata.

 

Roma 21 giugno 2009

 

                                                            

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venerdì, 19 giugno 2009

berlinguer09

Enrico Berlinguer e la cosiddetta “questione morale”

(Enrico Giardino – www.webalice.it/enricogiardino)

 

A 25 anni dalla morte “in campo” di Enrico Berlinguer, i nostri pennivendoli di vario colore ne collegano la figura politica alla vicenda che essi chiamano “questione morale”. Un falso , non solo semantico, ma sostanziale perché il problema sollevato da Berlinguer è- e rimane- una decisiva “questione costituzio-nale” irrisolta , come viene dimostrato in questa  nota.

 

Se morti, i comunisti piacciono a tutti, anche a quelli che li hanno ignorati e denigrati in vita. Così e’ anche per Enrico Berlinguer – comunista e segretario del PCI . definito un “uomo onesto e coerente che piaceva molto agli italiani”. Seppure fosse solo questo, sarebbe già un fatto “rivoluzionario” , in confronto ai leader partitici che lo hanno poi seguito in questi decenni. Non solo difettano onestà. moralità e modestia, ma anche coerenza politica,  anche dentro il percorso PCI-PDS-DS-PD.Il messaggio di Berlinguer era un messaggio costituzionale e politico, molto semplice ma rivoluzionario :i partiti politici dovevano democratizzarsi e smettere di occupare (lottizzare) lo Stato e le sue funzioni costituzionali. Se non lo avessero fatto, i guasti per la democrazia italiana- già malata - sarebbero cresciuti esponenzialmente, con il conseguente discredito e  la delegittimazione dei partiti, anche dei migliori.

Verifichiamo oggi quanto fosse esatto e lungimirante il presagio berlingueriano, anche per i partiti di sinistra e di matrice popolare e comunista, ormai irriconoscibili , frammentati ed emarginati dalle istituzioni.Un messaggio che traeva la sua coerenza dalla nostra Carta costituzionale ( 1^ compromesso storico di forze antifasciste diverse), sulla cui applicazione e rilancio Berlinguer fondava appunto il 2^ compromesso storico con la DC di Moro, non a caso trucidato dalle cosiddette “brigate rosse”. Un compromesso che il PCI poteva pretendere e gestire con la DC, per aver raggiunto la maggioranza elettorale (europee del 1984).

Come hanno tradotto questo messaggio i nostri pennivendoli ed i nostri politicanti della CASTA ?

Lo hanno stravolto a loro uso e consumo, per violarlo alla radice. Lo hanno definito “questione morale”, cioè togliendo ad esso ogni valenza costituzionale  e politica, per portarlo nell’area del moralità , perciò astratta , opinabile , giuridicamente non rilevante. Né la moralità può interessare a chi commette reati di corruzione, di mafia, di malaffare

Per giustificare  la trasformazione dei partiti di matrice popolare-  DC  e PCI – in lobbies oligarchiche ed anticostituzionali dai nomi fantasiosi, hanno millantato la “fine delle ideologie del novecento” e l’azione “politica ed eversiva dei magistrati  di Mani pulite”.

Hanno così aggirato il reato costituzionale di LOTTIZZAZIONE privatistica  e partitica dello Stato e del sue funzioni, creando comitati d’affari e di voti, guidati da leader mediatici e carismatici. Si è allargato così il baratro tra società attiva e sana ed Istituzioni rappresentative, fino alla truffa elettorale maggioritaria.

Poi per rendere impunita la corruzione partitica nelle funzioni statali e degli appalti pubblici, hanno intrapreso un’opera di criminalizzazione -neutralizzazione dei giudici e dei loro strumenti investigativi. Parallelamente hanno monopolizzato, privatizzato e mercificato la politica ed i grandi mass-media.Questa azione “anti-berlingueriana”- anticostituzionale, antisociale, antipopolare, illegale – è stata favorita e cogestita dai vari leader del PCI-PDS-DS-PD, che –cianciando di fine delle ideologie- hanno ripudiato e svenduto gratuitamente la loro storia ed i loro valori, accreditando l’unica ideologia assoluta e stravecchia : quella del capitalismo distruttivo e guerrafondaio e del fascismo-razzismo “riverniciato”. Hanno così tradito alla radice il monito di Enrico Berlinguer. Ma l’intera sinistra italiana ha subito questo processo involutivo, pagandone poi il prezzo maggiore,  e non solo in chiave elettorale.Peraltro, né Berlinguer né altri leader politici, hanno mai ipotizzato di sancire la lottizzazione governativa e partitica come reato penale e costituzionale , come pure e possibile e necessario. Le due cordate del maggioritario si scambiano a turno accuse strumentali per una lottizzazione che condividono : chi sta al governo lottizza, che sta all’opposizione subisce (con una sua quota garantita).

Il caso della RAI è emblematico, dove lo scrivente propose in quegli stessi anni (1984 e seguenti) di trattare la lottizzazione partitica come reato penale sanzionabile e di assicurare alla RAI- servizio pubblico costitu- zionale- uno STATUTO di autonomia espressiva e gestionale. Proposta  finora ignorata e disattesa .Credo che tutte le persone oneste e coscienti debbano oggi riflettere su questi temi, perché è urgente e decisivo uscire da una spirale di degrado, di corruzione e di suicidio politico e costituzionale.

 

 

Roma 18 giugno 2009

 

 

 

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lunedì, 08 giugno 2009

comunisti0509

Se sei di sinistra,dillo forte”: la lista “anticapitalista e comunista”

(nota critica di  E. Giardino - 25 maggio 2009- www.webalice.it/enricogiardino)

 

Pur sostenendo questa lista alle elezioni europee, sento una forte delusione per il modo e per i contenuti elettorali espressi da questa lista, azzerata dai grandi mass-media e poco visibile anche nelle strade.Penso che questo approccio, lacunoso e di basso profilo, si ripercuoterà ,negativamente, sul risultato elettorale,anche nel caso auspicabile di superamento del quorum elettorale (4%)

 

Dal febbraio 2009 ad oggi, ho prodotto alcuni documenti che riguardano le elezioni europee, spiegando i motivi per i quali sostengo la lista “anticapitalista e comunista”. Agli inizi di maggio, ho proposto a responsabili , nazionali e locali, dei due partiti – PRC e PdCI – di centrare la campagna elettorale di questa lista su alcuni contenuti-finora assenti – e sull’uso di un mezzo mobile attrezzato. Ho anche formulato una specifica proposta di pieghevole informativo (4 pagine A4). Ho sottoscritto l’appello – 1^ firmatario Pietro Ingrao – a sostegno di questa lista, prima che fosse scelto lo slogan “Se sei di sinistra, dillo forte”. Uno slogan che trovo ambiguo e discutibile per una lista “comunista”. Ho poi letto il volantino elettorale con questo slogan (4 pagine A4) in distribuzione in questi giorni. Poco o nulla di quanto ho proposto, si ritrova in questo volantino che – a mio avviso – è  debole, poco efficace e molto “tradizionale”.

All’epoca della “sinistra arcobaleno”, avevo suggerito ai responsabili dei partiti componenti un approccio programmatico nuovo, nel metodo e nel merito. Anche in quella occasione nessuna risposta degli interessati.

Spero che oggi il risultato elettorale possa essere diverso da quello fallimentare di allora. Peraltro nessuno ha mai fatto una analisi seria di quella sconfitta storica, per capire cosa e come innovare. Oggi mi pare che “Sinistra e Libertà” venga usata, anche dai mass-media, per togliere voti alla lista comunista principale.

Ma senza riprendere le indicazioni di allora, né i contenuti della mia proposta di oggi, mi limito  qui a segnalare le lacune più vistose del volantino elettorale di oggi (PRC/PdCI).Se una lista viene azzerata dai grandi mass-media, perfino in periodo elettorale (0,2% delle presenze totali su RAI e Mediaset), il primo diritto da rivendicare- da cui tutti gli altri discendono- è il DIRITTO A COMUNICARE, del tutto ignorato nel volantino, sia nei contenuti che nei candidati.  Affinché la crisi del capitalismo non sia pagata dai lavoratori, dai consumatori  dai cittadini servono alcuni presupposti costituzionali che il volantino sottovaluta o ignora, in sintesi :

a)- un ruolo dello Stato -nazionale ed europeo- di pianificazione /distribuzione delle risorse e di controllo effettivo su moneta,capitali, banche , fisco, conoscenze,servizi pubblici, redditi, giustizia,immigrazione. Questo implica la fine della lottizzazione privatistica dello Stato e delle sue funzioni e servizi. Anche la rottura di due monopoli anticostituzionali : dei partiti sulla politica e dei giornalisti sulla informazione;

b)- l’applicazione rigorosa di tutte le norme costituzionali, in particolare : il diritto alla pace (art.11), il diritto al lavoro ed al reddito, il diritto a comunicare, il diritto alla legalità ed alla giustizia ,alla casa, alla educazione, alla sanità ,all’asilo dei migranti….ma soprattutto la fine del monopolio sindacale confederale, la riforma elettorale in senso proporzionale e costituzionale (sovranità popolare), la democratizzazione dei partiti politici e dei sistemi comunicativi e di partecipazione popolare…Il diritto a comunicare deve valere

per le istituzioni di ogni livello, per i gestori di servizi/prodotti, per i partiti, per i sindacati;

c)- Le aziende produttive private ricevono sussidi e sostegni statali :  allora la loro produzione- in qualità e quantità- deve rispondere ad interessi pubblici e popolari (art.41 Cost.) , sia nel prodotto che nella OO.LL e nelle garanzie , normative  e salariali, per gli addetti e per i consumatori.

d)- i capisaldi dell’analisi e delle ricette marxiste - tuttora validi ed attuali – debbono essere riproposti da una lista comunista, come percorso e strategia per il superamento del Capitalismo. Se non lo facciamo noi oggi, in piena crisi del capitalismo, chi lo farà mai ?

Gli elettori italiani poco o nulla sanno del Parlamento europeo e soprattutto del rapporto tra partiti italiani e gruppi europei, una informazione oggettiva che vale più di molte parole, per capire che solo il GUE (5,4%) è composto da partiti comunisti , che non sono spariti e che lottano per il superamento del Capitalismo.Bisogna anche smontare gli slogan mediatici ricorrenti a vantaggio delle liste padronali o pseudopadronali: servono parole chiare che disvelino l’imbroglio mediatico dominante. Tra questi, quelli relativi allo sbarramento ed al “voto inutile”.  Occorre anche spiegare perché altre liste anticapitaliste e comuniste (Sinistra critica e PCL), non si siano aggregate alla lista di cui parliamo, spiegando che la ricerca di questa unità è essenziale e voluta. Bisogna chiedersi : quale “informazione” raggiunge gli elettori italiani oggi ?Come posso operare e cosa posso scrivere per debellare questa propaganda fuorviante e perversa ?

Occorre anche fornire fonti e siti web a chi voglia capire, documentarsi, approfondire e riflettere.

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NOTA : non a caso pubblico il testo  scritto prima , ad urne elettorali chiuse.

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venerdì, 22 maggio 2009

berlusca0509

Berlusconi corruttore impunito , sfuggirà ancora  una volta a giudici e condanne ?

(nota di E.Giardino- www.webalice.it/enricogiardino)

 

Silvio Berlusconi  non è riuscito a dribblare l’ennesimo reato tra quelli che hanno determinato la sua ascesa e le sue fortune personali. Sceso in politica per conquistare impunità e depenalizzare i suoi reati, si trova oggi nel duplice incredibile ruolo di Capo del Governo e di corruttore di giudici e di sentenze.Uno scandalo- inusitato ed  insostenibile- per una qualsiasi democrazia borghese- pure abituata ad “ingoiare” stragi e crimini di ogni tipo, purchè senza autori o prove.

 

A proposito della condanna del corrotto e falso testimone Mills (corruttore Berlusconi), Oliviero Diliberto (PdCI) ha dichiarato : “ Berlusconi è il rappresentante della barbarie che avanza in Italia, l’alfiere della ignoranza e della mercificazione della gente..”. Avrebbe potuto aggiungere della “corruzione e del malaffare”. Il “lodo Alfano”, usato strumentalmente e retroattivamente, rende impunito Berlusconi-premier. I leader della lista “Anticapitalista e comunista” di cui nessuno parla-  Ferrero (PRC), Diliberto (PdCI), Salvi (Socialismo 2000). hanno chiesto le dimissioni di Berlusconi e l’intervento di Napolitano, massimo garante della legalità costituzionale. Interverrà ? Come e quando ?

I tre leader hanno pure lanciato una petizione popolare con raccolta di firme e richiesta di dimissioni del premier-corruttore. Anche Vendola- sinistra e libertà  e Di Pietro chiedono le dimissioni di Berlusconi, ma non attivano iniziative per conquistarle. In Parlamento, il PDL ha la maggioranza e vota a comando.

I  suoi leader difendono Berlusconi ed attaccano i magistrati , definiti - come al solito- ”toghe rosse  antiberlusconiane”.  Tacciono UDC e PD : quest’ultimo partito critica Berlusconi ogni giorno, ne racconta i misfatti anticostituzionali, concede spazio alle circostanziate denunce di Marco Travaglio, ma non trae nei fatti- come da anni-  le conseguenze di tante violazioni.Cosa farà ora ? Continerà a coprire il premier- come fa da anni- perché “non vuole speculare sulle sue faccende private ? Cosa farà in Parlamento e nel Paese ? Sosterrà la petizione popolare della sinistra ? Ne aprirà una sua ? E Casini – UDC – alfiere della Chiesa cattolica, dei valori cristiani e della famiglia, cosa farà o dirà ?

Domande legittime e sacrosante, dal momento che Berlusconi- premier è anche capo-lista in tutte le circoscrizioni delle elezioni europee. Domande che vanno poste anche alla nostra “gloriosa Confindustria” che predica concorrenza e mercato, due “capisaldi neoliberali” che la corruzione di Berlusconi ha beffato alla radice, e non solo nel caso Mills . E i sindacati confederali, con in testa la CGIL- non hanno alcun problema nel trattare con un governo il cui Capo è un corruttore impunito ?  E le associazioni  - cattoliche, liberali , costituzionali – cosa faranno o diranno sulla sporca faccenda ? Sono indignate o no ? E Beppe Grillo, grande assertore della legalità e della Costituzione, lancerà le sue liste civiche ed i suoi molti seguaci nella petizione popolare che è già avviata ?  Marco Travaglio ed altri personaggi che denunciano da tempo le malefatte berlusconiane ,inneggiando alla legalità ed alla moralità dei sistemi neoliberali (per loro gli USA) confluiranno nelle iniziative popolari in atto ? Come ?

La sentenza  stabilisce che Berlusconi ha dato 600.000 $ a Mills per comprane la testimonianza in 2 processi che lo riguardavano : fondi neri All Iberian e corruzione della Guardia di finanza: si tratta di reati gravi commessi per realizzare profitti illeciti, frodi fiscali e posizioni monopolistiche di Fininvest. Una sentenza che dovrebbe far riaprire questi due processi- commessi da Berlusconi quando non era Capo del Governo (e quindi condannabile)- in modo da risarcire i danneggiati (anche il fisco italiano) e punire tutti i responsabili  dei reati che furono coperti  allora, proprio dalla falsa testimonianza del corrotto Mills.

L’intera Unione Europea e la Corte di Giustizia europea non possono glissare o tacere : ne va della loro credibilità istituzionale. Questi organismi- possono e debbono intervenire sul leader italiano screditato, chiedendone le dimissioni, per non coprire uno scandalo ed un pericoloso “precedente”.

Se non lo faranno, dimostreranno che l’Europa dei Capitali e dei banchieri, oltre che ingiusta, è anche omissiva ed eversiva delle sue stesse leggi penali più elementari. Berlusconi , capo-lista europeo, è oggi in eleggibile per un doppio motivo : come monopolista mediatico/finanziario e come corruttore in giudizio.La UE deve introdurre norme e strumenti comunitari per impedire che tali reati si ripetano: in particolare, rafforzare i controlli sulle frodi fiscali e sulle concentrazioni mediatiche  e di altra natura. La stessa posizione monopolistica anticostituzionale conquistata da Fininvest (oggi Mediaset) con la truffa, va oggi sanzionata e smantellata, sia sul piano europeo che nazionale.

 

Roma 21 maggio 2009

 

 

 

 

 

 

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giovedì, 14 maggio 2009

travaglio0509

Riflettendo su Marco Travaglio

(nota di E. Giardino- 13 maggio 2009)

 

Marco Travaglio è un giornalista italiano – giustamente popolare- che documenta con dovizia di prove i misfatti delle mafie e delle due caste italiche: politici e giornalisti. I suoi riferenti principali sono gli USA e Indro Montanelli ; in altre parole il “vero liberismo” che punisce i “cattivi” e denuncia , in piena libertà, i poteri dominanti che delinquono. E’ lo schema ideologico dei film e dei telefilm USA che invadono le nostre TV: ma non è un falso ideologico  ? E’ credibile, dentro un sistema imperialista globalizzato e dentro un Paese colonizzato dagli USA e dal Vaticano ?

 

Seguo le denunce  documentate - scritte ed audiovisive- di Marco Travaglio : da esse apprendo particolari utili, sconosciuti alla grande maggioranza degli italiani. Una testimonianza  preziosa- anche sarcastica e satirica – nel mare della disinformazione pianificata  e della  rozza ipocrisia del giornalismo italiano, che ha il monopolio anticostitu- zionale della “informazione”.  E tuttavia, analizzando più a fondo il quadro e le sue denunce , emergono alcune contraddizioni, omissioni e distorsioni gravi, che non possono essere taciute. Travaglio- come Grillo ed altri - mette sullo stesso piano tutti i partiti italiani e tutti i politici : eppure le sue denunce riguardano soprattutto berlusconidi leghisti e piduisti (PDL e UDC), presenti nel Parlamento italiano e candidati oggi in Europa.  Tende a presentare  Di Pietro , come l’unico tutore della legalità e della magistratura. Un falso  ben documentabile.

Include nella “sinistra”- come fa Berlusconi – tutti i partiti che vanno dal PD  fino alla sinistra “radicale” (così definita da lui e dai media nostrani). Eppure le sue denunce non toccano quasi mai partiti come PdCI , PCL, Sinistra critica, Rifondazione comunista. Basta vedere il suo ultimo video “Zoo Italia” per capire l’imbroglio : a destra ci sono condannati ed inquisiti  per gravi reati penali (27 minuti su 34 ). Nel PD, trova solo qualche “avviso di garanzia” e qualche incoerenza (Cofferati). Nella ” Sinistra e libertà” cita il solo Staino, iscritto al PD (come se “Sinistra e libertà fosse incompatibile con il PD). Da ultimo- pur di sputtanare la lista “anticapitalista e comunista”- cita  Bruno De Vita (consumatori uniti)  reo di essere stato radiato da Stampa Romana e dalla FNSI (due sindacati corporativi di grande tradizione democratica !).  Una accusa già pubblicata dal “Giornale” di Berlusconi  (che Travaglio ripudia) per sputtanare una lista “scomoda” ai poteri dominanti. Travaglio non ha visto Teleambiente  , dove per 40 minuti De Vita ha smontato le accuse rivoltegli, promuovendo una azione giudiziaria per calunnia a mezzo stampa: Eppure il nostro eroe è informato su tutto  e legge- a suo modo-  le carte giudiziarie. Scrive su molti giornali ed appare spesso in TV.

Ma aldilà di questo episodio-  che la magistratura giudicherà-, quale persona in buona fede mescolerebbe le candidature ignobili della destra , con quelle di PD, IDV, “Sinistra e libertà”, “anticapitalista comunista”, in base alle stesse accuse di Travaglio ?  Se  egli fosse affezionato alla  onestà –legalità  dovrebbe osannare uomini e partiti  degni, che non stanno solo nell’IDV . Invece non lo fa, perché il suo schema ideologico non glielo permette : in Italia non possono esserci partiti ed uomini degni ed onesti che non siano borghesi e liberisti, come  appunto Di Pietro e Montanelli.

Da anticomunista viscerale non può segnalare ciò che comunisti e socialisti “non pentiti” fanno e dicono ogni giorno. La caduta del governo Prodi- peraltro debolissimo e ricattato da Mastella che lo ha sgambettato- è per lui motivo sufficiente per irridere tutta la sinistra comunista ed anticapitalista. L’idea che la sinistra, ricattata e minoritaria nel governo Prodi, abbia anteposto – sbagliando- la tenuta del governo alla sua politica naturale , non lo sfiora mai.

Eppure la caduta di quel Governo ha aperto la strada al berlusconismo, suo principale bersaglio. Ma Travaglio è un giornalista liberale che denuncia e valorizza ciò che gli serve, che seleziona uomini , fatti e partiti secondo il suo schema ideologico precostituito. E’ un giornalista che fa la sua politica (quella neoliberista e capitalista) .

Non fa mai i conti con la politica vera , da non confondere con il monopolio anticostituzionale dei partiti maggiori (PDL, UDC e PD).  Un monopolio  anticostituzionale che spadroneggia sulla “politica”, sullo Stato e su funzioni e  servizi che da esso dipendono (informazione, sanità, formazione, lavori pubblici,ecc.).  Anche i misfatti del Vaticano trovano poco spazio nelle denunce di Travaglio : eppure esistono libri e testimonianze ricche  e documentate.

Ma le omissioni e le ambiguità  di Travaglio sono ben più consistenti.

Il liberismo competitivo e regolato (da chi? ) che egli reclamizza non esiste più da almeno 100 anni : siamo nell’era dei monopoli  globali (finanziari e produttivi), delle aggressioni coloniali, della prepotenza anticostituzionale su ogni aspetto della vita sociale, della truffa elettorale maggioritaria e di quella mediatica. E’ così negli USA ed in Italia, anche se esistono differenze strutturali e storiche a nostro svantaggio, grazie all’azione  eversiva della CIA , delle mafie, dello stragismo e del Vaticano. Il confronto più illuminante non va fatto con gli USA, ma con i Paesi nordici europei e con l’America latina di oggi. Ma in questi Paesi il socialismo è troppo forte : per un liberista è tassativo ignorarli. 

La storia di Montanelli - ex fascista e giornalista liberale- è un po’ più ambigua e contraddittoria di come ce la racconta Travaglio, magnificando il “suo gran rifiuto a Berlusconi”.  Un rifiuto  tardivo che non riguardava  mai il sistema capitalista , asservito e corrotto,  da cui Berlusconi trae il suo potere economico e mediatico.   Né Montanelli dava spazio a coloro - in primo luogo comunisti ed anticapitalisti- che nel mondo ed in Italia contrastavano le dinamiche reazionarie dell’imperialismo , bugiardo e guerrafondaio. La mitologia degli USA- come simbolo di democrazia politica e mediatica  abusata in film e telefilm - invade TV e giornali da anni, ma è sempre più fasulla e fuorviante. Travaglio non si pone mai una domanda o un dubbio elementare : ma la pletora di misfatti  a catena che io denuncio da anni, non dipenderà dal sistema capitalista e clericale che li genera ? Se almeno una correlazione esiste, perché insisto a mitizzare un tale sistema che fa  danni crescenti  ed irreversibili  da decenni ?

Ma il nostro bravo giornalista si limita a denunciare a modo suo , non a riflettere.

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venerdì, 24 aprile 2009

elezioni0409

Elezioni ed astensionismo di sinistra

(nota di E.Giardino-www.webalice.it/enricogiardino)

 

Alla vigilia delle elezioni, associazioni e movimenti “alternativi” che ripudiano i partiti ed il sistema capitalista entro il quale si muovono, si sentono in dovere di fare due cose, tra loro diverse, ma entrambe perdenti : predicare l’astensionismo e/o presentarsi alle elezioni con una propria lista elettorale. In questo modo- come la storia di questi decenni dimostra – danneggiano sé stessi più o meno gravemente (fino al suicidio), favorendo invece i soggetti che maggiormente dovrebbero danneggiare. L’approccio a questo problema è invece tutt’altro, come viene ribadito in questa nota.

 

Le elezioni in Italia sono una megatruffa anticostituzionale che azzera l’esercizio della sovranità popolare delegata, asse portante della nostra democrazia costituzionale. Perciò i movimenti che lottano contro le oligarchie dominanti – anche piduistiche e mafiose – dovrebbero per prima cosa proporre e sostenere un sistema elettorale coerente con la nostra Costituzione antifascista. Un sistema come quello che il forum DAC propone da tempo e che non viene preso in considerazione: soluzioni programmatiche vincolanti, sistema proporzionale senza sbarramenti e collegi, candidati di partito e “sociali” con pari visibilità mediatica e pari opportunità elettive, revoca degli eletti inadempienti.Di fronte all’imbroglio ed alle scadenze elettorali- pilotato dai grandi mass-media e dai capitalisti – i nostri soggetti “alternativi” si pongono in due modi, apparentemente diversi, ma entrambi perdenti e subalterni.

Alcuni- indignati contro la “politica”, confusa con la partitocrazia dominante e con i partiti tutti (uguali) -predicano l’astensionismo elettorale : un astensionismo che è solo di “sinistra” com’è ovvio, che favorisce le oligarchie più potenti, che ha solo effetti negativi sui numeri e sugli eletti, che non ha alcun effetto sulla validità e nocività del voto (non essendo previsto alcun quorum per le  nostre elezioni). Non è neppure vero che tutti i partiti siano “uguali” in rapporto alle lotte sociali che gli “indignati” conducono. Tanto è vero che essi sono costretti a ricorrere ai “compagni più seri” per avere peso istituzionale e visibilità.

L’astensionismo (di sinistra) è dunque solo uno sfogo irrazionale dannoso, che favorisce i nostri nemici peggiori : infatti i loro elettori non praticano mai l’astensionismo di “destra”, quand’anche traditi e beffati.Un astensionismo, anche del 40%, cambierebbe in qualche modo il sistema elettorale o la politica attuale ?

La risposta è negativa e scontata, basta guardare ai Paesi capitalistici in cui questo già accade. La politica non è mai negazione del senso comune o dell’evidenza e neppure sfogo irrazionale individuale.

Contro l’astensionismo di sinistra ho già scritto in passato e ribadisco qui le mie riflessioni di allora.

Altri compagni associati– indignati contro la “politica” – scelgono di presentare una loro lista elettorale.Nel contesto elettorale e mediatico attuale, costoro realizzano risultati irrisori per ragioni oggettive, ben inferiori a qualsiasi  piccolo club leaderistico di partito ( < 1% ) : infatti mass-media e politica sono monopolio di leader di partito, cioè di sigle partitiche più o meno virtuali. Anche qui basta rileggere i risultati  elettorali degli ultimi decenni, per verificare quanto affermato. Dopo la debacle elettorale questi movimenti si indeboliscono e, talvolta, spariscono per frustrazione crescente dei loro seguaci.Con il sistema elettorale attuale i voti dei compagni a “noi più vicini” che non superano lo sbarramento oligarchico, vengono attribuiti ai nostri e loro nemici più invisi (premio di maggioranza e sbarramento).

E’ inevitabile tutto ciò o esistono alternative più efficaci e razionali ? Credo che esistano, ma a condizione di abbandonare queste due prassi  perdenti, manifestamente dannose , anche per chi le pratica. L’approccio giusto è quello di battersi per una sistema elettorale che garantisca la sovranità popolare delegata, come già detto. Questa è la prima esigenza vitale  per qualsiasi soggetto sociale attivo.

Di fronte al permanere di questo sistema truffaldino, associazioni e movimenti non hanno alternative: debbono votare per candidati e partiti che sono meno “lontani” dalle loro esigenze e finalità. Non hanno comunque alcun interesse a dividere i loro seguaci, fornendo indicazioni di voto “univoche  e tassative” : possono lasciare ai loro aderenti la scelta individuale- votare o non votare- semmai conducendo poi un sondaggio sul comportamento dei singoli.

Lasciamo invece l’astensionismo elettorale o le velleità di lista agli elettori di destra : fascisti, leghisti e berlusconidi. Indebolire i loro indegnissimi rappresentanti è un nostro compito prioritario.

 

 

Roma 23 aprile 2009

 

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martedì, 21 aprile 2009

referendum09

Truffa elettorale e referendum “elettorale” del 2009

(nota di E. Giardino- www.webalice.it/enricogiardino)

 

I vertici governativi, di fronte ad un referendum popolare- quale che sia l’oggetto- dovrebbero garantirne il successo partecipativo, tanto più se questa garanzia coincide con un  forte risparmio per i contribuenti : 400 ml di euro (8000 Ml di lire).Invece agiscono all’opposto nel tentativo di farlo fallire, grazie al quorum necessario (50%+1). Un quorum in vigore solo per i referendum popolari. Nel merito il “referendum elettorale”, inventato da politicanti di mestiere, corregge solo aspetti marginali della truffa elettorale, aggravandone perfino i limiti di sbarramento (4% e 8%), anticostituzionali e truffaldini.

 

Anche se pochi lo dicono, il sistema elettorale in vigore è una truffa per la sovranità popolare ed una porcata anticostituzionale che favorisce i partiti di maggior potere, economico e mediatico.

Ho documentato questa realtà truffaldina in precedenti documenti , ai quali rimando ogni elettore interessato.Questa truffa elettorale anticostituzionale determina la totale espropriazione dei diritti di rappresentanza  e di sovranità popolare, sanciti dalla nostra Costituzione antifascista, a tutto vantaggio di 2-3 leader “virtuali”.

Purtroppo anche le forze comuniste, socialiste e costituzionaliste continuano a sottovalutare questa espro- priazione popolare e non propongono un sistema elettorale di rispetto costituzionale : cioè proporzionale, senza collegi e sbarramenti, con opzioni di programma vincolanti ed uguali chances per tutti i candidati.

Il falso pretesto della “governabilità”, invocata strumentalmente dei  sostenitori del maggioritario- binario+ premio di maggioranza+ sbarramenti e senza preferenze, non avrebbe ragione di esistere se gli elettori si pronunciassero su soluzioni programmatiche vincolanti per tutti i soggetti che sostengono quel programma.Soggetti e candidati  che possono essere partiti, sindacati, associazioni, movimenti, gruppi di opinione.

Ma invece di parlare dei contenuti referendari e dei loro effetti, si parla solo di date e di scadenze.

In realtà , il referendum “elettorale” proposto da alcuni politicanti di mestiere – come Mario Segni e Fini – è una mistificazione “(im)popolare” che non intacca la sostanza truffaldina della legge elettorale in vigore e che, anzi, in caso di vittoria del Si ai primi due quesiti , innalzerebbe i limiti di sbarramento : 4% alla Camera, 8% al Senato. In questo caso , avremmo solo senatori del PD - con o senza L- a rappresentare il popolo italiano. I tre quesiti referendari, affidati a tre moduli di colore diverso, sono quanto mai astrusi ed incomprensibili per la totalità dei votanti. I primi due – moduli verde e bianco – tendono ad attribuire l’attuale premio di maggioranza alle singole liste di partito, invece che ad aggregazioni di più partiti (come è oggi), ma in compenso determinerebbero soglie di sbarramento più consistenti alla Camera ed al Senato.

Il terzo quesito- modulo di color rosso – toglie ai candidati la possibilità  di presentarsi in più circoscrizioni elettorali contemporaneamente - come oggi accade. Quisquiglie, come direbbe Totò : è come togliere un po’ di polvere da una rozza trappola truffaldina ed anticostituzionale che va distrutta.

Se questa, in sintesi, è la prospettiva referendaria che i politicanti di turno ci stanno propinando, la prima cosa da fare è denunciare con forza questo ennesimo imbroglio. Se vincesse il Si con un quorum valido, tutti i politicanti userebbero il risultato “popolare” per legittimare nella sostanza la truffa elettorale attuale.

Vi abbiamo accontentato – direbbero- ora non criticate più il “nostro sistema elettorale”.

L’imbroglio referendario è senza via d’uscita: se non si raggiunge il quorum, il sistema elettorale rimane quello attuale; se si raggiunge il quorum e vincono i Si, la porcata-truffa del sistema attuale permane e  crescono gli sbarramenti- utili a PDL e PD .

In conclusione, votare per questo referendum “truffa”- come il sistema elettorale cui si riferisce - non ha senso. Bisogna invece lottare e conquistare un nuovo sistema elettorale di rispetto costituzionale, proporzionale, senza premi di maggioranza  e sbarramenti, con soluzioni programmatiche misurabili e vincolanti, con candidati che abbiano pari visibilità mediatica e non siano solo espressioni di partito.

E’ inaccettabile che nessuno ipotizzi soluzioni costituzionali , come quelle indicate dal forum DAC.

La sovranità popolare delegata- asse portante della nostra Costituzione- si esercita solo riformando drasticamente il sistema elettorale attuale, oligarchico e truffaldino.

 

 

Roma 21 aprile 2009

 

 

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domenica, 19 aprile 2009

pdunita09

Il settarismo dell’Unità e del  PD

(nota di E. Giardino - www.webalice.it/enricogiardino)

 

Sabato 18 aprile u.s.due partiti che si richiamano al comunismo –PRC e PdCI-  hanno presentato, con altre forze minori, una lista anticapitalista in una manifestazione pubblica a Roma.

Ad essa hanno partecipato non meno di 4-5000 compagni. I relatori- in particolare  Oliviero Diliberto e Paolo Ferrero- hanno condotto una dura , radicale e cicostanziata denuncia del berlusconismo e del suo regime anticostituzionale, antipopolare ed antisociale. Una analoga deunucia antiberlusconiana- sia pure in toni più pacati ed ambigui- si ritrova sull’Unità di questi giorni che riporta le critiche di Franceschini e del PD al governo Berlusconi.In particolare l’Unità di oggi (domenica 19 aprile) dedica ampio spazio ( 7 pagine su 64) alla occupazione berlusconiana (anticostituzionale) della RAI e dei media italiani. Ma questo giornale, fondato da Gramsci nel 1924, in pieno regime fascista - così sensibile al pluralismo informativo - dedica solo un trafiletto di 10 righe (1/4 di pagina) alla nascita della lista anticapitalista in piazza, con il titolo “PRC e PdCI battezzano la lista comunista”(pag.15). Nella stessa pagina viene riportato su 18 righe il commento di Nichi Vendola che critica Ferrero e di Diliberto, a beneficio della sua lista “Sinistra e libertà”.E’ difficile immaginare tanto becero settarismo e tanta ipocrisia  da parte di un giornale che usa il nome di Gramsci, che critica Berlusconi e il suo governo, che rivendica pluralismo e correttezza informativa.

La lista anticapitalista PRC- PdCI, non è in concorrenza al PD, in quanto i comunisti non votano PD e il PD non è un partito comunista o anticapitalista. La sua presenza in Europa ed in Italia è oggi quanto mai necessaria ed anche utile a chi dice di battersi contro Berlusconi. Se il PD facesse sul serio la guerra a Berlusconi, dovrebbe considerare i comunisti italiani alleati, non nemici da cancellare.Ma i vertici del PD , che hanno voluto lo sbarramento ingiustificato ed illecito del 4%,,  puntano a far sparire i comunisti italiani. Pensano, erroneamente, di potersi porre come unica alternativa elettorale a Berlusconi, ma si sbagliano : il partito di Di Pietro (IDV) , in grande crescita elettorale, è ben più credibile di loro come avversario di Berlusconi.

Coloro che predicano e sostengono- stupidamente -  l’astensionismo di sinistra, facendo il gioco di Berlusconi e dell’imperialismo, sono invitati a riflettere , anche sul settarismo sterile del PD e dell’Unità.Non c’è un momento migliore di questo per dare un colpo elettorale , all’imperialismo ed al berlusconismo, ma anche al consociatismo subalterno di coloro che dicono di combatterlo (PD,CISL,UIL,ecc.).

Per quante critiche , anche giuste, si possano muovere al PRC ed al PdCI, nessuno in buona fede può equiparare questi due partiti- e i comunisti italiani- a ogni altro partito di governo e di “opposizione”.La censura  sistematica che i mass-media – ma anche il PD e l’Unità – praticano contro i comunisti italiani è una prova che costoro non sono né morti né ininfluenti, in Italia come in Europa.Da qui il mio invito ai comunisti, ai compagni, ai lavoratori, ai pensionati, ai cittadini onesti e coscienti  di votare per la lista anticapitalista PRC-PdCI, l’unica che contrasta alla radice - anche in Europa nel GUE/NGL- il berlusconismo e l’imperialismo, comunque etichettati.

 

 

Roma 19 aprile 2009

 

 

 

 

 

 

 

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venerdì, 03 aprile 2009

p2oggi

Piduismo, craxismo e berlusconismo, prodotti indecenti di un sistema compiacente

(nota di E. Giadino -forum DAC- www.webalice.it/enricogiardno- 1 aprile 2009)

 

Pochi coraggiosi – magistrati, giornalisti, politici, artisti –denunciano da tempo, con dovizie di prove,il percorso truffaldino ed eversivo degli uomini che hanno prodotto in Italia il piduismo,il craxismo, il berlusconismo. Fenomeni allucinanti, dannosi e perversi, ma finora vincenti ed impuniti, che hanno responsabilità soggettive in tutti coloro (pseudo- oppositori) che li hanno favoriti e coperti. E tuttavia, nessuno attribuisce al sistema capitalistico italiano ed alle sue prassi consolidate, le responsabilità strutturali della deriva anticostituzionale ed autoritaria che stiamo subendo da anni.

 

Se il berlusconismo ed i suoi artefici diretti - piduismo e craxismo - hanno trionfato in Italia senza pagare alcun prezzo alle loro scorribande, anzi conseguendo un successo elettorale che ne assicura la impunità, le responsabilità non sono solo soggettive della cosiddetta “opposizione” : partiti, leader, giornalisti, magistrati, padroni, finanzieri e mercanti “buoni” che ne hanno favorito l’ascesa impunita e populistica.Bisogna riconoscere che il nostro sistema capitalistico – prodotto della mitologia “neoliberista”, delle caste monopolistiche  e mafiose (finanziarie,partitiche, mediatiche, clericali), delle stragi , della privatizza- zione/lottizzazione dello Stato in tutte le sue funzioni ed articolazioni, della truffa elettorale maggioritaria –non è stato, e non è , in grado di garantire gli aspetti formali e sostanziali della legalità, della giustizia sociale e retributiva ,della rappresentanza costituzionale,  della sovranità popolare…in una parola, le funzioni statuali  elementari di uno Stato borghese, tutela minima dei diritti fondamentali dei suoi cittadini.

Una simile deriva autoritaria e populista ha già travolto – storicamente- altre borghesie formali, cosiddette “democratiche” , producendo il nazismo-fascismo in Europa, il sionismo in Palestina, l’imperialismo  globale degli USA… come altri regimi  extraeuropei totalitari e distruttivi.

Si ripete così in Italia – sotto nuove vesti- la tragedia e la farsa autoritaria e populista del regime mussoliniano, dell’uomo forte  del “destino” , che si impone su tutto e su tutti  a “furor di popolo”.

Ovviamente, la gran parte degli “oppositori” di Berlusconi e del berlusconismo sono ferventi “capitalisti-neoliberisti”, per cui si guardano bene dal chiamare in causa il sistema nel suo complesso. Non lo fanno neppure ora che gli slogan del “neoliberismo”- basati sulla assoluta intangibilità delle Banche, del Capitale e del “mercato”- fanno acqua da tutte le parti, chiedendo sussidi ai contribuenti vessati.Perciò questi stessi “oppositori” non chiedono modifiche strutturali della legge-truffa elettorale ; leggi contro la lottizzazione-privatizzazione dello Stato e delle sue funzioni e servizi; la rifondazione su basi costituzionali dei sistemi informativi e comunicativi ; la rifondazione degli Istituti di garanzia costituzionale (Corte costituzionale ,CSM, Corte dei Conti, magistratura,ecc.); il ripristino della legalità istituzionale ed internazionale; il ripristino dei diritti elementari vitali (casa, reddito, lavoro, scuola ). Si tratta di “riforme strutturali” di rispetto costituzionale, invise tanto al berlusconismo quanto ai suoi “oppositori”.

In queste condizioni le leggi-vergogna di Berlusconi trovano ostacoli debolissimi. Le ultime sono addirittura scandalose e grottesche. Passa un “piano casa” che – beffando sfrattati e inquilini in difficoltà – depenalizza (anche formalmente) la speculazione e la illegalità edilizia, in barba alle leggi urbanistiche e immobiliari.Dunque un piano di  piena illegalità e speculazione urbanistica ed immobiliare, a vantaggio dei furbi-ricchi.

Viene spacciata per “testamento biologico” una legge che lo nega alla radice, in ossequio ai dictat del Vaticano e dei suoi seguaci (un esercito  trasversale di parlamentari- clericali).  Viene proposto l’azzeramento –anche formale- del Parlamento, con l’ulteriore rafforzamento del potere del premier, mentre si millantano “libertà, benessere, ottimismo, fiducia” ed altri slogan fasulli.

Lo stesso titolo attribuito alle leggi è ormai un inganno mediatico perpetuo :  esse disciplinano la fine dei diritti ai quali si richiamano. Una prassi mediatica e politica ormai consolidata : “missioni umanitarie” invece che guerre di aggressione disumane ; “casa delle libertà” invece che “casta delle illibertà”; “riforma della giustizia” invece che controriforma per l’ingiustizia e l’impunità dei forti-furbi …. e l’elenco potrebbe continuare… Ma è necessario conoscere i contenuti e le finalità delle misure, sempre più censurati, invece si reclamizzano  i commenti di pochi leader accreditati ed affini.E’ ormai sempre più evidente – e di qui l’aumento della repressione poliziesca e della censura mediatica  pianificata – che questo sistema capitalistico italiano è ormai inaccettabile e strutturalmente malavitoso, cioè dannoso per la  grande maggioranza dei cittadini e dei lavoratori, quale che sia la loro opzione di voto o di non voto. La divaricazione vera è ormai tra una massa di imboniti e furbastri ed un insieme di cittadini onesti e coscienti, ma impotenti, isolati e non rappresentati dalla truffa binaria e maggioritaria italiota.

 

 

 

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